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  1. Corrado Bortot Rispondi

    Da oltre un decennio partecipo alla gestione di una associazione di categoria che aggrega oltre 3500 piccole imprese di consulenza automobilistica ed autoscuole, UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole Studi di Consulenza Automobilistica), inizialmente come segretario provinciale, ora con incarico nazionale. Ho sempre vissuto questa esperienza con grande stimolo ma anche con la netta sensazione di "isolamento" rispetto ad altre grandi organizzazioni, un isolamento anche cercato dai vertici dell'associazione nell'intento di mantenere un giusto distacco da ogni forma di convolgimento partitico, autonomia indispensabile anche e sopratutto per i nostri interventi "politici" a tutela della categoria. Necessitava e necessita tutt'ora, a mio modesto parere, la possibilità di una alternativa di riferimento diversa dal panorama attuale della rappresentanza imprenditorile. Nella speranza che il carattere "super partes" di questa nouva realtà possa nel tempo rimanere tale non posso che accogliere positivamente tale iniziativa.

  2. Marcello Battini Rispondi

    Speriamo che questa operazione di confluenza associativa, apra la strada ad altre confluenze associative, in particolare penso ai sindacati dei lavoratori. Quest'ultimi, da anni parlano d'unità sindacale e più ne parlano, più litigano. Intanto i lavoratori pagano sempre di più i sempre più ridotti servizi sindacali. Ritengo, con molto realismo, che questa unificazione, se avverrà, sarà solo per un intervento esterno al mondo sindacale.

  3. AZ Rispondi

    ...di questa rete. Come (da pochi anni) iscritto alla CNA (ed operando con una microimpresa in un ambito high tech) devo dire che senza la ben funzionante struttura provinciale di questa associazione saremmo stati mangiati vivi dalle banche, e i resti del festino sarebbero stati sparsi al vento dalle amministrazioni locali. L'impulso ad archiviare il collateralismo c' è, solidamente motivato da una divergenza effettiva di interessi tra burocrazie sempre piu' autoreferenziali e le necessità degli associati, che di questi tempi hanno bisogno di risposte rapide e trasparenti. Non sarebbe male avanzare unitariamente certe proposte semplificatorie... Due esempi banali: 1) possibile che una regione possa arrivare a dotarsi di 5 o 6 enti/agenzie per la gestione dei fondi europei, e che alle volte il percorso di un progetto passi addirittura per due diversi gestori? 2) possibile che comuni tutt'altro che virtuosi nella gestione dei rifiuti (e con qualche derivato in bilancio) per nutrire le loro fameliche casse stiano già annunciando aumenti di tia/tarsu anche del 30%? Iniziative rasoterra fuori dalla retorica usuale su ricerca e innovazione (del tutto priva di sostanza).