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  1. emiliana carifi Rispondi

    Certo, con quanto guadagnano e quanto rubano le "loro"aspettative di vita sono quadruplicate, I soldi per curarsi dai migliori specialisti sulla piazza li hanno accumulati e continuano ad accumularli. Non so quanto ancora gli italiani avranno lo stomaco e il coraggio di sopportare mascalzonate, ingiustizie, ruberie, prese per i fondelli. Si tolgono il 5%, e se ne vantano. Vergogna! Pensioni milionarie, stipendi stratosferici per loro e la cricca.. e la cricca è grande: va dai dirigenti statali, ai manager di importanti società.. e vai a prendere i soldi ai dipendenti!! Gli Unici che pagano le tasse, che non hanno più la sicurezza di un lavoro, grazie all'incapacità e al menefreghismo di tutta la classe politica che ha fatto solo gli affari propri senza occuparsi della cittadinanza che li ha eletti. Per le pensioni, inizino a dimezzarsi le loro e a cancellare il diritto di averle dopo due anni e mezzo di legislatura! Mi sembra di vivere un film dell'orrore. Spero disperatamente che tutti si sveglino e reagiscano a questo inaccettabile e schifoso teatrino che ci ha portato sull'orlo del baratro.

  2. obgiuseppe Rispondi

    "70 miliardi versati dall'erario per tenere in equilibrio il bilancio, nonostante l'Inps è in attivo nella gestione separata". Cosa vuole dire, non si è mai chiari su questo argomento. La trasmissione Report ha presentato la previdenza sociale italiana, sia come media di età pensionabile che come gestione verso i contribuenti, peggio delle altre nazioni Euro. Insomma qualcuno è reticente, parziale e non chiaro. A cosa ci dobbiamo adeguare? grazie

  3. Antonio Fiori Rispondi

    Come si concilia il sarcasmo sui sessantenni (che magari hanno lavorato per quarantun'anni) con l'ottima, semplice, equa, proposta di riforma de lavoce.info di qualche mese fa ? Vi si offriva un meccanismo di incentivi/disincentivi che prevedeva uscite (giustamente onerose) dai 57 anni ed invece uscite (giustamente premiate) successive ai 65 anni, inoltre: risparmi garantiti, equilibrio sistemico, salvaguardia delle aspettative. Perchè non se ne parla più? Se non sbaglio il sottosegretario al Welfare si era detto interessato alle proposte che giungevano dagli amici de lavoce.info...

  4. loremaf Rispondi

    Questa nuova invenzione tutta italiana della CIG in deroga se non si riuscirà a ridefinire gli strumenti degli ammortizzatori sociali in breve tempo rischia di diventare uno di quegli strumenti di natura clientelare che già in passato ha fatto più la fortuna dei politici che non un vero strumento di sostegno per i lavoratori e le aziende in difficoltà. La concessione della CIG il deroga è largamente discrezionale e spesso mascerà solo una crisi aziendale che ha natura più stabile che di riconversione e quindi crisi di fase o di passaggio. Il nuovo centralismo regionale poi fa il resto, facendo dipendere tale consessione più da vincoli di appartenenza che da criteri trasparenti. Un paese che ha a cuore il suo futuro ridisegna proprio nei momenti di crisi nuovi strumenti di sostegno sia per le imprese che per i lavoratori, invece di utilizzare scorciatoie e pannicelli caldi, per giunta utilizzando non poche risorse pubbliche che invece potrebbero essere più utili se canalizzate in modo adeguato...