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  1. Saimo Rispondi

    MI chiedo quando la competizione basata sul costo del lavoro si farà sugli stipendi dei manager, dei professori universitari...

  2. paola urso Rispondi

    Al di là della discussione sugli aspetti legali e sulle lacune dell'attuale normativa del lavoro resta a mio avviso da chiarire il modello industriale della Fiat, la Fiat è veramente un'opportunità di sviluppo per l'Italia? E' forse producendo un auto a basso valore aggiunto, economica, superata che si può rilanciare l'industria dell'automobile in Italia? Lo sfruttamento dei lavoratori senza vincoli è l'unico modo perchè la Fiat investa in Italia? Non sarebbe meglio per l'Italia e per la Fiat cominciare finalmente a produrre auto innovative e di qualità, piuttosto che affidarsi agli aiuti di Stato e alla riduzione del costo del lavoro ad ogni costo. Da anni ormai la Fiat non inventa più niente in ogni campo, designer, tecnologia, ecc., le sue auto sono auto qualunque a basso valore aggiunto, poco appetibili per il mercato dei paesi evoluti, basta girare per le strade d'Italia, Germania, Francia ecc.. Il modello industriale che porta avanti la Fiat è quello per i paesi poveri e in via di sviluppo, auto economiche che devono costare pochissimo, poca ricerca, poca innovazione, aiuti di stato. E' un modo per fare profitti. Ma allora stiamo diventando un paese povero?

  3. Andrea Rispondi

    Chiaro il suo punto professore, ma non ci si può non chiedere se accettare deroghe importanti dal CCNL, magari stabilendole solo con una parte del sindacato meno rappresentativa, non rappresenti un precedente che determinerà una sicura accellerazione di tutte le imprese verso questo nuovo modello di deregulation. Crede veramente che tutto il problema competitività del paese si risolva abbasando ulteriormente il costo del lavoro (anche se la busta paga aumenta, il costo per ora di lavoro non credo proprio aumenterà)? Grazie

  4. Gerardo Fulgione Rispondi

    Gentile prof. Ichino, sorvolo sulle mie opinioni sul suo intervento poiche' credo che il problema abbia un carattere soprattutto economico-politico e non giuslavoristico. Ho letto la sua proposta sul blog di una legge che regoli la rappresentatività sindacale, personalmente sono piu' daccordo con la proposta di mutuare per il privato (pur con tutte le necessarie sfumature diverse) la legge che regola la rappresentatività nel Pubblico impiego. Nonostante le critiche che essa ha ricevuto di recente ritengo che abbia funzionato bene. Ritiene anche lei che sia così?

  5. generoso ciocia Rispondi

    Evviva i sindacati gialli, quelli dei contratti da fame, delle gabbie salariali e di tutte le situazioni da fame che generavano negli anni '50. Bravi, a volte si torna proprio ai nostalgici (ma per chi?) anni '50. Evviva Marchionne figlio di Valletta, evviva la fame. Col cavolo che Fiat venderà tutte le automobili che pretende di vendere, ricatto per buttare a mare il contratto. Smemorati! E' stata proprio la stabilità dei contratti collettivi, la sicurezza di una retribuzione definita che a dato all'operaio non solo la sensazione (ma solo la sensazione) di un generale arricchimento, ma anche la possibilità di comprare la prima auto, la seconda, di riempire l'Italia di 40milioni di automobili dando alla fiat la sensazione di essere diventata una potenza automobilistica (con i nostri soldi, ma la fiat c'è abituata). Ora che il salario ridiventa una graziosa concessione del sovrano di turno, queste 40 milioni, sarà difficile rinnovarle...come sarà difficile fare altro. Non lamentatevi se poi l'economia mafiosa e camorrista sommerge quella legale. Auguri...all'Italia, naturalmente.

    • La redazione Rispondi

      Il piano industriale che è oggetto dell'accordo di Pomigliano, con le 80 ore di lavoro straordinario previste, porterà circa 3000 euro in busta paga in più ai lavoratori di quello stabilimento, rispetto alla retribuzione normale del settore metalmeccanico. Il problema che può porsi, in riferimento a quell'accordo, non è un problema di "fame"; semmai un problema di carico di lavoro. D'altra parte, qual è l'alternativa auspicata dal nostro lettore Ciocia per i lavoratori di Pomigliano? L'assunzione controllata dalla camorra nei sottoscala della periferia di Napoli dove si lavora dieci ore al giorno per 700 euro al mese senza contributi e senza diritti di alcun tipo? Lo sa Ciocia che alla Fiat arrivano da tutte le province del Mezzogiorno centinaia di lettere che chiedono l'insediamento nel loro territorio di uno stabilimento con un piano industriale identico a quello di Pomigliano? Per lo sviluppo del Mezzogiorno è meglio "nessuna Pomigliano", o "cento Pomigliano?"

       

  6. Calogero Massimo Cammalleri Rispondi

    3. bis - Nulla comunque vieta alla Fiat di riprodurre le condizioni di Pomigliano in ogni altro stabilimento e produrre di fatto gli stessi effetti di una disdetta anticipata. A sentire di Mirafiori, anzi, lo scopo di Pomigliano palesa sempre più intenti "pedagogici" piuttosto che industriali, come avevo scritto sulle mie pagine http://www.kaloscam.com/?p=329 . 7. bis - Lo scopo della Fiat, in questo caso, è comune a quello dei sindacati affiliati alle confederazioni diverse dalla Cgil: quello della tattica cislina dell'isolamento della cgil sotto forma di buonsensismo modernista. Anche se alla fine la tattica sembra riuscita solo alla Fiat, posto che la Cisl, sul caso sul caso Mirafiori, più che rivendicare pietisce il rispetto dei patti. 9. bis - Se intervento legislativo dev'essere perchè non attuativo dell'art. 39 Cost.? Più democrazia sindacale della rappresentanza unitaria, proporzionale agli iscritti, voluta dal costituente, non si vede in altre proposte. O c'è chi ha paura della conta? prof. Calogero Massimo Cammalleri associato di diritto del lavoro nell'Università di Palermo.

    • La redazione Rispondi

      Il meccanismo previsto dall'articolo 39 della Costituzione regola soltanto la contrattazione collettiva di livello nazionale. Non occorre dunque né fare riferimento a quel meccanismo, né tanto meno intervenire con legge costituzionale che lo modifichi, per risolvere il problema tecnico dell'efficacia dell'accordo di Pomigliano. Per il resto rinvio alla risposta a Ciocia.