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  1. Antonio ORNELLO Rispondi

    E' il compromesso proposto, cioè rimandare la pensione retributiva per chi non ha 40 anni di contribuzione, che non sembra un modo per premiare il merito; anzi, valutare il merito a suon di pensione, anziché durante l'attività, non c'entra proprio: è fuori tempo e fuori luogo, dunque fuori discussione, fuori tema! Sta scritto da qualche parte, poi, che al raggiungimento dei 40 anni si sarebbe costretti ad interrompere la contribuzione? A me pare, invece, che le recenti modifiche pensionistiche vogliano far pagare, salati, specialmente i contributi di fine carriera, ma infruttuosamente per chi paga! Se smettessimo il pietismo, si vedrebbe chiara la soluzione: abolire il retributivo e istituire subito il metodo contributivo quale unico calcolo pensionistico, per tutti.

  2. Luca Schiaffino Rispondi

    Premetto di non essere un economista, ma la contabilità economica mi sembra più complicata di come è stata esposta. Per esempio bisogna consideare che i giovani assunti proverrebbero nella maggior parte dei casi dall'universo del precariato (borse, assegni, co.co.co.), per cui dall'onere dell'assunzione andrebbe scalato il costo attuale di questi contratti. Poi c'è da valutare l'impatto sul sistema economico della maggior propensione al consumo di chi detiene una posizione stabile rispetto a chi non sa nemmeno se fra tre mesi avrà ancora un reddito. Comunque per conoscere il testo della proposta del PD è sufficiente andare sul sito del Senato.