logo


  1. vincanzo.49 Rispondi

    Forse le quote latte italiane sono basse perchè i produttori, al momento della denuncia per la richiesta delle quote, non hanno voluto rendere pubblica la produzione e quindi il guadagno della loro attività; e, siccome siamo in italia, probabilmente per evadere le tasse.

  2. andrea Rispondi

    Perchè l'Italia deve importare il 50% del latte ed essere in multa per produrne di più? Perchè l'Europa fissa delle quote latte quando esso viene importato in polvere dalla Nuova Zelanda e rimarchiato come latte tedesco, olandese, ecc.. Perchè la Francia attraverso le sue multinazionali se ne frega delle quote latte importando (attraverso le multinazionali) latte dall'Argentina aggirando palesemente il vincolo? C'è qualcosa che non torna di sicuro. Le quote latte devono essere riviste perchè tutte queste vicende son assurde non solo per l'Italia ma per l'Europa stessa. A tal proposito è ottimo il documentario su questo problema trasmesso da Annozero http://www.youtube.com/watch?v=J9j3L0sWN7Y

  3. Antonio Aghilar Rispondi

    Se ci fosse (magari c'è e non lo so) una ricerca sulla efficienza e l'efficacia amministrativa delle classi dirigenti dei Paesi UE, non mi stupirebbe affatto vedere l'Italia all'ultimo posto, considerate anche le altre innumerevoli procedure d'infrazione, alcune delle quali (come quella sulle frequenze tv) a difesa degli interessi monopolistici del "capo". E l'interesse della Nazione? Quali interessi persegue la Lega Nord nella difesa di questi "onesti" imprenditori padani? Una e una soltanto: il proprio feudo. Ammesso e non concesso infatti, che sia lecito che un partito di governo si schieri così apertamente (e sciattamente) a difesa degli interessi di pochi disonesti, la cosa peggiore è la retorica sottostante (la Lega a difesa degli interessi degli "italiani"...intesi però come tribù accampata sulle rive del Pò). La Lega...Quelli che "Roma, Roma Ladrona" e poi Roma non è mai stata tanto ladrona (e inefficiente) come lo è ora che ci sono loro al Governo. Come poi se, tra le altre cose, fosse un mistero che uno dei motivi per cui il PDL si stà spaccando non sia proprio da ricercare negli insaziabili appetiti della Lega. Il peggior partito nella storia della Repubblica...

  4. Mauro Rispondi

    Che la lega stia difendendo i "poveri" allevatori padani dalle ingiustizie subite è una barzelletta, tanto più che a fronte di un migliaio di trasgressori ci sono decine di migliaia di allevatori onesti che hanno rispettato le regole o che hanno spontaneamente deciso di pagare le multe. Invece di pensare a queste cose, la lega dovrebbe occuparsi di questioni ben più importanti. Il commento poi sullo scambio di quote latte-acciaio per aiutare Taranto ha qualche prova?

  5. Edmont Dantes Rispondi

    I veri ladri del latte sono le grandi multinazionali che prendono latte per uso agricolo in povere, gli aggiungono acqua e ridiventa magicamente un prodotto industriale, alla faccia dei piccoli produttori, perché nessuno parla del latte di bufala dal Brasile, o fa un conteggio rapido delle produzioni casearie e del latter prodotto...i conti non tornano. Per risolvere i problemi basta poco, maggior tracciatura, additivi coloranti per il latte ad uso zootecnico da non poter riciclare e maggiore onestà.

  6. Marcello Graziano Rispondi

    La misura delle quote può essere condivisa o meno. Cosa non è accettabile sono il menefreghismo e l'inettitudine dei nostri rappresentati in campo internazionale, visibile all'epoca dell'assegnazione delle quote.

  7. Martinelli Rispondi

    La Lega Nord è l'unico partito che difende la posizione di quel piccolo gruppo di agricoltori che danno ascolto ai risultati delle indagini che nel corso degli anni i carabinieri e la guardia di finanza hanno eseguito sul tema delle quote latte. Questa è la verità. Tutti gli altri partiti si sono sempre resi colpevoli di mettere in ridicolo l'operato delle nostre forze dell'ordine e di polizia tributaria. Le affermazioni di esponenti di spicco come Casini, Fini, Bersani, ma anche esponenti della stessa componente del Pdl come il neo ministro dell'Agricoltura Galan evidenziano come non ci sia la benché minima considerazione dei dati ricavabili dalle relazioni frutto delle indagini sopra menzionate. Che politici sono questi che mettono in discussione l'operato di organi del nostro ordinamento come Carabinieri e Guardia di Finanza? Al lettore le sue considerazioni.. *L'ultima relazione al riguardo risale al 15 aprile 2010. E' stata eseguita dal nucleo anti frode comunitaria dei nostri Carabinieri. Le conclusioni sono chiare ed inequivocabili.

  8. Fabio Colasanti Rispondi

    Il peccato originale delle quote latte è nell’aver cercato di controllare la produzione per mantenere artificialmente alto il prezzo del latte. Le quote latte non erano tanto una quota di produzione, ma una quota di accesso alle sovvenzioni. Ogni litro di latte venduto al prezzo artificialmente alto del mercato comunitario equivaleva all’incasso di una sovvenzione. Se si voleva aiutare i produttori, come forse era giusto, si doveva farlo con aiuti diretti e non attraverso un prezzo artificiale che a volte è stato quasi il doppio del prezzo mondiale. Con aiuti diretti sono i contribuenti che pagano. Con i prezzi alti sono i consumatori. Gli effetti redistributivi dei due approcci sono evidenti. Ma in ogni caso, non c’era nessuna ragione per fissare quote legate al consumo nazionale. Forse che ogni paese europeo dovrebbe produrre il proprio vino? Ogni paese dovrebbe produrre il proprio olio d'oliva? Vogliamo ritornare all’autarchia?

  9. Tarcisio Bonotto Rispondi

    Si dice: fatta la lenne, trovato l'inganno. Alcuni italiani sono maestri in questo e molti invece non sono in grado di controllare. A me dispiace, ma la colpa dovrebbe essere di qualcuno e si faccia una ricerca adeguata. Una prospettiva diversa invece dovrebbe avere la politica produttiva in Europa: le 'quote' risentono della teoria della 'specializzazione produttiva' e del "vantaggio competitivo" di Ricardo. La teoria è nata 200 anni fa e non ha mai funzionato perchè presuppone dei vincoli che in realtà non ci sono. Mi chiedo perchè Germania, Francia e Italia non producono il latte che devono produrre e il surplus lo mettono sul mercato? Perchè il surplus non viene trasformato e inviato nei paesi in cui vi è scarsità di latte? In Italia sono state uccise 1.500.000 mucche, molti agricoltori senza mucche avevano i mutui per le stalle e sono andati in malora. Meglio essere autosufficienti che dipendenti. Se la Germania per ragioni politiche non ci fornisce il latte che facciamo? Ci vogliono 3 anni per crescere mucche da latte. I pomodori dalla Cina hanno creato disoccupazione per 15.000 lavoratori, le 'quote' olive per circa 20.000, le quote grano duro per oltre 10.000.

  10. paolo Rispondi


    Se leggete le relazioni delle commissioni di indagine del 1998/99 , scoprirete che le multe non esistono essendo un parto dei voleri delle delinquenti quanto squallide organizzazioni di categoria:
    COMANDO CARABINIERI POLITICHE AGRICOLE 2 SETTEMBRE 2002 .....in breve gli acquirenti , di solito dispongono di quote di carta o per averle da amministratori regionali compiacenti o dalla autorità statale collusa ( è possibile provarlo). Con tali quote essi possono ritirare i seguenti prodotti in nero alla fonte: latte estero di dubbia qualità,latte in polvere,burro,creme di latte,formaggi e cagliate. é bene evidenziare che come quote di carta ,gli acquirenti giustificano di aver ritirato tale latte presso produttori fittizi o inesistenti in modo da averne benefici sia per compensazione ,sia per fatturare il latte ,così da renderlo legale e scaricare l"iva sia per affittare o cedere le quote ottenendone entrate illecite . Di solito tali quote risultano di produttori che ....non esistono e hanno aziende fantasma con capi bovini zero. Sono miriadi di piccoli agricoltori che a loro insaputa solo perche hanno alcune vacche sia da latte ,sia nutrici con veterinari delle asl ovviamente collusi risultano produttori di latte vaccino e così mantengono attive le quote si ripete ad insaputa del povero modestissimo produttore...
    COMANDO CARABINIERI POLITICHE AGRICOLE 15 APRILE 2010 raffrontando il numero capi nelle diverse banche dati con la media produttiva provinciale AIA pur aumentata del 10% in via prudenziale, risulta una differenza produttiva media, rispetto alla produzione totale italiana dichiarata in L1, talmente significativa da mettere in discussione lo stesso splafonamento dello stato italiano e quindi il prelievo supplementare imputato ai produttori a partire dal 1995/96 fino al 2008/09

  11. marco Rispondi

    Nell'articolo si ricorda " Il fatto che all’Italia furono assegnate quote inferiori al consumo interno doveva ovviamente essere oggetto di contrattazione in ambito comunitario, ma non puó in alcun modo giustificare il superamento delle produzioni consentite. ". D'accordo, ma manca un pò di storia che non viene mai raccontataappieno: Quale governo concordò le quote inizialmente? perché furono accettate quote assai inferiori al consumo? quali azioni sono state fatte in sede comunitaria per tentare di rimediare all'errore iniziale?

  12. paolo Rispondi

    La genesi del pasticcio secondo me va trovata nel momento in cui dovevano essere assegnate le quote latte alle diverse nazioni. La Cee invitò ogni stato a fornire i dati sulle produzioni annue di latte e solo su quella base assegno le quote. Gli allevatori italiani dichiararono produzioni dimezzate se non peggio, dimostrando una mancanza di visione strategica e cercando di fare i furbetti. Così all'italia furono assegnate quote latte inferiori alla reale produzione. Il resto della storia è come stata raccontata dall'ottimo articolo di Castriota e Delmastro.

  13. GIGI BOLLATI Rispondi

    E' una situazione vergognosa. Mi piacerebbe capire se, per il futuro, la classe politica che ci governera, non importa di quale colore, avrà più interesse elettorale a difendere gli onesti od i disonesti. Temo, infatti, che nella politica non esista moralità, ma cinico calcolo elettorale e temo il peggio, vale a dire che le quote latte le pagheremo noi consumatori.

  14. maurizio sbrana Rispondi

    A me, per quello che ho capito, sembra un grande scandalo: praticamente, per far piacere alla Lega, dobbiamo pagare miliardi di euro con le nostre tasse! Osservo solo due cose: 1) Ma l'opposizione non le sa queste 'porcate'?; 2) Ma possibile che gli allevatori seri che hanno pagato non si rivoltino?