logo


  1. Alessandro Bernardini Rispondi

    Il decreto legge interviene su concordati preventivi - male come scrive lucidamente il prof. Stanghellini e - mi sembra meglio - sugli accordi di ristrutturazione ex 182bis: finanza ponte pre accordo e post accordo, protezione dalle azioni esecutive e cautelari anche durante la trattativa prima del deposito, oltre alla protezione gia' presente dalle eventuali azioni revocatorie (per quanto depotenziate dal riformato art. 67). Dubbi sulla transazione fiscale, con il nuovo reato in caso di non veritiera valutazione degli elementi attivi o passivi ma soprattutto risulta sempre piu' privo di attrattiva il piano di risanamento attestato e "riservato" ex art 67. Solo la protezione - peraltro eventuale - da revocatorie (ancora... depotenziate, rispetto alla precedente legge).

  2. Marco Rispondi

    "Un’importante società, sottoposta a concordato preventivo e con ottime probabilità di uscirne ristrutturata, giorni fa aveva finalmente trovato un finanziamento. I potenziali finanziatori sono ora scappati." Mi perdoni ma non comprendo: se aveva ottime probabilità di uscirne ristrutturata ed i finanziatori si sono tirati indietro perchè il problema sarebbe della legge? Dovremmo tendere ad una legge, legge-Alitalia la chiamerei, per cui i debiti li paga la collettività e la polpa se la spartiscono i "finanziatori"? In questo modo, è certo, di capitali ne arriverebbero tanti e le imprese verrebbero "salvate"... Inoltre "ottime probabilità" secondo chi? E quanto vale questo ottimo? L' 85%? Il 95%? 60%? L'intero impianto dell'articolo sembra ignorare la cruda realtà, ovvero che non falliscono le imprese inefficenti, falliscono quelle "più inefficienti" del mucchio. Un allegro gioco al massacro chiamato economia di mercato. Cordiali saluti P.S. Quando si comincerà a pensare che il problema è nel sistema economico che abbiamo adottato invece che nel sistema giuridico preposto a tutelarlo forse si arriverà a qualche soluzione che migliori davvero la vita delle persone.

  3. massimiliano ratti Rispondi

    Condivido integralmente l'intervento dell'avv. Prof. Stanghellini. Il problema di fondo è legato al fatto che spesso le modifiche sono approssimative e decontestualizzate. Concordo che i ritocchi avrebbero potuto essere molto più mirati ed essenziali [ad esempio non è affrontata la problematica della falcidia dei crediti erariali, l'ammissibilità del concordato di gruppo ed altro più rilevante]. Il subordinare, poi, il rimborso del finanziamento all'omologa è deleterio. Saluti MR

  4. Giampietro Castano Rispondi

    Concordo pienamente con i rilievi di Lorenzo Stanghellini. Mi occupo presso il MiSE di crisi d'impresa e quotidianamente ho a che fare con aziende che tentano di superare le difficoltà soprattutto di natura finanziaria; spesso hanno prodotto e mercato, ma un indebitamento che non consente la prosecuzione della attività. La norma introdotta con la manovra é oggettivamente poco comprensibile. Sembra scritta da un talebano che odia le imprese.