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  1. faustino falaschi Rispondi

    In tutti gli interventi sono d'accordo per ridurre i parlamentari, ma anche questa volta sono affaccendati in altre cose se Marchionne non avesse ridotto del70% i dirigenti la Fiat non ci sarebbe più. Questa è una riforma ineludibile pena il Default della nostra nazione.

  2. Marco Trombetta Rispondi

    Articolo molto interessante e chiaro. Ho alcuni dubbi sul meccanismo di allocazione centralizzato del rater proposto. Anche se non conosco specificamente questa letteratura, sono sicuro che da un punto di vista teorico ha ottime caratteristiche. Pero il supervisore centrale che alloca i raters sarebbe fortissimamente soggetto a problemi di collusione con i raters. Perche' semplicemente non apriamo alla concorrenza e lasciamo che sia il mercato a selezionare i mifgliori raters? Se una impresa fa opinion shopping e trova un rater pronto a dare un AAA ai suoi bond altamente rischiosi, l'eventuale default sui bond dovrebbe ripercuotersi sul rater che dovrebbe uscire dal mercato (come successe a Arthur Andersen nell'auditing) e dovrebbe essere rimpiazzata da un nuovo rater. L'allocazione centralizzata dei posti da ordinario non ha mai funzionato molto bene, mentre il "mercato" accademico americano, sia pure non perfetto, sembra garantire migliori risultati...

  3. Alessandro Rispondi

    Mi sembra un'analisi abbastanza puntuale e precisa dell'annoso problema del ruolo che le agenzie di rating dovrebbero svolgere in un'economia moderna e dinamica come quella che stiamo vivendo. Interessanti e acute sono le doglianze circa proprio i nuovi limiti imposti dalla nuova Regolamentazione.