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  1. piero bartolozzi Rispondi

    Questa mia è la proposta dell'uomo della strada. Ma resuscitare il "mattarellum",opportunamente modificato sulla base dell'esperienza fin qui acquisita, sarebbe una bestemmia? in fondo è un sistema che è stato in vigore per tanti anni e se non altro risolve il problema del rapporto diretto tra candidato ed elettori.

  2. luigi maria porrino Rispondi

    Approfondendo l'argomento connesso alla legge elettorale per coniugare la scelta dei rappresentanti con i rappresentati, insieme alla scelta del governo, direi che il sistema più democratico è quello uninominale con il doppio turno (cd. "ballottaggio") perché determina l'elezione, alla fine del processo, del rappresentante che raccoglie la maggiornaza dei consensi nel collegio. Il sistema uninominale ad un turno (cd. "secca") è già stato impiegato in Italia, anche prima del Ventennio, nell'Italia "liberale", e stante la possibilità di essere eletti con frazioni inferiori alla maggioranza, consentiva l'elezioni di tanti con metodi molto discutibili e poco democratici. Al Doppio turno si potrebbero anche collegare le primarie, se proprio si vuole dare la scelta degli eletti agli elettori (quale empietà in Italia!). Comunque, si parla troppo del sistema elettorale, da troppo tempo, e poco delle riforme che davvero sono necessarie, a partire da quelle istituzionali. In fondo il Parlamento, pensato con un'elezione diversa dall'attuale, svolge tutt'ora il suo compito e, se si analizzano i primi venti anni di Repubblica, ritroveremmo anche lì legislature con maggioranze bulgare.