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LETTERA APERTA ALL’AVVOCATO BENESSIA

Caro Avvocato Benessia,
grazie ai verbali del Comitato di gestione della Compagnia di San Paolo del 14 aprile pubblicati ieri dal Corriere della Sera, sappiamo finalmente quale deve essere il profilo ideale del candidato Presidente del consiglio di gestione di Intesa-Sanpaolo. Si deve trattare di persona “… espressione della cultura torinese, torinese per nascita e famiglia, diplomato alla maturità presso il liceo Massimo D’Azeglio e laureato all’Ateneo torinese”. Oppure di persona “…nata a Torino, che ha conseguito la laurea in giurisprudenza nel locale Ateneo ed è stato vincitore, primo in graduatoria della borsa di studio Luciano Jona dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino”.
Insomma lo abbiamo capito: per essere dei bravi banchieri bisogna essere torinesi dentro. Ammettiamo, tre torinesità non sono facili da trovare riunite nella stessa persona. Siamo perciò più che mai partecipi, caro avvocato, delle sue ambasce ora che, dopo la rinuncia di Domenico Siniscalco, lei si trova una casella vuota che sarà difficile riempire. Ma non si disperi. I numeri sono dalla sua parte. A Torino risiedono 126.075 dazegliani con entrambi i genitori nati a Torino. L’89,2 per cento di questi adora i gianduiotti, il 73,2 ingurgita la bagna càuda almeno tre volte al mese (e utilizza 600 mg di citrosodina a testa). Un buon 60 per cento (per l’esattezza il 61,3 per cento) mangia due volte al dì i grissini torinesi. C’è un 22,4 per cento di accaniti bevitori di “birre torinesi doc”. Un 4,2 per cento ha gustato le palle di toro fritte servite da Luciana Lettizzetto a un selezionato pubblico sotto la Mole e l’1,2 per cento partecipa al coordinamento “Torino Pride”. Dimenticavamo: se proprio faticasse a trovare tra questi qualcuno disposto a fare il banchiere, ci sono i turisti svedesi di nome Tore, i visitatori della Chiesa di San Salvatore a Torino di Sangro e i sostenitori del boss Salvatore Torino. Insomma, avvocato, non si disperi: di persone con la stoffa del banchiere ce n’è. Le suggeriamo anche un test per valutare le loro competenze, sempre che a queste lei sia interessato: chieda loro di verificare i numeri di cui sopra.  

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LA RISPOSTA AI COMMENTI

  1. Paolo Giacomino

    Credo che la vostra lettera sia più offensiva che ironica e che la torinesità che Benessia chieda sia una condizione senza il rispetto della quale tanto varrebbe tornare ad Intesa da una parte e SanPaolo dall’altra come fino al 2006. Occorre inoltre ricordare che la torinesità è anche quella cosa che, dopo aver mangiato la bagna cauda e assaggiato un gianduiotto, ha consentito di avere un’Italia unita, di costruire e gestire un progetto olimpico di successo nonostante gli ostacoli create dallo stato centrale, di sperimentare pionieristicamente idee e industrie affermate e spesso emigrate. Probabilmente la riflessione di Benessia sulla torinesità non è molto lontana da quella delle competenze che gli chiedete, basterebbe solo ascoltare con rispetto chi di competenza ha dimostrato di averne nella sua carriera e nella sua capacità di valutazione…anche se è torinese. Cordialmente PG

  2. raffaello lupi

    Ma c’era un profilo ben definito…in quanto prima delle frasi riportate si parlava, secondo il verbale di "Emilio Ottolenghi, eminente figura del mondo bancario, italiano, particolarmente legato a Sanpaolo Imi, di cui è stato Vice Presidente, Consigliere di Gestione uscente di Intesa Sanpaolo ed espressione anche della cultura torinese, essendo torinese per nascita e famiglia, diplomato alla maturità presso il liceo Massimo D’Azeglio e laureato all’Ateneo torinese. Quindi il riferimento a Torino, come coloritura, vista anche l’enigmatica natura delle fondazioni bancarie, pare ci possa stare…

  3. Max Siberi

    Nella politica e nella finanza assistiamo spesso all’effetto Poltrona inchiodata, persone che seppur investite da fiumi di dissenso rimangono saldamente attaccate alla poltrona istituzionale conquistata con piu’ o meno fatica. La lezione britannica del Prof Siniscalco lascia spazio all’ottimismo.

  4. Guido Meak

    Quanto si è letto recentemente sulla stampa nazionale sull’esigenza di “torinesità” del Presidente del consiglio di Gestione è effettivamente penoso. Ce la faremo a fare un passo avanti?

  5. teo

    Il concetto di territorio ridotto ai mini termini. Il leghismo ha fatto scuola. Una banca con 5.000 sportelli e 100.000 dipendenti; il maggiore istituto bancario del Paese, diffuso all’estero in tutto al mondo con Filiali ed Uffici di rappresentanza. La nomina ai vertici del Consiglio di Sorveglianza di Intesa-SPIMI, mi pare l’esatta rappresentazione dell’Italia di oggi: un’occasione mancata.

  6. Giancarlo Perasso

    L’avvocato Benessia non ha aggiunto, perché non ce n’era bisogno per i torinesi veri, che un vero torinese è tifoso del Toro. Ergo il professor Siniscalco, noto tifoso della juve (minuscolo), non aveva alcuna possibilità e bene ha fatto a lasciar perdere.

  7. adalberto tancioni

    Nella lettera e’ omesso ogni riferimento alla Nutella della Ferrero Spa.

  8. gianmario nava

    Accetto la critica del concittadino alla lettera ma allora, se era una questione di competenza professionale perchè hanno parlato di torinesità? Stimo Chiamparino ma nove volte su dieci non capisco cosa dice, di cosa parla e, visto che non capisco il merito, neanche perchè inoltre Torino e il Piemonte (in quanto azionisti) hanno il diritto di dare un mandato "territoriale" ai gestori della banca ma il mandato lo può svolgere in modo eccellente anche un australiano (meglio se aborigeno) purchè ne abbia le capacità il resto è melina che a noi piemontesi dà l’orticaria (così compensiamo con nutella e bagna caoda).

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