logo


  1. PDC Rispondi

    Il modello di finanziamento tramite debito di uno stato funziona solo in presenza di una significativa crescita economica. Poiché tale crescita è ormai globalmente insostenibile (anche se può essere localmente sostenibile per tempi limitati) a lungo andare tutti gli stati sono destinati a raggiungere livelli di debito insopportabili. Una via di uscita sembrava essere quella di creare una forma illimitata di crescita finanziaria, ma ormai sembra chiaro che si tratta di un malsano vicolo cieco che crea enormi disuguaglianze, trasferisce il potere politico nelle mani delle super-banche ed è soggetto a crolli sistemici improvvisi. E allora, che fare?

  2. bonzer Rispondi

    Nel momento in cui il debito è uguale al Pil per poterlo ripagare, il tasso di crescita di quest'ultimo deve essere maggiore di quello del debito altrimenti questo cresce all'infinito.La situazione odierna ci fa notare che la zona euro avrà una crescita nei prossimi anni attorno all'1% un valore non sufficiente per ripagare i debiti indipendentemente dal livello della pressione fiscale. Paesi come il nostro e la Grecia sarebbero costretti quindi a lavorare solo per ripagare questi interessi. Inoltre la Grecia, che ha ammesso di non potersi più rifinanziare nei mercati, a dichiarato praticamente defoult; un prestito non equivale a sprecar denaro? Secondo un paese come l'Italia caratterizzato da un sistema industriale flessibile e dinamico e un mercato molto appetibile per le imprese straniere non farebbe un affare a dichiarare bancarotta (ripagando solo i titoli detenuti dai cittadini italiani)? Tutto sommato ripartiremmo dopo cinque sei anni con un'industria competitiva a livello mondiale in vari settori come il tessile,prodotti di lusso ecc. E abbiamo comunque un sistema agricolo che ci permetterebbe di sopravvivere. E' corretto? Se no perché? Grazie

  3. MUSSARI FERDINANDO Rispondi

    Nel sistema pre-europeo, i singoli stati emettevano debito e poi facevano leva sull'inflazione. Nello stato attuale non ci sono queste opportunità, perché i tassi sono definiti a livello centrale e gli stati sono obbligati a dover ripagare il debito senza forme diverse di azione fuorchè i tagli e i risparmi della spesa pubblica. A questo punto non è forse meglio far creare debito europeo con l'emissione di titoli al fine di poter agire nelle forme inflazionistiche dettate da una politica finanziaria comune?

  4. Massimo GIANNINI Rispondi

    Penso che ci sia un punto importante da sottolineare. Noi non stiamo realmente salvando la Grecia, ma quelle banche che hanno investito in titoli del debito sovrano greco con il presupposto errato che ci sono investimenti "troppo sicuro per fallire" (dunque il default sarebbe implicitamente escluso, anche se tassi di interesse più elevati dovrebbero pagare anche per questo rischio). In questo modo continuiamo la schema di Ponzi. Se il costo del default greco non è elevato, per la Grecia, vale la pena di considerarlo e ricominciare da capo. Non credo che il fatto che il paese non può deprezzare la sua moneta debba essere interpretato come un buon motivo e sufficiente per evitare il default. Lasciamo la Grecia andare in default ordinato eppoi si avvia l'emissione di obbligazioni dell'Unione europea e la tassazione delle transazioni finanziarie (compresi i titoli di stato e relativi swaps). Cosi' si può 'facilmente' compensare qualsiasi piano di austerità e il costo del prestito contratto per la Grecia sarebbe largamente ridotto.