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Siamo un paese ridicolo

Il ministro per la Semplificazione Calderoli se la prende con il presidente dell’’Inter, Massimo Moratti. Il problema, secondo il ministro, è che i soldi – tanti- che l’’Inter spende per i suoi calciatori e per i suoi allenatori vengono (anche) da incentivi pubblici per l’’energia prodotta con fonti rinnovabili e assimilate. Tra cui il “tar”, l’’ultima scoria della lavorazione del petrolio. “Questa è roba che un’azienda dovrebbe pagare per smaltire. Invece, grazie a una legge, c’’è chi la brucia e prende pure i soldi dallo stato per produrre energia pulita. Ma chi vogliono prendere in giro?”. Onestamente si fa fatica a capire. Calderoli è ministro. Se questi incentivi sono sbagliati, perché il Governo non li elimina subito? Chi dovrebbe farlo? Invece che queste sparate o le stucchevoli Robin Hood tax sui petrolieri, non sarebbe meglio che il Governo promuovesse una maggiore liberalizzazione del settore in modo da ridurre la bolletta delle famiglie? I soldi che ottiene dall’’attività di famiglia, Moratti è libero di spenderli come vuole. Perché non dovrebbe spenderli per calciatori e allenatori stranieri, cosa che sembra irritare Calderoli? Secondo il ministro, Moratti rimpiange i soldi spesi per il portoghese Mourinho? E allora perché il Milan aveva lo scorso anno il brasiliano Leonardo come allenatore? E che dovrebbero dire gli inglesi o gli irlandesi che hanno un allenatore della loro Nazionale italiano? Certo, l’’Inter ha avuto in questi anni delle grosse perdite. Tutte però ripianate dai soldi di Moratti. Molto peggio ha fatto il Real Madrid, con perdite ancora maggiori e con una esposizione verso le banche sempre crescente. Nel calcio, in tutto il mondo, non c’’è ancora un salary cap, cioè un monte salari che nessuna squadra può superare. Ciascuna squadra spende quanto vuole. Le regole possono essere cambiate – e il Presidente dell’’Uefa, Platini, sta lavorando a quello che lui definisce il fair play finanziario –  ma al momento Moratti non ha violato nessuna regola. Ha ragione Fabio Cannavaro quando dice che siamo un paese ridicolo. Solo noi abbiamo il ministro Calderoli, l’’amichevole Padania – Regno dei Borboni e un capitano delle Nazionale (quella vera) che, commentando un contratto milionario con una squadra araba sottoscritto a fine carriera, dice: “L’’ho fatto per una scelta di vita”.

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11 commenti

  1. Paolo M.

    Non si capisce se le dichiarazioni di Calderoli siano la solita sparata populista o sono una forma di rosicamento perché la sua squadre perde da qualche anno a questa parte. Il signor ministro dovrebbe accendere un attimo il cervello e pensare che se l’Inter paga molto i giocatori, entrano maggiori imposte nelle casse dello stato. Se Moratti decidesse di comprare calciatori italici e scarsi, li stipendi diminuirebbero e lo stato perderebbe importanti risorse da destinare a fini sociali (o alla casta). Succederebbe proprio il contrario di ciò che il lungimirante ministro auspica. Penso proprio che si tratti di una forma di rosicamento acuto, se gli stessero davvero a cuore gli sprechi dello stato dovrebbe tagliare le Province.

  2. Mauro Zanette

    Questo è decisamente un paese ridicolo. D’altronde il ministro Calderoli come riesce a farsi notare? Sparando cavolate come questa. Meglio che straparli piuttosto che gli venga in mente di scrivere una nuova legge elettorale, perché quella attuale, ideata da se stesso è stata definita "una porcata" da chi? Da Calderoli medesimo.

  3. Carlo Reggiani

    Lungi da me difendere il minsitro Calderoli, ma quanto denuncia rispetto all’improprio finanziamento ai petrolieri attraverso la componente CIP6 nelle nostre bollette (7%) e’ corretto. Invece di finanziare lo sviluppo delle fondi rinnovabili, dal 1992 stiamo finanziando (con l’ok anche dei governi di centrosinistra, si intende!) petrolieri e industriali: la barzelletta delle fonti "assimilabili" adesso la pacheremo fino in fondo e con gli interessi (vedi il miracoloso nuovo piano nucleare del Governo). Ovviamente anche la barzelletta dei "termovalorizzatori" finanziati come fonti rinnovabili continua ad esistere solo in Italia, provocando un ritardo abissale nei confronti delle politiche rifiuti zero che nel resto del mondo occidentale si stanno invece diffondendo. Consiglio la lettura di tutta la storia: http://it.wikipedia.org/wiki/CIP6 E vediamo se Calderoli ha il coraggio di andare fino in fondo a questa storia.

  4. Paolo Verdi

    Sembra che anche il governo si sia bevuto la favola della limitatezza dei suoi stessi poteri, ergo anche i ministri sono all’opposizione. Very high frequency message: there is a vessel not under command!

  5. Tommaso

    Gli italiani hanno votato questo governo. Ne pagano le conseguenze. Ma capiscono quali danni questo governo sta facendo? Da dubitare. E allora, cosa fare?

  6. Alessandro Bellotti

    Per restare in tema di ridicolo vorrei sapere se è vero che le auto blu, in Italia, sono più di 600.000 (così affermava qualche tempo fa il Sole 24 Ore). Se è vero questo imbarazzante numero, facendo un pò di conti (50/60 mila euro ad auto, manutenzione, autisti) la spesa annuale per le auto blu, in Italia, è oltre 15 miliardi di euro. Cioè molto di più che la manovra Tremonti. Se i numeri dati sono veri, basterebbe avere i costi francesi delle auto blu per risanare (quasi) in 10 anni il paese. Le auto blu, in Italia, valgono un punto di PIL.

  7. Roberto

    Forse, sono loro due ad essere ridicoli, anche se l’aggettivo non mi pare corretto, perché purtroppo di questi tempi, c’è poco da ridere. Certamente rimango perplesso dal comportamento del Ministro che anche in occasione della riforma elettorale la definì una "porcata". Sembra schizofrenia governativa più che altro, da un lato si prende un provvedimento dall’altro lo si disprezza. Stesso dicasi per Cannavaro che "riprese" Saviano per i fatti scritti in Gomorra come se non esistessero e da del ridicolo ad un paese che probabilmente non è molto d’accordo con la goliardia del suo compagno di squadra Marchisio.

  8. Disperato

    Auto blu: le oltre 600mila paiono essere comprensive di tutti veicoli riconducibili alla PA (in sostanza volanti, radiomobili, camion dei pompieri ecc.. compresi ) e quindi non raffrontabile con i numeri degli altri paesi. Ma in quanto manco Brunetta è al corrente di numeri precisi su questo tema è lecito dire e pensare ogni cosa. Calderoli : uno così in qualsiasi altro paese occidentale sarebbe a un banco della sagra del fritto, da noi è Ministro della Repubblica. Per essere bipartisan aggiungo che ciò è vero per i 9/10 dei Ministri che ci è toccato vedere (ma in Italia soprattutto sentire…!) all’opera negli ultimi anni. La prassi di sparare sempre più in alto, e su ogni aspetto dello scibile, esternazioni indecenti per un bambino di 10 anni è una delle cose più penose dei nostri Ministri, anche peggio della (in)azione di Governo cui ci sottopongono. Ovviamente se questa è la classe dirigente dei calciatori meglio neanche parlare.

  9. dreag

    Purtroppo è tutto vero, sembra di vivere in un incubo. Questi impazzano da tutte le parti, è peggio di quando i barbari assediavano il mondo civilizzato. Il degrado intellettuale, morale e civile che ha colpito il paese a tutti i livelli è incommensurabile. Ci vorranno generazioni per bonificare, se mai ci riusciremo, le male erbe disseminate e per ricreare un lume di ragione nelle coscienze devastate.

  10. Gilberto Allesina

    Lo sappiamo tutti come vano le cose, e le alternative sono tre: (1) continuiamo a leccarci le ferite e subire, (2) aderire alla carrozza dei vincenti (sport nazionale) previa lobotomia oppure (3) cominciare a cercare vie di uscita che non siano la Malpensa e Fiumicino… Parlando sul serio, dobbiamo creare una rete di cittadini senza i pregiudizi destra/sinistra, bene/male che ci sono stati iniettati generazione dopo generazione, senza imprecare contro il "nemico", insomma, usare la creatività atavica degli italiani per il bene comune. Utopico? Se non cominciamo noi, cosa aspetteremo? Gesù con i suoi arcangeli? Dimostriamo di non essere ridicoli, almeno per i nostri figli… AAA Cercasi cittadini di buona volontà…

  11. Simeone Russo

    Il calcio non mi interessa molto, anche se un altro esponente leghista insegna come si vince una partita del campionato mondiale (dare/avere). Mi interessa la coscienza di questa Paese e quasi ogni giorno mi chiedo dove sia andata a finire. Un Paese (ma forse la lettera maiuscola non è necessaria) bloccato, una nazione che sta perdendo anche l’unione nella rappresentazione della squadra di calcio, che pure popolarmente è un vanto. Dove si fermano gli interessi e cominciano le regole?

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