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  1. luca Rispondi

    Buon giorno, sarò breve e conciso: nell'articolo si mette in luce che il piano dell'UE e FMI per aiutare la Grecia non prevede alcun motore di sviluppo e di crescita (tipo svalutazione competitiva) e quindi molto probabilmente si richiederanno nel tempo altre misure insostenibili da affrontare a livello sociale per quel paese. Nel piano Brady quale dovrebbe essere tale motore? Le riforme strutturali in grado di attrarre investimenti internazionali o misure di lotta alla corruzione e all'evasione?

  2. Claudio Bagno Rispondi

    L'assunto (la Grecia non può pagare il suo debito) è da dimostrare o dimostrato? Nel secondo caso, mi domando, perchè il debito non viene ristruttorato? Forse perchè nessun paese vuole garantire? Non è nei poteri dell'Europa farlo? Mi pare che senza questo passo, la ristrutturazione del debito e il piano tipo "Brady" la strada sia in discesa verso il "certo" peggio.

  3. alias Rispondi

    Buongiorno, sottolinerei il fatto che negli anni '80 le ristrutturazioni dei debiti (e i piani Brady, Baker ecc.) riguardarono sì paesi indebitati, in crisi, con minime o zero possibilità di ripresa, come la Grecia; ma che mantenevano, tuttavia, valute nazionali distinte, almeno nominalmente. L'Argentina '80 ebbe il peso, poi l'austral, poi il real ecc. costretta dalla sua iper-inflazione. Oggi, certificare e introdurre sul mercato uno sconto sul debito greco equivarrebbe a sancire la fine dell'euro, cosa che bene o male sinora abbiamo evitato. Che poi lo sconto implicitamente esista, sancito dalle varie agenzie di rating, è un altro paio di maniche. L'idea che ha partorito l'Euro era che un'area valutaria unica avrebbe evitato proprio quel genere di crisi; non sarebbe meglio lasciar quieti certi fantasmi? Tanto più che a lanciare il mercato degli swaps fu una certa (Shearson) Lehman Brothers...