logo


  1. Walter Codeluppi Rispondi

    Il corruttore ci tenta sempre, ma è il corrotto che pecca.

  2. mlv Rispondi

    Dalla lettura dei dati della tabella (politici/amm.pubb.) si evince il tutto. La percezione è giusta. Adesso non rimane altro che approfondire l'indagine su queste due categorie per vedere se ci sono dati in comune (se si trovano dei minimi comuni denominatori) per evitare altri errori per il futuro. Da cittadino che avrebbe votato come è stato fatto, ritengo che ce ne sono tanti di fattori comuni basta saperli cogliere. Ad ogni modo è sconsolante vedere che i cittadini hanno l'esatta percezione di chi sono e cosa fanno i corrotti e scoprire che sono da una parte coloro che legiferano e dall'altra coloro che controllano (o dovrebbero) a vario titolo che le leggi siano rispettate. In questa situazione come si può chiedere ai cittadini il rispetto delle regole!? Sembra una farsa. Sarebbe interessante vedere la differenza con altri paesi, sono sicuro che i tedeschi e i francesi non pensano come noi che i maggiori corrotti nel loro paese sono i LORO politici e i LORO dipendenti pubblici. LORO, maiuscolo, per sottolineare la suddittanza che dovrebbero avere queste categorie verso i cittadini, sovrani.

  3. Enrico Bisogno Rispondi

    E' fondamentale poter conoscere la corruzione per poterla prevenire e combattere, ed il dato statistico puó dare un contributo fondamentale in questo sforzo. L'autore giustamente afferma che i dati sulle denunce sono cosa del tutto diversa da una misura del fenomeno corruzione. Tra l'altro, l'analisi effettuata dalla Corte dei Conti è di una superficialitá disarmante: si riporta un aumento di oltre il 200% in riferimento a dati di entitá modesta e restringendo l'analisi solo a 2 anni. Non concordo invece con l'autore quando propone di usare la percezione pubblica come indicatore della corruzione. Anche in questo caso, misuriamo qualcosa di diverso dal fenomeno corruzione. La percezione pubblica di un fenomeno è infatti molto condizionata dalla mediatizzazione dello stesso. L'Eurobarometer da alcuni anni cerca di misurare l'esperienza della popolazione in tema di corruzione (richieste di bustarelle da parte di pubblici ufficiali): i dati per l'Italia non sono incoraggianti, sempre più alti rispetto alla media UE, anche se con un trend oscillante: 14% nel 2006, 10% nel 2008 e 17% nel 2009. Qui si misura solo la piccola corruzione amministrativa, ma è un dato di partenza.

  4. Maurizio Rispondi

    Credo che, ormai da troppi anni, la classe politica sia inadeguata a governare il nostro paese: interessi personali troppo forti, mancanza di ricambio dei politici, avidità, ma anche mancanza di reazione da parte della gente, apatia. Credo che noi ci siamo abituati "al peggio non c'è mai fine", si denuncia ancora troppo poco, si ha paura del politico, delle forze dell'ordine, dell'amministrazione pubblica, come se fossero tutte al di là di una parete di vetro. Certo cambiare non è facile, ma i cittadini devono dare, nella vita di tutti i giorni, un esempio di come vogliono vivere, denunciando, reagendo, partendo dalle cose che possono sembrare piccole, ma che insieme ne formano di grandi. Voglio vedere come finisce questo famoso inasprimento delle pene sulla corruzione; per ora quello che ho letto sui giornali, mi pare veramente ridicolo. Giustamente non "caricano troppo" se no di politici ne rimarrebero veramente pochi!

  5. Elio Gullo Rispondi

    Concordo sulla necessità di misurare il fenomeno, Senza tale passo, la determinazione di eventuali misure di contrasto sarebbe forse vana. La proposta, però, mi pare inidonea. L'approccio prevalente di tipo giuridico-formale (anche da parte della Corte dei conti) temo non sarebbe in grado di individuare, dall'approfondito esame di un contratto stipulato da un ente pubblico, quasi nulla di strano. Tranne i casi di corruzione "eclatanti", lo scambio di denaro/servizi tra corruttore e corrotto non lascia traccia visibile in nessun documento od atto. Si consideri inoltre che una serie di società collegate potrebbe rendere non evidente il fatto che alcuni appalti vengono sistematicamente assegnati allo stesso soggetto. In prima battuta si potrebbe: 1. esaminare l'andamento dei contratti assegnati da una PA; 2. confrontare tale andamento con quello di PA equivalenti (comuni, asl, etc); 3. analizzare gli elementi critici: tipo di procedura utilizzato, ribassi sulla base d'asta, valore di contratti simili in diverse aree territoriali, tempi di liquidazione delle fatture etc. Non è granchè (solo una mappa di rischio): il vero nodo è la selezione e la carriera del personale addetto.

  6. bellavita Rispondi
    Il prwsidente del Brasile, però, non risulta accertato giudiziariamente come corruttore di giudici e di testimoni. Il primo ministro italiano si, e gli italiani lo votano con immutato entusiasmo, senza essere costretti da nessuno...
  7. Giuseppe Esposito Rispondi

    Finalmente! Era ora che, anziché profondersi in sproloqui moralistici, o discettare su improbabili ricette, qualcuno ponesse in evidenza il problema della misurazione; perché è fondamentale passare da illazioni vaghe a situazioni precise, sulle quali pianificare gli interventi e valutarne, a valle, l’efficacia. Tanto che vorrei proporre di estendere il concetto anche ad un’altra realtà affine, di cui molto si parla benché manchino dati quantitativi: la “concorsopoli” universitaria. Sarebbe utile riesaminare un campione di concorsi e confrontare la produzione scientifica di vincitori ed esclusi (anche, e soprattutto, quella posteriore al concorso). Così almeno avremmo una misura concreta di quantità ed ampiezza degli “errori di valutazione” e si potrebbe ragionare seriamente.

  8. Franco CONTABILE Rispondi

    Secondo l'art.103 2° co. della Costituzione la giurisdizione della Corte dei Conti si esercita nelle " materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge". Appare pertanto alquanto inquietante il disaccordo tra le cifre dei due enti, così come rappresentato nel l'articolo di Nicola Persico perché - almeno per quanto riguarda la corruzione non attinente a materie di contabilità pubblica-le denuncie per corruzione dovrebbero caso mai addizionarsi e non contrapporsi a quelle registrate dalla Corte dei Conti, evidenziando così un quadro generale molto più ampio di quello rappresentato dalla stessa Corte. Un segnale veramente preoccupante, questo, per la correttezza e l'affidabilità dell'intero Paese. Sarebbe necessario un approfondimento della questione con raffronti tra dati e situazioni omogenee. Grazie,

  9. hominibus Rispondi

    L'uomo è corruttibile ogni volta che il rischio è minimo e grande il vantaggio da realizzare. Il rischio non si misura solo con le sanzioni ma anche con il grado di eludibilità dei controlli. Un provvedimento di efficacia generalizzata è costituito dalla riduzione di attrazione della ricchezza accumulata indebitamente mediante la corretta imposizione fiscale sul patrimonio, mobile ed immobile, comunque acquisito, che nell'attuale legislazione addirittura viene premiato rispetto al reddito. Un fisco patrimoniale, difficile da eludere, non risolve interamente il problema, però elimina l'ulteriore vantaggio che si realizza incrementando la ricchezza con tangenti, mazzette esentasse o redditi gonfiati.

  10. ugo Rispondi

    Nessuno dubita che la corruzione interessa il ceto politico e la P.A.. Nè sussistono dubbi sulle cause genetiche: meccanismi elettorali e di reclutamento del "personale politico"; giungla delle norme procedurali amministrative; invasione della politica in qualsiasi ganglio della società e della economia. Rimedi concreti: ripristino del confine tra la sfera degli interessi pubblici e quella degli interessi privati attraverso il parametro della fonte del "capitale di finanziamento" dei soggetti e degli organi: se il capitale della società per è pubblico, l'ente è pubblico. Per l'ente pubblico ritorno al rigoroso principio di esclusività delle prestazioni (TU impiegati dello Stato); conseguentemente: anagrafe patrimoniale (mobiliare, immobiliare e finanziaria) pubblicata su internet di tutti i dipendenti pubblici - come sopra definiti, e dei politici, nonché dei rispettivi familiari - con riscontro automatico delle variariazioni annuali dei patrimoni in corso di carriera e automatica evidenza di quelle abnormi - con procedimento ispettivo basato su inversione dell'onere della prova per il "discarico da responsabilità" (una sorta di "giudizio di conto" universale).... E' follia?

  11. Paolo Quattrone Rispondi

    Mah, piuttosto che occuparmi di come misurare bene il livello di corruzione (il che vorrebbe anche dire definirla per bene), cosa evidente agli occhi di tutti fin da quando si iscrivono i bambini agli asili pubblici, mi occuperei di pensare come educare la gente a non essere corrotta. Paradossalmente, gli incentivi economici (una scorciatoia educativa) potrebbero facilitarla, se tutto e' denaro, allora qualsiasi denaro va bene. Saviano docet. Ah, a proposito, "dato", viene dal latino "datum", che vuol dire anche "attribuito dall'osservatore", non solo "given"...quindi misuare forse non e' il piu' importante dei problemi, se non per capire cosa si guadagna e cosa invece si perde con la definizione del dato corruzione.