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Il boss of rights

Grazie ai militanti della Lega adesso sappiamo davvero cosa è il federalismo in salsa padana. Nei giorni scorsi hanno tempestato di telefonate sedi di partito ed emittenti padane alla ricerca di chiarimenti. I sindaci del Carroccio si sono rifiutati di salire sul palco della festa di Pontida. Come è possibile, si chiedevano molti di loro, che un Governo in cui la Lega conta sempre di più abbia regalato miliardi alla Sicilia spendacciona, abbia salvato dalla bancarotta il Comune di Catania, regalato 300 milioni a quello di Roma in un momento in cui ne taglia 2500 a tutti gli altri, e adesso riduca del 14 per cento i fondi alle Regioni del Nord? Che razza di federalismo, si chiedevano, può di fatto commissariare tutti gli enti territoriali togliendo loro qualsiasi margine di autonomia fiscale, con l’eliminazione dell’Ici e il blocco di tutte le addizionali?
La risposta, un po’ stizzita, è arrivata da Pontida. Umberto Bossi e gli altri leader della Lega ci hanno finalmente chiarito qual è la visione federale del partito. Si regge su quattro pilastri.
Il primo è il folklore. La squadra della Padania ha vinto i campionati mondiali di calcio, ha sottolineato con orgoglio il padre del “Trota”, team manager della rappresentativa. Non sappiamo se al prestigioso Campionato partecipasse la rappresentanza di Bahia, capitanata da Ricardino Kakà. O solo la squadra dell’oratorio di Klagenfurt. Ma l’importante è vincere. Evviva.
Il secondo è l’amore. Come ha sottolineato Bossi, la Lega è amata in tutto il mondo. Per fare un esempio, ha parlato della Svizzera. Lì i banchieri e le mucche, se ci presenta come militanti della Lega, ti accolgono come fratelli. Si hanno tutte le porte (incluse quelle delle cassette di sicurezza?) spalancate.
Il terzo pilastro è l’acqua. Finalmente il Lago Maggiore è tornato in Lombardia, finalmente la regione più ricca ha la sua spiaggia. Ce ne rallegriamo. Potremo finalmente non doverci più portare appresso il passaporto (e in bicicletta appesantisce alquanto la pedalata) quando andiamo a Stresa.
Il quarto è il campanile. Lavori pubblici e servizi sociali solo ai residenti di quel municipio, possibilmente da almeno 10 generazioni. Solo che qui si sa dove si comincia e non dove si finisce. Perché Sulbiate inferiore dovrebbe accettare che anche i residenti di Sulbiate superiore partecipino a un concorso per vigile urbano? E la frazione della frazione di Buccinasco che diritti ha? Inutile spiegare a Bossi & C. che le grandi federazioni, come gli Stati Uniti, si reggono proprio sulla mancanza di ogni discriminazione territoriale tra i cittadini residenti in luoghi diversi. Come tra parentesi, fa anche la nostra Costituzione e il Trattato Europeo. Dal Bill of Rights siamo passati al Boss of Rights.

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La risposta ai commenti

  1. bob

    Voi che criticate il "federalismo" dove eravate da 20 anni a questa parte? Credo che della classe politica abbiamo perso ogni speranza, almeno la parte dinamica, moderna e attiva del Paese. Ma sentire gli elogi al Federalismo dei 21 condomini veramente fa cadere le braccia. Sentire oggi il Magnifico Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia che elogia tale on.Stival che finanzia co 80 mila euro i corsi di "lingua veneta" alla stessa Università, veramente si dovrebbe iniziare a prendere le distanze da tali soggetti. Questo Paese ha bisogno di una centralità come non mai, come quella che è stata fino agli anni ’65 parallela ad un assunzione di responsabilità soprattutto nel pubblico, altro che favole! Chi parla è un piccolo imprenditore che opera con sedi in Veneto e nel Lazio.

  2. Claudio Buriani

    In linea di massima riterrei opportuno mantenere i commenti su un piano generale di serietà, evitando approcci un po’ di presa in giro. Oggi occorre riportare il dibattito a serietà e sempilicità: del “Trota” non ci curiamo. Soprattutto vogliamo capire e potere decidere su chiare informazioni. Questo è il compito principe degli esperti. C.B

    • La redazione

      La rubrica sul federalismo su questo fa esattamente quello che ci chiede. In alcuni casi e con circospezione anche l’ironia serve. E quanto scriviamo è basato integralmente sui discorsi tenuti a Pontida nel ventennale della Lega. Cordialmente

  3. Flamel

    Se da noi la popolazione e in particolare i politici perseguissero davvero il bene pubblico e non il loro personale particolare, il federalismo potrebbe funzionare. Visto il male, almeno lo si potrebbe limitare con nomi meno roboanti alle funzioni. Niente governatori o presidenti ma semplici "amministratori" delegati alle province (da sopprimere nella loro funzione politica, ma non in quella amministrativa delle prefetture e delle questure) o delle regioni. I sindaci rimangano semplici sindaci. Una legge tagli le auto blu (ho letto che ne abbiamo 10 volte quelle degli USA): basta una per comune da 20,000 abitanti a 200.000. Poi le altre per trance di 200.000. E similia per regioni e ministeri, ecc. Gli emolumenti economici siano limitati, visto le cifre fanno sospettare forme di tangenti. E’ vero che si creerà disoccupazione, ma meglio una indennità dignitosa e formazione per lavori veri che pseudolavoro, che serve solo alla confusione e ai ritardi. Vedere l’esempio del nuovo ministro galantuomo pro federalismo!

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