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  1. federica Rispondi

    Taluni commenti partono dall'assioma che chi non ha un lavoro regolare, non disponendo di mezzi di sostentamento, è per forza spinto a mettere in atto comportamenti criminali. Ed in effetti sembrerebbe un assioma abbastanza logico. Ma guardando anche solo alle più recenti notizie di cronaca (vd. Cesare e "compagnia bella" ... compagnia che comunque sembra piacera a Letizia Moratti) sembrerebbe che, all'opposto, sia il denaro a chiamare sempre più denaro e, conseguentemente, a spingere le persone verso comportamenti fortemente dannosi per la società. Pertanto occhio agli assiomi. E guardiamo ai dati; anche in maniera critica, ma senza cercare di piegare il dato all'assioma. Detto questo, il commento di Paolo Pinotti (postato il 21.05.2010) mi sembra sensato. Potreste commentare questo aspetto? grazie PS: come qualcuno ha già osservato, non avere un lavoro regolare spesso porta verso un lavoro irregolare (vedi fatti di Rosarno), quindi non ad essere criminali, ma semmai vittime del crimine.

  2. Niccolò Rispondi

    Di articoli come questo ce ne vorrebbe uno al giorno!

  3. majlinda Rispondi

    Il problema dell’immigrazione in Italia ormai non viene più valutata come un fenomeno economico ma per di più politico. Credo che la politica deve fare uso della ricerca economica nel modo più obiettivo e non interpretare in maniera parziale i fatti quotidiani solo perché cosi può ottenere il sostegno dei cittadini. L’Italia ha cambiato il suo percorso da un paese migratorio ad un paese immigratorio in poco tempo, e credo che sia difficile sia da un punto di vista regolativo e sia da un punto di vista sociale adeguarsi alla situazione. È ovvio che l’irregolarità può portare alla criminalità ma non si deve generalizzare. Il problema secondo me, è che l’Italia sta attraversando una crescita demografica negativa, gli immigrati per il momento servono. Serve soltanto accelerare le procedure dei assegnamenti dei permessi e più controlli nei posti di lavoro. Sono in Italia da dieci anni, sono una immigrante anche io. Tutti i giorni sto in contatto con le persone straniere anche irregolari e nessuno di loro è un criminale. Scusatemi anche per qualche errore ortografico. Majlinda

  4. Lisa Formigaro Rispondi

    Metto questo articolo di un importanato incontro tenutosi a Bologna a favore dell'sviluppo dell'Africa. "Occorrono investimenti in Africa, non carità. In un continente dove la popolazione cresce rapidamente quello che serve è lo sviluppo economico", ha detto Piebalgs nel corso del suo inervento. Una considerazione condivisa anche dal presidente Wade: "Le priorità per l'Africa sono la crescita economica e la produzione di prodotti, innanzitutto per il consumo interno - ha sostenuto - in modo da arginare la forte emigrazione che impoverisce il continente". Ma in molti concordano che, dopo Cina e India, sarà proprio l'Africa ad affacciarsi sulla scena economica mondiale. Purtroppo la situazione degli italiani in questo momento di crisi è quella che sappiamo e aspettano risposte a due domande: 1) come lavoreranno gli straniere se non abbiamo il lavoro noi! 2) paura verso le mafia straniere. Domande che non trovano risposta e sviluppano movimenti estremisti e inutili per il miglioramento del paese perchè non è con l'odio fra noi che si migliora il paese ma con la collaborazione per il rispetto dei diritti di tutti.

  5. ndr60 Rispondi

    Caro Sindaco, usando lo stesso suo metro di valutazione si potrebbe affermare tranquillamente che il politico che ha un incarico di responsabilità, viene nominato dalla propria segreteria di partito e non è controllato dalla guardia di finanza normalmente delinque.

  6. Paolo Pinotti Rispondi

    Complimenti davvero per la raccolta dati! Penso sia cruciale capire come riconciliare il vostro dato sulla (uguale) probabilità di aver avuto problemi con la giustizia per regolari e irregolari con quello Istat secondo cui il tasso di denuncia è più alto tra gli irregolari, caratterizzati anche da più alti tassi di incarcerazione (che però risentono di altri fattori quali l'impossibilità per gli irregolari di ottenere gli arresti domiciliari). L'apparente incongruenza potrebbe essere spiegata dal fatto gli irregolari hanno effettivamente più problemi con la giustizia a causa delle peggiori opportunità sul mercato del lavoro e, al tempo stesso, quasi tutti gli immigrati entrano da irregolari e poi si regolarizzano (entrambi gli elementi sono confermati dalla vostra ricerca). Se questo è vero, la cross-section degli immigrati presenti in un determinato momento dovrebbe mostrare effettivamente una maggior propensione al crimine degli irregolari (coerentemente col dato Istat) mentre una domanda "retrospettiva" come quella che ponete voi cattura il fatto che molti hanno attraversato in passato una condizione di irregolarità (e durante quel periodo hanno avuto problemi con la giustizia).

  7. federico Rispondi

    Apprezzo la risposta, ma vorrei evidenziare che non siamo ad una gara dove vince chi delinque di meno tra italiani e migranti. Penso che l'attuale legge sull'immigrazione non sia degna di un paese civile e leda i diritti fondamentali dell'uomo. Sinceramente non capisco perchè gli autori non dicano niente a proposito, ma anzi in alcuni passaggi sembra considerino la condizione di "irregolarità" come un fenomeno normale. Cordiali saluti.

  8. AM Rispondi

    Reputo inopportune le parole del Sindaco di Milano che criminalizzano gli immigrati irregolari. Molti di questi sono persone oneste e dignitose che svolgono lavori, anche saltuari e spesso sottoremunerati, per sopravvivere e che non delinquono e neppure ricorrono a forme arroganti di accattonaggio. Di contro, basta leggere la cronaca nera per osservare ogni giorno crimini, anche gravi, compiuti da immigrati regolari, comunitari e talora anche dotati di cittadinanaza italiana. Leggo oggi, ad esempio, di uno stupro di una sedicenne compiuto a Lomazzo da un immigrato regolare.

  9. Emanuel Rispondi

    Bisogna intendersi su cosa stia a significare "lavoro regolare" per il sindaco Moratti. Regolare nel senso che sta nelle regole (contratto regolare), oppure regolare nel senso di regolarità dell'esercizio di un lavoro (con relativa stabilità economica, che riduce le possibilità di delinquere).

  10. Giorgio Massarani Rispondi

    Concordo con i vostri commenti, ma ritengo molto più grave dei detti demagogici e di bassa propaganda del Sindaco l'opera sistematica di smantellamento di ogni possibile insediamento dei Rom del circondario di Milano. Per circa due anni abbiamo dovuto apprendere che qualunque ipotesi di inserimento sociale, incluso quello scolastico dei figli, di questi nomadi veniva sistematicamente e persecutoriamente impedita. Quei fatti pesano anche più del pregiudizio di criminalità che incombe non solo sui Rom ma su tutti gli altri irregolari.

  11. Giovanni Russo Rispondi

    Bravissimi ! Belle parole, bellissima lettera. Ricerca scrupolosa e dati inoppugnabili.

  12. Fabrizio Bercelli Rispondi

    Sono da anni un vostro lettore e sostenitore. Trovo la lettera aperta degli autori al sindaco Moratti singolarmente poco rigorosa. Mi pare ovvio che "normalmente" non debba essere inteso come "sempre". Può significare più sensatamente che comportamenti illegali (irregolarità a parte) siano un'opzione normalmente presente nella vita di un clandestino, a differenza degli immigrati regolari, quando sono regolari, e dei cittadini italiani, fatta salva l'evasione fiscale. Non mi sembra che i vostri dati confutino questa interpretazione. Il buon senso suggerisce che una condizione di irregolarità, con conseguente difficoltà a disporre di un reddito, faciliti grandemente comportamenti delinquenziali. I dati che voi adducete sono poco illuminanti al riguardo. Occorrerebbero indagini ulteriori, certamente difficili. Però i dati sulla frequenza dei reati compiuti dagli immigrati irregolari rispetto al resto della popolazione suggerisce che la tesi del sindaco, nella sua criticabile sommarietà, non sia infondata. Certamente Moratti poteva essere più cauta e qualificare meglio la sua asserzione. Ma la vostra replica è tanto polemica quanto debolmente argomentata.

    • La redazione Rispondi

      La nostra è una lettera in cui esponiamo una serie di dati utili a meglio conoscere il fenomeno. Speriamo che il sindaco l'abbia letta e che la prossima volta tratti con maggiore cautela un tema così delicato.

  13. Sergio Briguglio Rispondi

    Concordo e aggiungo un'osservazione. Avete spiegato molto bene come l'affermazione della Moratti (che approssimo cosi': "l'insieme degli stranieri irregolari e' un sottoinsieme degli stranieri criminali") sia falsa. L'affermazione simmetrica ("l'insieme degli stranieri criminali e' un sottoinsieme degli stranieri irregolari") e' invece vicina al vero sul periodo medio-lungo. Infatti, chi commette un reato rilevante finisce per non poter accedere ad una regolarizzazione o, se gia' regolare, per non poter rinnovare il permesso di soggiorno. Se il suo soggiorno in Italia si prolunga, non puo' che essere un soggiorno irregolare. Questo fatto, verosimilmente prima ancora che la precarieta' che contraddistingue la condizione di irregolarita', e' alla base del maggior tasso di criminalita' osservato tra gli stranieri irregolari che tra quelli regolari.

  14. Monika Rossetti Rispondi

    Grazie per questa presa di posizione documentata da numeri concreti. Il commento della Sig.ra Moratti era insopportabilmente grossolano e razzista.

  15. padanus Rispondi

    Buongiorno, ma un dato da considerare non può essere la composizione della popolazione carceraria? Mi pare che il dato sia incontrovertibile, chi è in carcere è perchè una condanna l'ha avuta. Riflette una situazione storica dati i tempi della giustizia, ma non credo che sia un indicatore distorto. Le interviste sono affidabili? Se ti chiedono se sei un ladro, chi è che risponde "si, certo"?!?

    • La redazione Rispondi

      Grazie. Anche i dati sulla carcerazione hanno però problemi. Una larga parte degli stranieri, soprattutto irregolari, non può accedere alle misure alternative al carcere, tra cui gli arresti domiciliari, in quanto sprovvista di un valido certificato di residenza. Gli immigrati perciò hanno una maggiore probabilità di finire in carcere dopo aver commesso un reato degli italiani, anche a parità di propensioni a delinquere. Data l'insostenibile lunghezza dei processi in Italia, questo fatto potrebbe avere un peso non da poco nel gonfiare il peso relativo della popolazione carceraria straniera.