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  1. Riccardo Nogara Rispondi

    La Marchionne-Fiat sta proponendo alla forza lavoro, in un libero mercato globale, di adeguarsi alle esigenza fondamentale di stare nel mercato; cioè produrre auto sempre più competitive ,sempre più apprezzate dal consumatore senza se e senza ma, altrimenti saranno altre ad essere preferite ed acquistate . Il libero mercato globale, non fa distinzione tra imprenditore e lavoratore, riconosce solo il prodotto richiesto dal consumatore. Semmai l'imprenditore e lavoratore dovranno stringere un patto di solidarietà finalizzato a produrre oggetti (auto o altro) che possano sempre più catturare l'interesse del consumatore, perché ci saranno altri imprenditori e lavoratori che faranno gli stessi oggetti nel resto del mondo. E nel mondo ci sono ricchi e molti poveri. Questi ultimi giustamente voranno quantomeno essere meno poveri anche se a scapito dei ricchi, che, tuttavia, dovranno ugualmente ad essere competitivi per continuare a vendere, non perdere quote di mercato, pena l'impoverimento per gli inevitabili licenziamenti...

  2. franco riccioni Rispondi

    Si parla di una disoccupazione all'8,8% ma la percentuale degli occupati è scesa nell'ultimo anno? Ritengo che sia un dato che rivela meglio la realtà.

  3. Luciano Galbiati Rispondi

    Monetizzare la flessibilità (leggi precarietà del lavoro e della vita). Il mondo del lavoro chiede tutele reali. Difendiamo l'articolo 18 e rendiamo più onerosi i contratti atipici. Molto più utile e urgente.