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  1. Gli incentivi Rispondi

    Ecco rivelato il nuovo modello di struttura del personale: un figlio di politico, un figlio di docente universitario, uno che lavora... un amico del figlio di politico, un'amica di docente, un parente di docente, e uno che lavora..

    • La redazione Rispondi

      Il senso di responsabilità non è certamente il bene più diffuso a questo mondo. Il problema diventa ancora peggiore quando c'è qualcun altro "che paga", in questo caso i contribuenti italiani. Buone regole che responsabilizzano il personale pubblico per la loro prestazione sono a mio parere la risposta più sensata alle situazioni di spreco e di inefficienza. Pura illusione? Speriamo di no.

  2. Giavallin Rispondi

    In un'organizzazione gerarchica incentivare i singoli significa attribuire ancora più potere ai superiori. Mi sembra molto improbabile che in un sistema fortemente gerarchico il singolo possa essere incentivato all'indipendenza di pensiero, quando eventuali critiche si pongano in contrapposizione con gli indirizzi indicati dai superiori. I guasti del pensiero di gruppo, del conformismo e dei legittimin obiettivi di carriera di ciascuno sono noti. In definitiva: l'incentivazione personale può funzionare soltanto con un temperamento dell'organizzazione gerarchica, ma mi sembra difficilmente praticabile.

    • La redazione Rispondi

      Non sono certamente un esperto di organizzazione aziendale, ma credo che un sistema di incentivazione basato su regole chiare e sensate non vincoli soltanto le persone sui gradini più bassi della gerarchia, ma anche i vertici della gerarchia stessa. E in una democrazia rappresentativa le regole alla base del funzionamento dell'amministrazione pubblica -anche di quella indipendente- sono decise dal Parlamento, che è dunque in grado di vincolare in qualche modo l'intera struttura gerarchica pubblica.

  3. Trallallà Rispondi

    Chi pagherebbe così profumatamente questi rampolli così brillanti? La dura legge della domanda e dell'offerta e della "meritocrazia" vale per i figli dei piccolo borghesi che si sono sacrificati una vita per far studiare i figli. In Consob il figlio di un senatore che arriva undicesimo ad una selezione a contratto per tre posti viene assunto. Deve essere assunto, perché l'istituto non può farne a meno. E Voi accademici che discettate di incentivi vi guardate bene dal commentare, visto che avete famiglia pure voi.

    • La redazione Rispondi

      La valutazione del merito è una questione di assoluta importanza, ma il problema sta nel fatto che un sistema poco meritocratico ha dei costi che si spalmano su tutti gli altri, quegli "altri" che non riescono a farla franca tramite una qualche connessione, un qualche aggancio. Queste considerazioni valgono senz'altro anche per l'ambiente accademico, anche se non mancano buoni esempi di trasparenza, come il bollettino dei concorsi di Roberto Perotti. Il suo messaggio è interessante ma non totalmente trasparente, in quanto non è dato sapere chi sia il figlio del senatore in questione...

  4. Roberto BACENETTI Rispondi

    Con Cardia lo staff della Consob è aumentato di 97 posti, senza giustificazione alcuna, adesso dobbiamo anche premiarli ?

    • La redazione Rispondi

      Nessuno si infiamma di gioia di fronte alla prospettiva dare un premio ad un'organizzazione che non funziona adeguatamente. Ma gli incentivi, i premi, servono esattamente per allineare il comportamento dei membri di un'organizzazione alle finalità ultime di questa. E tra le altre cose la CONSOB ha senz'altro il compito di prevenire le frodi finanziarie, quindi ben vengano incentivi in questo senso.

  5. Claudio Bellavita Rispondi

    il meccanismo standard delle operazioni di M&A, importato dagli USA , comporta che la finanziaria che acquista il pacchetto di controllo di una società, sempre inferiore ai limiti per cui in Italia diventa obbligatoria l'OPA (ma bisogna fissarlo per legge? siamo proprio maniaci, basta l'osservazione empirica società per società) succcessivamente si fonde con la società acquistata, portandole in dote i debiti. E' vero che in molti casi gli azionisti hanno diritto di recesso, ma è facile manovrare le quotazioni per indurli a non esercitarlo. Se però la società acquisita e fusa dovesse fallire, il giudice persegue per bancarotta consiglieri e sindaci che han preso la decisone di fusione. E fa bene.

    • La redazione Rispondi

      Da economista mi sono focalizzato sul tema della competenza economica e finanziaria. Ciò naturalmente non toglie che sia assolutamente importante anche la competenza giuridica specifica. Nel mio piccolo penso che le norme dovrebbero il più possibile badare all'aspetto sostanziale dei beni giuridici da tutelare, e che nel caso in questione sia importante valutare l'aspetto elusivo di alcune pratiche come quella da lei esposta. Ma non dirle di più, in quanto non sono per niente competente sul tema specifico.

  6. Vinzo FRANCO Rispondi

    Mi chiedo: c'è qualcuno di lorsignori che si sia mai posto il problema della elevata indulgenza (miopia, cecità, eccesso di benevolenza, ecc. ecc.) della Consob nei confronti dell'operato delle società di revisione che hanno sistematicamente certificato senza rilievi tutti i bilanci delle società (Cirio, Parmalat, Giacomelli, e chi più ne ha più ne metta) che sono poi andate in default, travolgendo i risparmi di centinaia di migliaia di risparmiatori? Le sanzioni comminate sono ridicole ed il danno reputazionale non morde affatto. Ciò nonostante le sedicenti quattro big della certificazione, continuano a dividersi un mercato che, worldwide, vale cifre enormi.

    • La redazione Rispondi

      Lei pone l'accento sul tema dell'indulgenza, la quale tipicamente nasconde comportamenti gravemente colposi o direttamente dolosi. Se fossi in vena di slogan, le direi che alla colposa e dolosa indulgenza si risponde con la competenza e l'indipendenza.