Lavoce.info

Un polpo di genio

Anche i Mondiali, come tutte le cose vissute intensamente, quando arrivano alla fine lasciano un’’emozione che sta tra la gioia e la malinconia. La gioia di vedere Nelson Mandela in campo prima della partita. Questo Mondiale è arrivato in Sud Africa per celebrare Mandela. E’’ impossibile esagerare con i superlativi quando si parla dell’’ex Presidente del Sud Africa. Qualcuno ha scritto nei giorni scorsi che tra un po’ non crederemo che un uomo così possa avere camminato tra di noi. Vederlo entrare in campo prima di Spagna -– Olanda e sentire il boato dello stadio è stata una grande emozione. Ma lo sguardo un po’ perso, la moglie che gli sedeva accanto e che gli diceva di salutare la gente, hanno trasmesso anche un senso di fragilità e di tristezza. Il timore per la sua salute si unisce allo sgomento per la revisione e riscrittura della storia che inevitabilmente qualcuno proverà a fare dopo la sua scomparsa. Grande il contrasto tra la gioia degli spagnoli vincitori e la tristezza degli olandesi sconfitti. Per entrambi lacrime, ma di diverso sapore. Ancora più toccante vedere, a Madrid, l’’allenatore Del Bosque festeggiare con suo figlio di 15 anni, affetto dalla sindrome di Down. Una gioia abbagliante vissuta accanto ad un quieto dolore. E intorno a Del Bosque e alla Roja, un milione di persone per le strade della capitale spagnola, ebbre di felicità, a ricordarci quanto importanti siano i Mondiali nella vita di tante persone. Domenica sera, finita la finale, mi sono trovato a riflettere sul fatto che la speranza di vita per gli uomini italiani è attualmente poco più 77 anni. Per me vorrebbe dire arrivare al 2042, anno di Mondiali. Insomma, mi resterebbero sette o otto Mondiali (a meno che Don Verzè non interceda anche per me e mi faccia raggiungere i 150 anni insieme a qualcun altro). Rivedrò i Mondiali in Italia? Rivedrò l’’Italia Campione del Mondo? Queste (e altre forse più importanti) domande mi tormentano in questi giorni di una torrida estate milanese. Ma per fortuna so dove trovare le risposte: sto partendo per Oberhausen. Buone vacanze a tutti.

Lavoce è di tutti: sostienila!

Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molte altre testate, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

Precedente

La risposta ai commenti

Successivo

A governatori e sindaci la patata bollente dei tagli

  1. Rga

    Prof, si consoli: lei ha visto un mondiale in Italia. Noi, nati tra l’85 e l’88, che abbiamo avuto il mondiale in casa proprio nell’ultima edizione che non possiamo ricordare, cosa dobbiamo dire? Le notti magiche non ce le ricordiamo, e non le vedremo più. Con questa federazione – temo – non vedremo neppure un europeo…

  2. Gianluca

    Il polpo doveva fare una scelta semplice: una squadra o l’altra. Il pareggio non era previsto, pare, neppure durante lo svolgimento della prima fase a gironi. Invece i geniali esperti degli uffici studi si sono esercitati con modelli econometrici… che, almeno in questo caso, si sono dimostrati assai meno affidabili del testa/croce affidato ai desideri del polpo Paul… che, visto che è stato pescato nell’arcipelago toscano, magari di nome fa Leonardo o Michelangelo. C’è da chiedersi: se quei signori usano a sproposito l’econometria come sappiamo, qual è la probabilità che la usino a proposito quando si occupano di economia?

  3. claudio

    Il polipo Paul, toscano dell’Elba: Ennesimo esempio di cervello in fuga dall’Italia

  4. Marco Nordio

    Caro Fausto, per me l’ importante sarebbe vedere vincere il bel calcio e devo dire che questo mondiale, nonostante non fosse ai massimi, ha fatto vincere una buona Spagna. Come interista non nego di aver tifato per la mia squadra anche conscio del gioco non sempre eccelso mostrato in Champions.

  5. Roberto Ulr.

    Si tratta di anni di vita in più o in meno e la buona precisione è consigliabile (per decidere l’esatto momento in cui cominciare a spendere i risparmi e a che velocità?), a meno che non si abbiano zero anni (nel qual caso la speranza di vita è 79 anni: Istat) non si può sperare di andare ben oltre il 2042? Con 45 anni nel 2010 un italiano medio che vive a Bologna (ci dice il Comune che fa i conti e li pubblica) arriverà al 2046 circa? Quattro anni senza intercessioni? (non necessariamente per vedere un mondiale di c. in più?)

Lascia un commento

Non vengono pubblicati i commenti che contengono volgarità, termini offensivi, espressioni diffamatorie, espressioni razziste, sessiste, omofobiche o violente. Non vengono pubblicati gli indirizzi web inseriti a scopo promozionale. Invitiamo inoltre i lettori a firmare i propri commenti con nome e cognome.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén