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PIL PRIVATI E PIL PUBBLICI

L’Amministratore di Banca Intesa, Corrado Passera ha tenuto una lezione magistrale a Lucca, ampiamente ripresa sulle colonne del Sole24ore. Occasione offerta dall’apertura dell’Anno accademico dell’Institute for Advanced Studies, istituto finanziato dalla sua banca e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, azionista di Banca Intesa. Passera ha sostenuto che il Pil è un indice senza qualità, che il reddito pro capite non tiene conto di molti altri fattori che contano molto di più sul benessere degli individui. In sintesi, forse sarebbe meglio dire in soldoni, non c’è solo il reddito. Bene. Ma mentre pronunciava la sua prolusione, venivano resi pubblici i dati sul compenso che lo stesso Passera si è riconosciuto per il 2009, l’anno più nero per le banche di tutto il mondo. Si tratta di quasi 4 milioni di euro, con un incremento del 27 per cento rispetto ai compensi che l’AD si era riconosciuto l’anno precedente. Se il Pil pubblico è senza qualità, sembrerebbe che il Pil privato non gli dispiaccia poi tanto…

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MEDIA BUGIARDA ANCHE PER I PENSIONATI

12 commenti

  1. maurizio

    Siamo alle solite: ormai è un ‘vezzo’ italiano. Moltissimi (specie tra quelli che contano) predicano bene, ma poi razzolano male…ipocriti! Sarebbe giunta l’ora di mandare tutti questi signori ‘a quel paese’ !

  2. Claudio Socci

    Nell’ultimo periodo sono molti i personaggi di primo piano del mondo economico e politico che si sentono legittimati a criticare l’aggregato PIL. Forse tutto deriva dal fatto qualche politico sta tentando di giustificare le politiche fallimentari di sostegno alla crescita del PIL eliminando il problema alla fonte. Vigilare è un dovere!

  3. rombori

    Il vecchio detto "predica bene e razzola male", è sempre attuale. Forse è il caso di soffermare il pensiero sui compensi di questi super e meno super manager per valutare seriamente dove sono i veri "sprechi" del sistema Italia. Io, per esempio sono in attesa che il sig. Stella, il grande censore, scriva un libro sulla casta dei manager e dei loro previlegi , e quanto costa all’economia nazionale questa casta. Lo chiede un piccolo azionista.

  4. Giovanni Brunetti

    Raffaele Mattioli é stato al vertice della Banca Commerciale Italiana per 40 anni, nonostante che in detto periodo si siano succeduti eventi, problemi e governanti spesso molto diversi tra loro. Lui in più di una occasione ha detto che la sua "forza" derivava dal fatto che "non aveva preso una lira" più del suo normalissimo stipendio; non esistevano all’epoca le stock-options e ciononostante la Comit era una "grande banca" e non già una "banca grande". Quando dopo il decesso di Cuccia é stata aperta la sua successione, la stampa ha dato conto che l’unico patrimonio lasciato agli eredi consisteva in un appartamento e in 300 milioni di lire in Titoli di Stato. Anche in Mediobanca non esistevano le stock-options e ciononostante gli utili erano ingenti….decisamente "altri tempi"!

  5. gt

    Corrado Passera mi sembra coerente: il PIL individuale non è una misura adeguata del grado di benessere, perchè lui, con quattro milioni di reddito annui (forse) è infelice.

  6. Ruggero

    Le considerazione, montate da dall’evento, e modellate da teorie pseudo scientifiche che l’ AD in questione, nel suo articolo, mi fanno pensare al fatto che certe persone sono senza dubbio consapevoli della "cosacce" che vanno dicendo e che abbiamo in mente anche l’effetto che nel sociale produrranno, quindi o, sono "idioti" nel senso vero della parola e quindi inconsapevoli, o sono nel "centro" del cinismo e quindi consapevoli. Quindi le problematiche sono molto maggiori del semplice "evento". Siamo in un periodo storico nel quale basta poco per ridurre una società alla fame o alla guerra, semplicemete perchè un tizio che per strane ragioni si trova in una posizione sociale diciamo così alta"spara" una idiozia dietro l’altra. Berlusconi ne un esempio lampante. E ci ride o, peggio ci deride. Quindi o sa di "essere" quello che è o non sa?

  7. Alessandro Sciamarelli

    Concordo con il commento che poneva in relazione uscite come quella riportata nell`articolo di Boeri e Panunzi con il continuo `ridimensionamento` del significato statistico ed economico del Pil, che pur con tutti i suoi limiti non ha pero`trovato adeguato sostituto in macroeconomia. E`curioso come questa denigrazione del Pil accomuni ministri ed esponenti di rilievo del settore privato (banche o industriali che siano), forse perche`questo equivale ad una vera e propria rimozione dei disastrosi dati macroeconomici del nostro paese: il Pil va male? (mai cosi`male da quando esistono le serie storiche) ma tanto non significa poi granche`..come nella favola della volpe e dell`uva. Sulla mancanza di ritegno dell`AD di Banca Intesa (che tra l`altro si organizza i convegni per celebrarsi da solo) credo che ogni altro commento sia superfluo.

  8. casper

    Nell’annus horribilis dell’economia italiana e mondiale l’AD del più grande gruppo bancario italiano “si riconosce” 4 milioni di euro di compenso, il Capo del Governo dichiara al fisco 9 milioni di euro in più di “guadagni”: qualcuno diceva che la proprietà è un furto, ora sembra non esser più necessario nemmeno il titolo di proprietà… l’altra sera a Ballarò tutti all’inzio concordavano sulla necessità di etica nella politica, a me pare che da secoli nel nostro paese si faccia politica anche e soprattutto sulle questioni etiche: il triste è che al solito “popolo bue” sembra non interessi più nulla.

  9. stefano mancin

    Personalmente dopo avere visto le cifre che prendono Passera e Profumo, (sono o meglio ero correntista di entrambi) ho deciso di cambiare banca, in una banca dove l’amministratore delegato prende molto ma molto meno.

  10. ciro daniele

    Da qualche anno il Pil è caduto in disgrazia presso gli economisti, gli statistici e, sopratutto, i politici. Per denigrare questo povero indicatore, sono state rispolverate perfino critiche che risalgono almeno ad un centinaio di anni fa (alcune assolutamente fondate) ma che sono state snobbate altezzosamente fino all’altroieri. Sorge spontanea una domanda: perchè prendersela col Pil proprio ora? Mi viene il sospetto che minimizzare il contributo del reddito monetario al benessere individuale serva soprattutto a due scopi: 1) oscurare lo spostamento della distribuzione del reddito a favore dei paesi e delle persone più ricche (a cominciare dal sig. Passera) e 2) giustificare la riduzione delle pensioni e degli ammortizzatori sociali (che andrebbero a persone già "benestanti" grazie al tempo libero di cui dispongono).

  11. Paolo

    Sarà un caso, ma si sa, quando troppe coincidenze accadono, inizia a farsi fatica vederle come tali. Come qualcuno ha già accennato prima, in tempo di crisi quasi sempre non si soffre tutti insieme. Basti accennare ai vari ceo dei gruppi bancari o ad alcuni governanti. Segnalo una coincidenza. Avete notato gli indici di crescita del gruppo Marcegaglia? Dalla data della sua nomina a Presidentessa, con una crisi in mezzo, il gruppo fa bene e cresce sempre. Ora, io non lo dico con un qualche senso di cattiveria, ma solo con lo spirito di voler far notare, anche se credo che non ce ne sia poi tanto bisogno, che la crisi fa male "solo" a molti. Chi si trova in una posizione di potere ne sente le avvisaglie e come è, purtroppo, nella natura dell’uomo pensa prima ai propri interessi e reagisce meglio, a volte guadagnandoci anche. Qual’è il problema però? Crediamo o è ormai utopia pensare che chi copre cariche istituzionali debba pensare solo al bene di chi rappresenta? Io credo che questo modo di fare non ci porterà mai da nessuna parte. L’italia non crescerà mai uniformemente se chi deve garantire diritti e uniformità decisionali è la rappresentazione della sua stessa ipocrisia.

  12. alessandro

    D’altro canto se un allenatore di serie A guadagna 11 miloni per gestire 30 giocatori ..

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