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Quelli che i mondiali…

Ci sono problemi più importanti, lo sappiamo. La manovra finanziaria (chi crede al taglio delle Province?) o le dichiarazioni di Berlusconi (per lui “Governare con la Costituzione è un inferno”. Per noi l’’inferno sarebbe se governasse senza). Ma la notizia oggi è che cominciano i Mondiali di calcio in Sud Africa. Per quattro settimane entreranno nella vita di tutti noi. Ci saranno i soliti servizi sui giornali e sulle televisioni sulle donne trascurate dai mariti, su quelli che tifano contro l’’Italia (o che pensano che sia chic dirlo), su quelli che li trovano bellissimi solo perché possono andare a fare la spesa nei supermercati vuoti quando gioca l’’Italia. Ma soprattutto entreranno nella vita di quelli che li aspettano come una magia che si ripete ogni quattro anni. Ci sono persone, come me, per le quali essi scandiscono tappe importanti della propria vita (l’’esame di terza media durante Argentina 1978, il matrimonio appena dopo la fine di Italia ’90, mia moglie che mi dice, durante Usa 1994, che sta aspettando Chiara e quattro anni dopo, nel mezzo di Francia 1998, mi annuncia che Marco ci avrebbe fatto compagnia). Ci sono quelli che guardano le partite dell’’Italia con gli amici fidati, quelli che non portano sfortuna, e ci sono quelli che invece preferiscono allentare la tensione mescolandosi alla folla nei bar o nelle piazze. Ci sono quelli che non tiferanno Italia perché Lippi è sempre uno juventino e perché Cassano in questa Nazionale ci stava bene, quelli che tiferanno Inghilterra perché c’’è Capello, quelli che a Italia-Paraguay preferiscono il Trofeo Birra Moretti perché lì almeno gioca l’’Inter e quelli che non hanno più voce perché l’’hanno persa seguendo le partite della Padania.
Poiché i Mondiali entreranno nella vita di tutti, anche lavoce cercherà di scrivere alcuni (pochi, lo promettiamo) articoli sui Mondiali in queste settimane. A quelli che pensano che ciò sia inappropriato per un sito di informazione economica come il nostro, facciamo osservare che anche i serissimi Financial Times e Wall Street Journal si occupano dei Mondiali. E chi non vuole leggere queste sciocchezze, potrà sempre contare sugli altri articoli della Voce che continueranno ad uscire regolarmente. Buona Coppa del Mondo a tutti!

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  1. DARIO

    Come non fare un articolo su un evento con un giro di denaro pari ad una finanziaria? Viva l’italia del calcio, puntiamo sui giovani

  2. Enrico Cerri

    Chicago Blackhawks, Stanley Cup Champions 2010. E` ciò che conta, sportivamente, per l’anno. In ogni caso i mondiali di calcio restano l’Evento. Sarebbe bellissimo se quest’anno il vincitore emergesse fuori dalla schiera dei soliti nomi.

  3. Morpheus

    Tempo fa, non ricordo esattamente quando, qualcuno pubblicò un’analisi dettagliata e serissima del giro di affari ed investimenti, paese-per-paese, legati al mondiale di calcio, nonché uno studio statistico-economico parametrizzato su quale sarebbe stata la finalista, secondo le accertate quote book-makers, partita per partita … altro che argomento frivolo. Senza poi trascurare l’enorme effetto di "distrazione sociale" di matrixiana memoria … una vera e propria mega pillola … Azzurra, offerta a miliardi di cittadini del mondo! For … ehm, Viva l’Italia

  4. Ozel Giuseppe

    Un noto politico ha esternato che, in tempo di crisi, bisognerebbe abbassare gli stipendi ai calciatori ed i premi previsti ai campionati del mondo di calcio. Dimenticando che in quel caso l’introito per lo stato (tasse) risulterebbe molto minore. In regime di tagli, sarebbe più opportuno proporre che per alcuni anni, tutti quelli che guadagnano così tanto (senza forse neanche meritarselo) la tassazione passa dal 45 % al 60 %. Con i soldi ricavati mi posso permettere alcuni tagli in meno. Sarebbe una buona proposta, non una sparata per accrescere il consenso dei pirla. Essendo un interista pirla non sono, come ebbe a dire il nostro ex allenatore.

  5. Fabio Frongia

    Totalmente giusto per un sito che si occupa di economia guardare e interessarsi anche all’evento sudafricano. Perché intorno ad esso e al mondo del calcio ruotano tanti interessi e soldi e perchè sarà elemento di distrazione di massa dai tempi (difficili) che corrono. E poi, aggiungo, perchè quest’Italia "lippiana" sembra un pò specchio del Paese: scarsa meritocrazia, poco (o nulla) spazio ai giovani e un arroganza del potere (leggasi ct) che la allontana dalla gente. Saluti a tutti.

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