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  1. Franco Vecchiatti Rispondi

    Dissento parzialmente dalla tesi dei Proff. Barone e De Blasio. Intanto nei comuni sopra e sotto i tremila abitanti molto spesso gli assessori sono anche consiglieri, quindi i numeri 16 e 22 sono parecchio sovradimensionati. In secondo luogo con le modifiche degli ultimi anni la convocazione dei Consigli Comunali si è enormemente ridotta. Teoricamente 4 Consigli Comunali all'anno sarebbero sufficienti per ogni Giunta per funzionare. Nei comuni che conosco raramente si arriva ad 8 consigli Comunali. Il potere dei consigli è estremamente ridotto. In caso di provvedimenti di dubbia legalità la vera unica possibilità di intervenire da parte di un consigliere comunale è fare un esposto alla magistratura. Per i consiglieri il gettone di presenza di solito sta sotto i 40 €. Con una approssimazione per eccesso (molto sostenuto) il costo sarebbe di 400 € all'anno per 10 consigli. Da dove vengono le cifre calcolate dagli autori? C'è poi un problema di democrazia e di rappresentanza. E' accettabile una limitazione nel numero degli assessori, ma, fatte le dovute proporzioni, l'idea che i piccoli comuni abbiano piccoli problemi è errata. E spesso Sindaco ed assessori hanno il proprio lavoro.

  2. Marco Zanette Rispondi

    Sono Consigliere Comunale (e capogruppo di minoranza) in un comune di 1700 abitanti. Pur apprezzando il tentativo di dare una dimensione "quantitativa" al problema, temo che cogliere quella qualitativa sia impossibile. Personalmente il mio gruppo (4 consiglieri) lavora in modo infinitamente superiore a quanto lavorano gli 8 consiglieri di maggioranza, che si limitano in genere ad approvare le indicazioni della giunta che vengono ratificate in consiglio: noi siamo obbligati a studiare e approfondire le proposte, il bilancio, la maggioranza purtroppo non si sente tenuta a farlo. In termini di interventi, interrogazioni e proposte di deliberazione non c'è paragone tra i due gruppi: la maggioranza è a zero (non è un numero a caso). A questo si aggiunga il lavoro legato alla comunicazione verso i cittadini. Come si può misurare questa dimensione? La "produttività" di un consigliere, rispetto al ridicolo costo di meno di 100 euro l'anno, o quella di un assessore a poche migliaia di euro l'anno, sono comunque superiori a quella di molti "stipendiati" che stanno altrove.

  3. BOLLI PASQUALE Rispondi

    Le differenze concettuali tra amministrazione pubbliche e private, se ci riferiamo alla buona amministrazione, dovrebbero essere inesistenti. Stato e altri enti territoriali sono aziende, come lo sono gli organismi operanti nel settore privato. L'unica differenziazione nelle loro gestioni dovrebbe essere il fine, cioè il bene della comunità nel pubblico e la redditività nel privato. Ma la differenza per la buona amministrazione tra pubblico e privato si riscontra nei bilanci delle loro gestioni: nel privato si fallisce, nel pubblico si resta al proprio posto, senza condanna; nel pubblico si perdono risorse di altri, nel privato si perdono risorse proprie. Chi amministra risorse di altri, come amministratore pubblico, non pensa al risultato per gli altri, ma per sè. L'amministratore pubblico pensa alla suo potere, alla sua rielezione e non ai risultati negativi della gestione. A questo distorsione concettuale dobbiamo aggiungere la poco competenza contabile-amministrativa, nonchè l'assenza di moralità ed onestà di chi è chiamato a pubbliche funzioni. Se non cambiamo questi concetti, parlare di numeri di amministratori significa parlare di niente! Il pubblico, con concetto privatistico, è solo fallimento!

  4. renato foresto Rispondi

    In provincia di Torino ci sono 64 Comuni con popolazione fra 500 e 1150 abitanti. Fra di loro ce ne sono 7 che funzionano (Spesa del Titolo 1 del bilancio, depurata della Raccolta rifiuti non presente i tutti) con meno di 500 € per abitante, 22 Comuni con meno di 600 (da 500 a 599), 15 con meno di 700, 5 con meno di 800, 7 con meno di 900 e 8 con più di 900. Chiedo ora ai numerosi postulanti degli accorpamenti d'autorità a quali fra questi Comuni si riferiscano e se prima di dare un qualsiasi giudizio non sia meglio partire da questa realtà così variegata che può nascondere grandi inefficienze. I sette già citati Comuni che potrebbero insegnare la difficile materia dell'efficienza senza perdere consensi sono Osasco che spende 454 €, Vidracco (456), Salerano (462), Fiorano (468), Porte (474), Moriondo (490), e Varisella (497).

  5. Alberto Confetti Rispondi

    Può essere un'idea quella proposta dal vostro articolo. O meglio, deve essere una delle tante. Perchè gli sprechi non stanno tanto nelle piccole realtà, quanto nei grandi centri di potere. Per i Comuni, ci vorrebbero accorpamenti e unioni, in modo da tagliare posti e poltrone dove non servono (comuni da 2000 abitanti uno accanto all'altro possono tranquillamente diverntarne uno unico da 10000, ad esempio). E un taglio di certi scandalosi emolumenti di segretari e direttori generali. Mentre ci vorrebbero davvero le forbici da potatura grossa per auto blu, stipendi di dipendenti, consiglieri e assessori regionali, parlamentari, presidenza del Consiglio, dirigenti dei ministeri tutti con primo livello, tutte le varie ex-municipalizzate con consiglieri trombati alle elezioni, portaborse, eurodeputati, etc.

  6. roberto fiacchi Rispondi

    Comprendo le argomentazionio di chi mi ha preceduto. Il punto, a mio parere, fondamentale è la confusione che si fa nel mettere sullo stesso piano i Consiglieri e gli Assessori. I primi sono un baluardo per la Democrazia, ma già il loro ruolo è stato reso quasi nullo concentrando ancor più su Sindaco e Giunta i poteri. In quando alla riduzione dei costi, certo un numero contenuto di Assessori può dare risultati economici rilevanti, ma per i " poveri Consiglieri Comunali " che percepiscono semplici gettoni di presenza! Pur capendo l'elezione diretta del Sindaco per un potere utile per fare le cose, non posso comprendere, invece, la nomina degli Assessori, che non devono più passare al vaglio del voto, come in passato, quando nei piccoli comuni gli Assessori non percepivano uno " Stipendio ". Non è che sono diventati troppi i politici da sistemare? Non è più utile eliminare gli Enti, le Presidenze ed i Consiglieri dei medesimi Enti, che offrono remunerazioni probabilmente troppo elevate? Si potrà migliorare? Spero di sì.

  7. Paolo Rocca Rispondi

    Per stabilire il "giusto numero" di consiglieri e assessori, si tenta di stabilire un nesso tra questo numero e la "qualità dell'amministrazione". Ma in che modo è possibile stabilire un nesso tra tale qualità e i movimenti di popolazione? Oppure con i prezzi delle abitazioni? Per quale ragione l'aumento di popolazione (seppure indistinta, fra stranieri, italiani da lunga distanza, italiani da breve distanza, ecc.) sarebbe in connessione con la qualità dell'amministrare? Nel caso in cui un'amministrazione abbia deciso di non espandere edilizia privata e popolazione, saremmo di fronte a cattiva qualità? A me sembra che non sia possibile individuare indicatori semplici per capire il nesso causale che lega numero di amministratori locali e politiche praticate. In secondo luogo Sindaco e consiglieri hanno un ruolo di rappresentanza politica locale (meno gli assessori): se il loro numero è molto basso, c'è il rischio di una semplificazione eccessiva che può ridurre ai minimi termini il confronto politico.

  8. Fabio Rispondi

    Vivo in un piccolo comune (meno di 1500 ab.) della provincia di Sondrio e vi dico che purtroppo diminuire i consiglieri e gli assessori (anche solo di 1 o 2 unità) potrebbe essere pericoloso perchè accentrebbe troppi poteri nel sindaco e nella giunta. Purtroppo vengono prese, anche in comuni così piccoli, decisioni poco trasparenti. Concludendo, credo che, l'unico modo per limitare questo tipo di spesa pubblica sia quella di accorpare i comuni e ridurre il personale. Un esempio: Provincia di Sondrio 78 comuni per circa 190.000 abitanti. Basterebbero 20 comuni.

  9. Marco Surace Rispondi

    Per uno studio comparativo degli effetti della legge, dal punto di vista statistico-matematico, dovrebbe dare buoni risultati il confronto sui vari indici di performance tra i comuni da 27 a 30 mila abitanti rispetto a quelli tra 30 e 33 mila, che hanno problematiche pressoché identiche ma un quantità di amministratori sensibilmente diversa (27 o 40).

  10. Tarcisio Bonotto Rispondi

    Articolo interessante. Aggiungo solo che in altri paesi, in particolare in California negli USA, è rappresentata da 2 senatori e 53 Rappresentanti distrettuali. 55 Rappresentanti per una popolazione di circa 37 milioni di abitanti. La giunta regionale del Veneto è composta da 65 consiglieri e assessori, per circa 4,5 milini di persone. O non sappiamo gestire le cose, o abbiamo troppi partiti e forse troppe chiacchere... Gli assessori provinciali all'Agricoltura non hanno quasi alcuna competenza, tutte centralizzate nell'agenzia Veneto Agricoltura, se non per gli Agriturismo (sempre in villeggiatura questi assessori...). Ma si sa che i parlamentari non possono ridurre sèéstessi... Dovremmo fare noi qualche cosa.

  11. Davide T. Rispondi

    Discuto alcune vostre tesi: 1) Più assessori e consiglieri=più salari e stipendi=più politici da remunerare. Non vi viene in mente che più facilmente un comune più grande (con più consiglieri) ha semplicemente una struttura amministrativa più complessa? Quindi, l'indicatore scelto è spurio. 2) A parità di altre condizioni, un comune ben amministrato attrae cittadini. In montagna ci sono centinaia di comuni che amministrano le loro finanze (sempre minori) in maniera efficiente, ma per altri motivi non legati alla giunta, i poli produttivi si trasferiscono "a valle" e per chi vuole lavorare non rimane che emigrare e spopolare i comuni montuosi. Anche questo indicatore quindi pare fuorviante. Infine: lo sapete quanto guadagna un consigliere comunale in un comune con meno di 10 mila abitanti? Un gettone di 10-20 euro per una decina di consigli. Conosco assessori da 200 euro al mese. Dove sarebbero i risparmi? Fare i consiglieri comunali è oramai volontariato civico, oltre che il primo canale per il ricambio della classe politica. Per risparmiare guardate altrove (lauti stipendi, buonuscite e pensioni di consiglieri regionali, riduzione dei parlamentari e delle loro prebende).

  12. Claudio Rispondi

    Sapete quando spende per i Consiglieri Comunali un piccolo Comune di 1.500 abitanti? €. 2.000 Irap compresa. D'accordo riduciamo pure i Consiglieri e Assessori, ma l'esempio dal vertice (Parlamento) non arriva? E gli Enti inutili li teniamo? E le Province, così inutili e costose? E le spese folli delle Regioni? E.......l'elenco sarebbe infinito... fermiamo le formiche e lasciamo che gli elefanti ci calpestino?

  13. marisa abbondanzieri Rispondi

    Vi leggo sistematicamente e mi dispiace constatare che anche tra voi, il conformismo ha preso piede! Mi riferisco a come avete trattato la questione della riduzione del numero dei consiglieri a prescindere dal numero dei Comuni italiani fino a 5.000 abitanti, oltre 5.000, oltre 10.000. Si tratta di numeri piccoli (quello dei consiglieri per ogni singolo comune), dove le moltiplicazioni portano a risultati alti di "poltrone" tagliate (tutta e solo propaganda), quando un consigliere comunale è democrazia, solo democrazia dal costo di meno di 100 euro all'anno almeno per i comuni fino a 10.000 abitanti. Fareste prima a dire, via i consiglieri, via i Sindaci, via gli assesori, via i Comuni, via i cittadini dei Comuni piccoli, arriva un funzionario del Ministero dell'interno, o un poliziotto e..... scordatevi le comunità locali, i servizi ecc. Voi de lavoce.it, avreste abbastanza strumenti per essere più seri di Calderoli e tanti giornalisti da strapazzo. Purtroppo questi indicatori, che non si vogliono leggere per quel che sono, hanno convinto molti, compresi voi, e ciò significa che potranno dire avevamo ragione. Ne basta uno, uno solo!