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I veri numeri della manovra

E’ finalmente disponibile il testo della manovra. Abbiamo così scoperto che un provvedimento presentato come quasi interamente di riduzioni alle spese è composto in realtà al 40 per cento di maggiori entrate, che molti tagli sono di carta, di dubbia praticabilità. Serve più che altro a dare un segnale ai mercati. Non è detto che sia credibile perché rinvia ai posteri gli aggiustamenti strutturali di spesa ed entrate. Ben poco rimarrà in vigore dopo il 2012. E chi paga davvero sono, una volta di più, i giovani.

Da più di una settimana i giornali commentano la manovra economica del governo per i prossimi due anni e mezzo, definita spesso come “di lacrime e sangue”. Si è perfino parlato di una manovra così dura da richiedere un gioco delle parti nell’esecutivo, con il ministro del Tesoro che interpreta il poliziotto cattivo e il presidente del Consiglio quello buono. Ma fino a ieri non c’’era un testo con la definizione precisa degli interventi. Il governo stesso ha poi contribuito alla confusione, tant’’è che diverse misure annunciate durante la conferenza stampa di presentazione della manovra – dalla soppressione di nove province ai tagli alla cultura, al blocco degli stipendi pubblici ai livelli del 2009 – sono state poi cancellate dal decreto presentato al Senato. Insomma, sin qui si è discusso sostanzialmente al buio. E al buio si lavora molto con la fantasia.

I VERI NUMERI DELLA MANOVRA

Un po’’ di luce arriva finalmente dalla Relazione tecnica che accompagna il testo del provvedimento. La tabella che segue ne riassume i numeri principali. Tre elementi emergono con chiarezza.

1. Non è affatto una manovra incentrata solo sui tagli alla spesa; al contrario ben il 40 per cento della manovra a regime (nel 2012) è composto da maggiori entrate.
2. L’’incremento delle entrate è dovuto in gran parte ai nuovi provvedimenti anti-evasione, da cui il governo si aspetta di ottenere fino a 8 miliardi di euro, in aggiunta a quanto già stimato nella Relazione previsionale e programmatica.
3. Per più del 70 per cento, i tagli sono rappresentati da riduzioni lineari nelle spese dei ministeri o da semplici riduzioni dei trasferimenti agli enti locali, senza che siano state varate misure strutturali di contenimento delle spese; l’’esperienza passata ci insegna che questi sono spesso tagli di carta.

La Relazione tecnica rivela non poche sorprese rispetto a quanto anticipato dal dibattito mediatico. Intanto, i tagli agli enti inutili e ai costi della politica, di cui tanto si è parlato, contano praticamente nulla in termini di riduzione della spesa, nell’’ordine di qualche milione di euro. Il congelamento dei contratti nel pubblico impiego conta un decimo di quanto anticipato dai giornali (attorno ai 500 milioni anziché più di 5 miliardi). In effetti, il blocco scatta nel 2010 (quindi salva i tre contratti firmati quest’anno) e contempla l’’erogazione della “vacanza contrattuale” per il pubblico impiego. Non è la prima volta che si congelano i contratti, spostando spese più in là, senza risparmi strutturali. In passato, questi blocchi hanno comportato a regime addirittura incrementi di spesa perché il recupero dei rinvii è sempre molto oneroso.
Pesanti sono, invece, gli interventi su scuola e sanità. Per la prima, è soprattutto il blocco degli incrementi automatici delle retribuzioni nel triennio a determinare la riduzione della spesa; per la seconda, è un complesso di riduzioni nel personale e di riclassificazione della spesa farmaceutica.
La chiusura di alcune finestre per pensioni di vecchiaia e anzianità comporta risparmi di circa un miliardo di euro, sperando che l’’effetto annuncio non spinga molti ad anticipare l’’andata in pensione.
La parte del leone dei tagli la subiscono ancora una volta Regioni e altri enti territoriali, chiamati a contribuire a regime per 8,5 miliardi di euro, oltre il 60 per cento della riduzione prevista nella spesa. Per le Regioni si tratta del sostanziale annullamento dei trasferimenti per il finanziamento delle funzioni devolute con le leggi Bassanini nel 1997; per comuni e province, di un taglio ai trasferimenti dell’’ordine del 20 per cento del totale. Come questi enti territoriali potranno gestire riduzioni così imponenti non è chiaro. Infine, la manovra è accompagnata dai soliti tagli lineari ai vari ministeri di spesa, la cui efficacia si è sempre rilevata assai limitata.
Per le entrate, 10 miliardi in più a regime, la leva è la lotta all’’evasione. Che ci sia tanto da recuperare su questo fronte è indubbio. Il problema è che è impossibile stimare con precisione il valore delle misure di contrasto, tant’’è che nella passata legislatura il governo aveva avuto la buona creanza di non inserire le stime nella manovra, considerandole semmai, a consuntivo, come sorprese positive. I numeri su cui conta questa manovra sono, invece, imponenti. Quasi 8 miliardi verrebbero dal recupero dell’’evasione. Si noti che tutto questo avviene in aggiunta al recupero di evasione già contemplato nello scenario tendenziale della Relazione unificata sull’’economia e la finanza e che in questa legislatura il governo ha già varato un condono (lo scudo fiscale) e, per ammissione dello stesso ministro dell’’Economia, si accinge a vararne un altro sulle dichiarazioni al catasto. Verrà anche questa volta presentato dalla maggioranza in Parlamento anziché dall’’esecutivo. Ma non per questo renderà più credibili le misure di contrasto all’’evasione.

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UN GIUDIZIO INFORMATO

In sintesi, si tratta di una manovra visibilmente improvvisata, che bada a esibire grandi numeri per offrire un quadro macro rassicurante. Le “lacrime e sangue” sono per pochi, i soliti. Chi paga davvero sono i giovani, colpiti dal taglio dei contratti a tempo determinato e dal blocco delle assunzioni e delle carriere nel pubblico impiego (che penalizza soprattutto chi è entrato con salari molti bassi contando sugli scatti di anzianità) oltre che dall’’ennesimo rinvio della riforma degli ammortizzatori sociali. Non una, ma due mani, vengono messe nella tasche dei giovani.
L’’aggiustamento strutturale langue. Coerente con questa impostazione la scelta di operare sulla cassa (rinvii di spese e tagli ad erogazioni) anziché sulla competenza.
La manovra conta su misure che rischiano di riservarci sorprese negative. Un esempio su tutti. Nel dibattito mediatico si è spesso vagheggiato del contributo che anche i comuni possono dare alla lotta all’’evasione, tanto che questi percepiscono già il 30 per cento delle maggiori somme riscosse a seguito della loro partecipazione all’’attività di accertamento delle imposte, una percentuale che la manovra di questi giorni porta al 33 per cento. Ebbene, la relazione aiuta a far chiarezza su questo fronte. Risulta che nel 2009 e nei primi mesi del 2010 la partecipazione dei comuni abbia complessivamente condotto a maggiori accertamenti di imposte per 6 milioni di euro e a maggiori risorse riscosse per 450mila euro, di cui un po’ meno di 150mila sono andati ai comuni. Speriamo che non sia questo il modo con cui si pensa di saldare i conti degli enti locali e recuperare gettito all’’evasione.

2010 2011 2012
Totale contributo spese -686 7941 14874
(in % alla manovra) 66% 60%
di cui
Tagli ministeri e PCM 45 1415 2050
Costi politica
Soppressione enti 2 2
Congelamento contratti PI 5 7 312
Blocco assunzioni e turnover AC 59 85
Personale sanità 246 628
Blocco carriere (scuola e PS) 644 417
Tagli spesa farmaceutica 580 580
Pensioni e TFR 760 2841
Regioni 4000 4500
Comuni 1500 2500
Province 300 500
Regioni SS 500 1000
Spese aggiuntive -736 -2072 -541
Totale contributo entrate 693 4095 10091
(in % alla manovra) 34% 40%
di cui
Lotta all’evasione 415 5325 7781
Pedaggi e altre entrate non fiscali 141 1288 912
Altre entrate 137 -2518 1399
Totale manovra 7 12036 24965
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46 commenti

  1. davide

    Certo ci voleva più coraggio, bisognava tagliare di più di quanto fatto alle spese e sperperi di stato, regioni, province, comuni ed enti. Si è rimandato tutto al Federalismo Fiscale. Sul capitolo entrate è vero che sono incerte ma è vero che ci sono e tutto dipende da come si affronterà il problema. Se ancora con metodi centralizzati e da "tavolino" (di fatto sparando su un numero sempre più esiguo di "cacciagione", mentre sotto il naso passano degli elefanti) non credo che si risolverà granchè. Sul punto propongo, visto che lo strumento principe per la futura lotta all’evasione dopo lo Studio si settore, pare sia il nuovo reddittometro, che fosse certificato che tutto il personale pubblico e i suoi familiari vengano per primi e magari spontaneamente ad essere sottoposti a verifica con tale strumento. Poi, dopo loro tutti gli altri certo. Questo perchè potrebbe essere antipatico che so che un cittadino chiamato per un "presunto" reato/evasione fiscale si possa trovare nel dubbio di avere di fronte un funzionario o un giudice che lo deve appunto giudicare che è lui stesso non adempiente. Un pò come la targhetta con il nome esposto così si sa con chi si ha a che fare.

  2. Altromedia

    Questa finanziaria non tocca i grandi patrimoni e le aliquote degli alti redditi ma toglie la possibilità dei 250 euro mensili dell’invalidità a down, sordomuti, tetraplegici, cardiopatici gravi, ecc. Professor Boeri, concorda anche lei che oltre a quella contabile c’è anche la macelleria sociale, e pure iniqua? Grazie e buon lavoro. Altromedia

  3. Marcello Battini

    Tanto per cambiare, il Governo continua nelle sue manovre mediatiche. L’orlo del burrone ormai è sotto i nostri piedi, ma con questo sistema operativo, cadremo giù senza neanche esserne consapevoli.

  4. f.m.parini

    Tremonti è sulla buona strada, ma ci vuole più coraggio grigionese. Mi spiego: otto province per governare la Sardegna, mi va bene se si pagasse un solo stipendio diviso per otto. Eliminare/ridurre le province, introdurre l’obbligo dell’uso della moneta elettronica per distributori di benzina, agenzia di viaggi, goiellieri, medici, ecc. e infine il contrasto d’interessi. Gli italiani sono riottosi e solo il portafoglio li fa ragionare. Esempio: la moglie di un mio amico guida sempre veloce, è stata cuccata e per un km orario in più! Non le hanno ritirato la patente. Ora, dopo la sanzione e il pericolo corso, ritiro della patente, è accorta. Ribadisco sempre il mio concetto maoista da parte di un liberale. Colpirne uno duramente per educarne 100, gli italiani dopo 150 anni non hanno etica né spirito nazionale, tranne quando gioca la nazionale di calcio.

  5. MV

    Condivido pienamente la breve analisi e il giudizio sintetico sulla manovra. Va precisato che ci sono ulteriori tagli contenuti nel provvedimento di non lieve entità e che colpiscono in particolare le Regioni (es. riduzione FSN). A questo punto occorre però essere anche propositivi. A tal fine ritengo esporre di seguito alcune misure che dovrebbero costituire i perni della manovra: 1) contributo del 5% per i redditi da 50mila a 90mila e del 10% per i redditi oltre 90mila (gettito stimato in entrata di circa 9 miliardi di euro sulla base delle dati delle dichiarazioni persone fisiche anno imposta 2008 distribuzione dei redditi per classi e tipologia, limitatamente ai redditi da lavoro dipendente, pensionati e lavoro autonomo, disponibile sul sito del Dipartimento delle finanze – statistiche fiscale; 2) soppressione delle Province; 3) lotta e contrasto all’evasione ed elusione; 4) interventi per il rilancio dell’economia e per la ripresa occupazionale.

  6. bozzer guido

    A conti fatti si può ben dire che al ritorno dalle vacanze dovremo aspettarci una seconda manovra correttiva dei conti pubblici.

  7. Andrea Costa

    Lo sforzo del governo di contenere la spesa c’è probabilmente stato, anche se deve resistere ad una serie di attacchi da parte delle lobby. Mi domando sempre in questi casi perchè non si prende in mano la bandiera delle liberalizzazioni che sembra valgano quanto la manovra economica.

  8. giacomo

    Mi permetto di porre questa semplice domanda: a prescindere da dove o a chi verranno presi i soldi, giusto o non giusto che sia, questi 24 miliardi servono o non servono a migliorare la nostra situazione finanziaria? Grazie

  9. Domiziano Galia

    A chi è ben più esperto di me in materia economica. Ma in uno scenario persistente ormai da anni di crescenti problemi per i giovani, posticipare l’età pensionabile, mantenendo quindi posti di lavoro occupati più a lungo, è una misura sensata? Non sarebbe piuttosto il caso di fare un “condono”, mandando tutti a casa a 50 anni per liberare posti di lavoro? Già che tanto siamo bravi a posticipare i problemi, vedi le magrissime pensioni che avranno i giovani tra trent’anni, farlo una volta in più, ma con almeno una fortissima ricaduta positiva attuale?

    • La redazione

      No per carità. Chi lavora più a lungo non toglie lavoro ai giovani. E’ chi va in pensione troppo presto a ridurre le opportunità di lavoro per i giovani facendo aumentare le tasse.

  10. Michele G.

    Sono uno dei tanti italiani che alla fine del mese deve fare i conti con tutte le spese che una famiglia con tre figli (di sette, quattro e due anni) deve sostenere e vi assicuro che i conti bisogna farli bene altrimenti si va sotto. Vorrei sapere se nella manovra ci sonoitanto pubblicizzati tagli del 50% ai rimborsi elettorali, i tagli alle auto blu (dieci volte più numerose di quelle presenti in USA), il taglio agli stipedi e rimborsi della casta, l’abolizione di provincie ed enti inutili, ecc.. L’esempio lo devono dare loro una volta tanto, non far pagare chi già è tartassato o chi con impegno educa i nostri figli nelle scuole. Gli italiani non si meritano questo continuo sperpero di risorse che ci potrebbe far fare la fine della Grecia.

  11. luigi zoppoli

    Sarebbe per cortesia possibile publicare il link per la Relazione tecnica alla manovra? Non riesco a trovarla sul web. Grazie

  12. Giovanni Barone-Adesi

    Concordo con molti contenuti dell’articolo, ma temo che l’Italia non arriverà al 2012 senza una vera riduzione delle spese, purtroppo dolorosa. Il cambiamento dello spread del BTP decennale sul Bund, negli ultimi giorni, non lascia presagire nulla di buono. Kalimera!

  13. Marco Di Marco

    Ma quante delle 620 mila auto blu vengono eliminate dalla manovra? E sul totale stimato di 21 miliardi di spesa per le auto blu, quanto si risparmia? Così, giusto per curiosità…

    • La redazione

      I risparmi sui "costi della politica" sono inferiori al milione di euro. Ma non ci risulta che ci siano 620 mila auto blu.

  14. Marcello Novelli

    Volevo solo ringraziarvi per il prezioso contributo che date alla conoscescenza di questa materia cosi’ complessa.

  15. Gustavo Tani

    Grazie! Finalmente considerazioni e numeri su cui riflettere! Sappiamo tutti che sono due i temi che esigono risposte certe per ridare credibilità alla politica e alla speranza: lotta alla evasione fiscale e bonifica della politica. Intervenire con decisione su questi temi credo non sia difficile, sia praticamente impossibile; almeno con questa classe politica.

  16. mirko

    Dunque si tratta di una manovra poco efficace e fatta con lo scopo di dare un segnale ai mercati finanziari. Ma tra le misure che possono essere inserite c’è anche quella scritta da alcuni giornali di ritassare di un ulteriore percentuale i soldi rientrati (si fa per dire) con lo scudo fiscale. Nella scorsa puntata di Ballarò, Tremonti ha sostenuto, ma non è la prima volta che lo fa, che il nostro condono è stato più oneroso rispetto a quello dell’Inghilterra, ma è vero?

  17. Giampaolo

    Come previsto di riduzione strutturale della spesa c’è poco o nulla. Un rimando a tempi migliori come il blocco dei contratti. Abolizione delle province, accorpamento dei comuni sotti i 5000 abitanti, per i certificati basta un computer e una linea adsl veloce in uffici dislocati in zone disagiate, abolizione dei doppi o più incarichi. Questi potrebbero essere tagli strutturali o no?

  18. Soon in agitation

    A me piu’ che altro colpisce l’eterogeneita’ delle cifre indicate: alcune apparentemente precise, altre troppo arrotondate per essere credibili. Del tipo: un miliardo di tagli alle Regioni SS; non 972,458 milioni; non 1.012,384; no, 1.000 milioni tondi tondi. Come se la cifra, anziche’ provenire da analisi attente e rigorose sui risparmi concretamente possibili, fosse stata buttata li’ a casaccio. Mettiamo un miliardo, intanto, poi vedremo come fare. Tanto per dare fumo negli occhi e per guadagnare un po’ di tempo. Fossero almeno tutte cifre tonde, uno potrebbe pensare ad un opportuno arrotondamento cosmetico di tutto il piano a scopo divulgativo. Invece, non si puo’ non mettere in dubbio la logica di un prospetto che accomuna cifre "esatte" come 1.399 o 417 a numeri "tondi" come 1.000 o 4.000. E’ chiara la faccenda: nel primo caso si tratta di stime effettive, anche se non sappiamo quanto realistiche; nel secondo, invece, sono solo obiettivi da raggiungere, pii desideri e nulla piu’. Ma i budget non si fanno con le speranze e le illusioni. Fino a quando gli italiani continueranno a farsi prendere in giro?

  19. piero

    Sarebbe interessante analizzare, nonostante la manovra correttiva, il grado di sostenibilità o insostenibilità del debito pubblico italiano attraverso la relazione tra avanzo primario del bilancio pubblico e debito pubblico rispetto al tasso di cerscita del Pil. A mio modesto avviso permangono gravi problemi di sostenibilità, ma sarebbe interessante un vostro parere. Grazie. Cordiali saluti.

  20. Alessandro Battaglia

    Concordo con analisi e aggiungo un punto: "art.45 del decreto: Abolizione obbligo di ritiro dell’eccesso dei certificati verdi" con cui in sostanza viene detto che il gestore della rete non ha più l’obbligo di ritirare dal mercato i certificati verdi in esubero. Conseguenze: crollo del valore dei certificati verdi. Ergo: centrali operative con certificati verdi si vedono il conto economico sostanzialmente peggiorato e i progetti in start up sono di difficilissima realizzabilità. Insomma, un provvedimento che crea grossi problemi alle aziende operative e disincentiva investimenti e bancabilità di nuovi progetti su energie rinnovabili. Due risultati davvero encomiabili considerando la crisi mondiale e gli obblighi di Kyoto (20-20-20). Se rimane un minimo di buon senso, nelle successive stesure questo passaggio potrebbe essere corretto.

  21. P. Paravidino

    Per ragioni di lavoro mi trovo spesso a lavorare fuori dall’ Italia e per valutare l’efficenza del sistema burocratico amministrativo del nostro paese ho adottato un indice. L’indice e’ quello di cosa deve fare un automobilista quando perde una targa dell’automobile. Provate a fare un indagine in questo senso in giro per il mondo, ma non dite cosa deve un italiano quando gli capita una simile disgrazia, perche’ gli altri pensano che voi li prendiate in giro quando raccontate loro la cosa. In Italia tutti sono disposti a fare sacrifici a patto che questi li facciano gli altri, di cercare di imitare gli altri che fanno funzionare bene e in modo semplice le cose non ne vogliamo nemmeno sentir parlare. Quando si parla dei 16.000 (a meno che non siano aumentati) dipendenti della regione Sicilia, tutti sono d’accordo nel dire che e’ un qualcosa di non accettabile, ma poi tutti difendono i diritti acquisiti, ovviamente a spese di chi di diritti acquisiti non ne ha. Senza andare a toccare questi interessi il futuro sara’ fatto sempre di queste manovre di aggiustamento.

  22. GIANLUCA COCCO

    La manovra, oltre che improvvisata e iniqua, è una mera operazione contabile che presenta dei presunti risparmi di spesa che in realtà si riveleranno dei veri e propri costi. Come ad es. il congelamento degli stipendi degli impiegati pubblici, tutt’altro che dignitosi. Sarebbe interessante stimare la minore produttività e il conseguente aumento dell’inefficienza dei servizi che i cittadini subiranno a causa di tale congelamento. Per non parlare del blocco indiscriminato delle assunzioni. Lavoro in un ente locale che non dipende affatto dai trasferimenti statali e prima di poter coprire un posto rimasto vacante bisogna aspettare, con questa manovra, il licenziamento di 5 dipendenti. Si arriverà al blocco dei servizi con costi ben al di sopra dei due spiccioli di risparmio. Si parla di federalismo: il mio ente è in grado di operare in totale autonomia e di rinunciare ai trasferimenti statali e si vede, invece, imbavagliato da norme che non hanno nulla a che fare con la finanza pubblica. Ancora una volta nessun sacrificio sostanziale per i redditi medio-alti, nè vengono intaccate le costose esenzioni fiscali concesse ad uno Stato estero, il Vaticano, per motivi elettoralistici. Saluti

  23. giancarlo c

    La coalizione di cdx si dimostra ancora una volta incapace di interventi strutturali e, quindi, di governare (se per governare non si intende l’ordinaria amministrazione). D’altro canto io fatico a ricordare una "riforma" (termine di cui, peraltro, molto si abusa negli ultimi anni) varata negli anni dal 2001 al 2006 e dal 2008 ad oggi. Anche la fantomatica legge Biagi, che fu un po’ la bandiera dei governi Berlusconi II e III, non era altro che una riscrittura del pacchetto Treu: prova ne è il suo nullo effetto macroeconomico (dal 2004 non vi è stata nessuna inversione di tendenza nel mercato dl lavoro, anzi…). Se paragoniamo i risultati dei governi conservatori (che non fanno nulla per smentire questa loro classica definizione) a quelli dei governi di csx degli anni 90 (ma non sono da buttar via neanche molti provvedimenti del governo Prodi 06/08) ci accorgiamo dell’abisso: negli anni 90 furono varati provvedimenti e azioni mica da niente quali TUB, TUIF, TUEL, riforme della PA , legge elettorale uninominale, riforma dei cicli universitari, entrata nell’euro, riforma delle pensioni (gli interventi seguenti sono stati aggiustamenti), debito pubblico dal 120% al 103% del pil, etc..

  24. fernando guzzi

    Occorre varare subito una legge che riduca il parlamento italiano a 500 unità: bastano duecento senatori e trecento deputati. Riduzione drastica dei consiglieri regionali, cinquanta consiglieri regionali sono troppi. Riduzione dei dipendenti regionali in alcune regioni vi sono addirittura 4800 dipendenti. Eliminazione dei progetti nella scuola: troppi sprechi.

  25. Alessandro

    Prima destra, poi sinistra poi di nuovo destra, cambia il suonatore ma la musica è sempre la stessa. Lotta all’evasione si, ma quale? In tanti anni non ho mai visto la guardia di finanza appostarsi davanti allo studio del ginecologo di mia moglie: almeno 20 visite al giorno (rigorosamente dopo il turno in ospedale dove è viceprimario) al modico prezzo di 150 euro a vista = 3000 al giorno x 4 g/settimana=12.000 x 45 settiamane (a occhio e croce)= 540.000 euro rigorosamente al nero! E come lui almeno l’80% dei medici specialisti non rilascia ricevuta. Invece la guardia di finanza si apposta per controllare lo scontrino del bar 0,70 cent, e bisogna farne davvero tanti per raggiungere quella cifra, e non farne mai per parecchi anni per arrivare a quell’evasione. Allora caro Ministro dell’Economia, ma quale evasione vuole combattere?

  26. M Moro

    Questa manovra ha un solo scopo: salvare il debito pubblico Italiano! E come molto spesso accade, pagano i giovani, pero’ i giovani non posseggono il debito pubblico, al massimo se sono “fortunati” hanno un mutuo da pagare. Questa manovra per salvare i possessori di BOT e CCT continua a “schiavizzare” i giovani. Ora la mia provocazione e’ la seguente: e se i giovani invece di farsi schiavizzare si ritirassimo sull’Aventino? Siamo sicuri che ai giovani conviene tenere in piedi un debito pubblico del genere? Chi ci perde se dichiariamo default sul debito pubblico?

  27. Sandra

    Alla probabile inefficacia della manovra (dovuta anche alla presunzione di entrate fiscali che, così com’è stata concepita, difficilmente potranno raggiungere l’entità prevista) si aggiunge la profonda iniquità dei tagli, in particolare quelli relative agli scatti di anzianità per il personale della pubblica amministrazione. Prendiamo il caso dei docenti universitari, su cui negli ultimi anni il governo si è accanito e che, non essendo contrattualizzati, hanno come unica possibilità di progressione economica gli scatti automatici, già trasformati da bienneali in triennali dall’anno scorso. Doveva essere una tantum, ma poi il nuovo decreto Gelmini ha stabilito che saranno trasformati in triennali per sempre, con una perdita complessiva a fine carriera davvero ingente per i più giovani! E ora, con il blocco senza possibilità di recupero, le più penalizzate saranno ancora una volta le fasce più basse, poiché i docenti a fine carriera hanno già usufruito degli scatti, mentre chi guadagna circa 2000 euro al mese avrà una decurtazione dello stipendio previsto e dovuto di quasi il 10 per cento, che si trascinerà per tutti gli anni a venire! Un vero furto da parte dello Stato.

  28. Antonio Aghilar

    Analisi chiara e cristallina dell’ennesima manovra-bluff di aggiustamento dei conti da parte dell’avvocato Tremonti. Direi che ci sono pochi dubbi: questo non è un Paese per giovani, specie se laureati con voti alti e poco avvezzi a chiedere "l’aiutino". Amiche e amici che a scuola hanno sempre fatto schifo (schifo vuol dire che oltre che essere ignoranti, esibivano la loro ignoranza come una bandiera) passare concorsi di cui nessuno ha mai saputo nulla. Gente che crede che il foglio Excel serva per fare la classifica delle squadre di serie A, lavorare in Banca, anziani di oltre 60 anni, persone le cui uniche qualità solitamente risiedono in un una rete di relazioni "amicali" che manco una Donna di Mestiere, che dirigono Uffici importanti (magari le Camere di Commercio, le Fiere, le ASL…). E poi dirigenti sindacali che ancora vaneggiano di un costo del lavoro troppo alto in Italia e fanno una finta lotta per i diritti dei lavoratori per poi firmare l’innevitabile armistizio di fronte alla prospettiva di sistemare questo o quel parente amico/amica-cliente. Questo Paese fa schifo, è tutto "sotto-sopra": laurearsi, lavorare sodo non solo non paga, ma espone al ridicolo.

  29. Bruno Pierozzi

    Non condivido il giudizio liquidatorio espresso nell’articolo di Boeri – Bordignon rispetto al ruolo dei comuni nella lotta all’evasione fiscale. E’ vero che i dati attuali indicano risultati (ad un solo anno dalla legge 133/09) di modesta entita. La causa principale dipende dal fatto che i comuni che aderiscono al patto antievasione aderiscono in base ai protocolli regionali (Anci – Agenzie Entrate Regionali) che lasciano libertà ai singoli comuni di aderire. Ciò non facilita una massiccia adesione ai protocolli, nonostante ci sia una volontà che si sta facendo strada in moltissime realtà comunali (per ora al 93% del Nord Italia). Come Dipartimento Fisco ed Economia dello Spi Cgil nazionale abbiamo elaborato un percorso che prevede dei protocolli sociali aggiuntivi ai protocolli tecnici, al fine di utilizzare parte del 33% delle risorse per investimenti nel welfare e servizi sociali comunali o intercomunali. In questo percorso le Regioni come ente di programmazione di area vasta avrebbero il compito di coordinare un tavolo negoziale a cui partecipino: Regione, Agenzia Entrate, Anci, parti sociali (sindacati confederali e dei pensionati di Cgil Cisl Uil ).

  30. STEFANO MONNI

    Sono pienamente d’accordo con l’articolo in commento, soprattutto per quanto attiene i "soliti" sui quali ancora una volta andrà a gravare la manovra appena approvata. Tra questi, senza dubbio, vi sono i pubblici dipendenti che già sono stati messi alla berlina per il loro assenteismo, qualità questa che rischia di essere considerata in maniera del tutto generalizzata, soprattutto se tale manovra dovesse bloccare entrata in vigore di quella precedente approvata dal Ministro Brunetta sul merito e sulle performance di tali dipendenti. In sostanza, sembra che il male di questo Bel Paese sia addebitabile in toto ai dipendenti pubblici (ce ne vuole di coraggio! Vogliamo forse nascondere in questo modo i disastri compiuti da certi manager privati che ancora oggi paghiamo noi contribuenti, cioè in massima parte i pubblici dipendenti?). Altro aspetto inquietante è un ulteriore colpo assestato agli insegnanti, alla faccia di favorire il merito e soprattutto la cultura che senza dubbio dovrebbe ricevere da tale azione un impulso non indifferente da parte degli insegnanti sempre più motivati! Insomma, l’ennesima manovra per far cassa.

  31. davide

    Gli autori hanno ragione ma non trovo i motivi dell’"immobilismo". Stiamo giocando un pò tutti col fuoco. Ok la lotta all’evasione, ma non troppo, ok i tagli orizzontali nel pubblico, ma non troppo, ok le false pensioni, ma non troppo. Insomma, per non fare andare in piazza nessuno, senza un consenso più o meno unanime da parte del governo, opposizione e sindacati, credo non si possa fare altro che quello che si stà facendo. Il dato che conforta in questa analisi è che gli unici che andranno in piazza sono i magistrati, no comment. Non c’è via di uscita fino a che il sindacato non dice che nel publico c’è 25/30% di personale in più per inefficienze loro, fino a che non dice che è giusto togliere le false pensioni, fino a che il governo non si taglia del 30% i suoi stipendi e pensioni e così per tutti politici in regione, provincie e comuni e fino a che non si abbassano e si semplificano le tasse con collaterale inasprimento della parte penale e seria inibizione alla continuazione dell’attività. Tutto insieme e subito. Così dopo i magistrati farà scipero il clero per il calo delle offerte in conseguenza dei tagli.

  32. Davide

    Complimenti per l’articolo, in Italia si fa fatica ormai a capire le cose come stanno e i nostri abili politici (di destra e di sinistra) ormai hanno una capacità di falsificare la realtà in un modo incredibile. Ecco che viene soppresso l’ISAE (fa scomodo sapere che le cose non stanno come dicono loro), ecco che a pagarne sono i poveri, e soprattutto il nostro vero potenziale per un futuro migliore: i giovani. Mi chiedo qual è il futuro dei giovani? Come mai i politici non osservano che il 30% dei giovani non lavora? E i ricercatori? E’ un Paese che non fa per noi…giovani.

  33. Mirella Lucci

    Qualche tempo fa l’Anmic associazione degli invalidi civili promosse una raccolta di firma per far aumentare la misera pensione di 256 euro agli aventi diritto. Furono raccolte più di 700.000 firme in tutta Italia, ma tutto venne messo nel cassetto. Pensate ora che hanno innalzato la soglia per averne diritto dal 74% all’85% quanti disabili verranno privati anche di questa misera pensione. Sappiate che questa pensione viene erogata dai 18 ai 64 anni quindi nel caso di una persona nata disabile questa è a carico dei genitori per 46 anni dopodiché la pensione sarà quella sociale e verrà innalzata (sic). C’era proprio bisogno di raschiare il barile a forza di 256 euro risparmiati per non aver concesso la pensione ad un invalido con meno di 85% di invalidità? Purtroppo di questa cosa si sono accorte solo le Federazioni che comprensono le associazioni di disabili e ne hanno fatto un documento ma il resto della popolazione tace così pure i partiti e anche i movimenti tipo Beppe Grillo, popolo viola ecc. Tutti zitti e il governo approfitta di questo mutismo per randellare le persone più deboli d’Italia che sono i familiari dei portatori di handicap. Vergogna!

  34. Luca

    La manovra promette entrate dalla lotta all’evasione pari a 5,3 mld di euro nel 2011 e 7,8 nel 2012. Oggi Tremonti dichiara all’Ecofin di Bruxelles: "Tremonti: 1,3 miliardi da lotta a evasione nel 2011". Cosa fa, giá sbugiarda i numeri della sua manovra?

  35. pier giovanni dal mas

    Mi pare un controsenso che una manovra fiscale attuata tramite il metodo del Decreto Legge (quindi della urgenza e della immediata necessità) produca effetti per l’anno in corso pari a 7 milioni su un totale complessivo di 37.008 pari a meno del 0,001%. Mi sembra molto un effetto immagine a cui corrisponde poca sostanza.

  36. Corrado Tizzoni

    Mi sembra di capire che il prelievo sugli stipendi pubblici (pari al 5% e al 10% degli importi superiori a 90.000 e 150.000 e agli importi degli scatti di anzianità di insegnanti, magistrati e altri) venga catalogato tra le riduzioni di spesa. A me pare che debba essere catalogato tra le entrate alla pari delle imposte sui dipendenti pubblici. Non vedo infatti nessuna differenza tra il prelievo del 10% sugli stipendi superiori ai 150.000 euro al netto dei contributi e un aliquota irpef addizionale del 10% per i medesimi stipendi? Come si fa a sostenere che non si mettono le mani in tasca agli italiani con questa manovra quando ci sono interventi di questo tipo? Esiste al mondo qualcuno che è in grado di condividere e sostenere questa affermazione sbandierata ad ogni piè sospinto dai nostri governanti? Il livello di trasparenza e visibilità degli interventieconomici di questo governo è a mio avviso bassissimo e lontanissimo dale procedure del precedente governo.

  37. Giuseppe Moncada

    I componenti del governo sostengono sempre che è offensivo dubitare delle capacità intellettive e decisionali di chi vota per il PDL e la Lega. Giusto. Ma allora, così come avviene in tutte le altre nazioni non si vota in un solo giorno? Se ciò non avviene è perchè i governanti dubitano delle nostre capacità. Perchè il PD e le altre forze di opposizione non propongono il ritorno a far votare in un solo giorno? Non sarebbero milioni di euro risparmiati che potrebbero evitare la proposta vergognosa di punire i ragazzi disabili aumentando la percentuale di disabilità?

  38. walter

    Vorrei sapere da quando trova applicazione il disposto in oggetto, in base al quale il responsabile non può più autorizzare l’uso del mezzo proprio di trasporto per finalità aziendali (nella fattispecie visite ispettive ASL anche a notevole distanza dalla sede), stante il fatto che nella azienda ci sono soltanto pochissime auto aziendali. Grazie a chiunque per un riscontro.

  39. emiliana carifi

    il carrozzone va avanti da sè, dice la canzone. 1.000.000,00 euro al giorno ci costa! E, zitti, zitti, senza fare troppa pubblicità sappiate che la loro "ridicola" diminuzione di stipendio partirà dal 2013 ! (se partirà).Ma che problema c’è! Gli operai pagano per tutti, i vecchi non li mandiamo in pensione, silenziosamente, viscidamente aumentiamo …le tasse! E noi, ce la spassiamo alla grande!! Forza Italiaoti continuate a fare gli idioti!

  40. Rodolfo valentino

    Tanto i signori politici diranno che è populismo analizzare il tutto come una vergogna, come una manovra che non tocca auto blu, feste inutili, enti inutili, dirigenti inutili, associazioni culturali inutili e non modernizza nessuna amministrazione. Noi impiegati siamo i ricchi d’Italia con i nostri 1300 euro al mese, quindi paghiamo volentieri e ringraziamo per non averci tagliato la tredicesima.

  41. renato foresto

    Nei commenti degli addetti ai lavori sulla manovra Tremonti da 25 miliardi e nella stessa opinione corrente c’ é la consapevolezza che la spesa pubblica sia scappata di mano, che stiamo vivendo al di sopra dei nostri mezzi. Al ministro é bastato denunciare il costo raggiunto a fine del 2009 dai servizi di Stato Regioni Province e Comuni – 799 miliardi, 24 in più del 2008 -per mettere a tacere la sua maggioranza e le minoranze imponendo non soltanto l’alto là ma la brusca retromarcia. Stupisce però che gli osservatori non abbiano ancora messo nel conto la reponsabilità dei vari ministri dell’ Economia che di loro mano nell’ ultimo decennio hanno follemente foraggiato gli Enti locali : nel 1998 erano 110 miliardi, 171 nel 2008. ( Istat, Conto economico dello Stato, Trasferimenti ordinari ad Enti pubblici ).

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