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UNA PRECISAZIONE DI MINIMETRÒ SPA E LA REPLICA DEGLI AUTORI

Confrontare il servizio erogato da Minimetrò e un generico trasporto pubblico locale (Tpl) su gomma, come si fa nell’articolo Nuove metropolitane, vecchi abbagli, appare fortemente improprio. Infatti i due sistemi di trasporto hanno caratteristiche tecniche profondamente diverse.
Minimetrò è un rapidissimo sistema di trasporto di massa, dove non sono i chilometri che esprimono la qualità e l’utilità del servizio quanto – piuttosto – la velocità, l’alta disponibilità del servizio, il comfort di viaggio, la certezza della puntualità offerta. Pertanto il Minimetrò è un vettore di qualità superiore al trasporto su gomma, incluso (cosa non da poco…) l’impatto ambientale zero che garantisce ai polmoni dei Perugini e dei tanti turisti.
Beria e Ramella si sbagliano: Minimetrò Spa non percepisce un classico canone per il servizio reso e per l’investimento effettuato, bensì un corrispettivo annuo per una prestazione monitorata; che, tra l’altro, non è di 10 milioni di euro ma di 9 milioni e 100 mila euro, fatto che determina un corrispettivo “a viaggio” di circa 3 euro e non di 3,30.
A Perugia, dove già vige un regime di comunità tariffaria grazie al biglietto unico per bus, ferrovia e Minimetrò, le azioni messe in campo dall’Amministrazione comunale non possono essere considerate “forzature degli  interscambi” – come erroneamente riportato nel citato articolo –  bensì logiche attività per armonizzare le operatività trasportistiche locali.
Il Piano urbano della mobilità (Pum), dato già per cristallizzato da Beria e Ramella, non deve invece ritenersi concluso, essendo in corso la fase della sua prevista ottimizzazione a 2 anni dall’entrata in esercizio del sistema.

Beria e Ramella scrivono che il Minimetrò e il bus hanno la stessa capacità di trasporto. Falso: data la maggior frequenza di passaggio delle vetture, la capacità del servizio del Minimetrò è nettamente superiore all’autobus. Nell’area urbana di Perugia, la capacità trasportistica di Minimetrò è di circa 8 volte superiore a quella di un bus; ne discende che il corrispettivo per posto-km del Minimetrò, reso “a forza” omogeneo al bus solo ai fini di confronto con i dati pubblicati da Beria e Ramella, sarebbe pari a circa 13 centesimi di euro (€ 9.100.000/validazioni 3.000.000/3Km/8) e non di un 1 euro, come invece riportato.
Anche il paragone fra Perugia e la città di Torino è approssimativo: rispetto alla popolazione di Torino, il numero degli utenti del Minimetrò di Perugia risulta superiore di ben il 20%.
Infine va ricordato che requisiti non secondari di un servizio pubblico sono l’affidabilità del sistema (per Minimetrò: 99,59%) e la soddisfazione dell’utente (per Minimetrò, dalla rilevazioni semestrali dell’Istituto Piepoli: 97%). E che l’indice di efficienza – ex legge 422/97 – è superiore al 35%, sin dal primo esercizio.

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Paolo Giovannelli Ufficio stampa Minimetrò Spa

Rispondiamo solo ad alcuni punti, per brevità ed invitiamo la società a rendere disponibile, se esiste, un’analisi costi/benefici dell’opera e le stime dell’utenza in fase di progetto.

1)      Il Minimetrò consente una riduzione dei tempi di trasporto solo per coloro che effettuano spostamenti con origine / destinazione nelle aree limitrofe  alla linea; per gli altri passeggeri, cioè 29 milioni su 30 (fonte: Bilancio AMP 2008 Esercizi, pag. 55), la realizzazione del sistema è indifferente o ha imposto un cambio di mezzo.
2)      Il costo per passeggero trasportato è di gran lunga superiore a quello che si sarebbe registrato con un servizio su gomma che avrebbe consentito di soddisfare la stessa domanda (ovviamente non con un’unica linea, ma sulle varie direttrici in funzione della loro origine). In tutto il mondo i sistemi di massa su rotaia vengono utilizzati in primo luogo per servire capacità incompatibili con gli autobus (almeno 15-20000 viaggi/giorno), dato il loro maggior costo.  Scelte di tipo diverso sono a nostro parere prive di razionalità economica. La cifra di 9 milioni di soldi pubblici all’anno (da confrontarsi con 22 per tutto il resto della rete AMP) per servire, pur con grande qualità, una quota inferiore al 10% della domanda dell’azienda è una cifra che fa quantomeno riflettere.
3)      Considerato che la riduzione della mobilità privata a Perugia a seguito della realizzazione del Minimetrò appare assai modesta (si può stimare intorno ai 2500 viaggi al giorno) così come lo sono gli effetti in termini di riduzione della congestione e dell’inquinamento, appare assai dubbio che l’incremento di spesa per il trasporto pubblico dovuto al Minimetrò sia giustificato.

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Paolo Beria e Francesco Ramella

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A PIL-LINO CHE NON CRESCE

  1. bellavita

    Perugia è anche una città turistica e il fatto di far scomparire una parte rilevante del trasporto pubblico sottoterra ne aumenta la fruibilità. E’ un po’ difficile dare un valore economico a questo vantaggio, ma certo giustifica un contributo ad hoc. Come non sarebbe male far sparire sottoterra, a Siena, il collegamento tra Stazione ferroviaria, stazione degli autobus, parcheggio degli autobus tirustici e Piazza del Campo. O qualcosa di simile a Assisi e Pompei. Non dimentichiamo che traffico in superfice vuole anche dire inquinamento. Se poi i nostri ing. ferroviari riescono a esportare le loro competenze nelle città d’arte europee, tanto meglio.

  2. leanderfag

    Abito a Perugia e da quando funziona ho utilizzato il minimetro una sola volta. Il sistema è molto efficiente ma poco giustificato, in termini di costi, per il carico di utenza che dispone. Si muove su di una sola linea e copre un solo settore, anche se importante, della città. Sarebbe interessante conoscere un bilancio dei costi e ricavi sino ad oggi maturato. La spesa dell’impianto è stata elevata, quella di gestione e manutenzione non credo riesca a compensare i ricavi di utenza. Insomma un’opera poco giustificata per una città piccola come Perugia.

  3. massimo ciuffini

    Non è confrontabile economicamente bus e Minimetrò (MM). Sono mezzi diversi, con velocità, portate, frequenze diverse. La portata oraria di una linea bus è di 800 pax/h contro i 2500 del MM. Da punto a punto il MM impiega 11 min, il bus 30. Sbagliando, ma volendo fare un confronto economico, si deve includere in entrambi i sistemi i costi dell’infrastruttura: le strade di PG sono strette ed in salita e corsie riservate per i bus (condizione necessaria per garantire prestazioni vicine al MM) potrebbero essere realizzate mettendo a soqquadro la città. Gli autori, non considerando questi costi, non li hanno imputati al costo per pax km bus, falsando il confronto. Attualmente il MM si dimostra l’unico sistema di trasporto in comune in grado di fare concorrenza all’auto nelle piccole città: chi lo prende oggi, lo fa per libera scelta, perché è + veloce,+economico+piacevole+ sicuro dell’auto. Il bus non ha queste caratteristiche. E’ utilizzato solo da chi non ha un mezzo proprio o non lo sa guidare. L’alternativa a spendere molti soldi pubblici effettivamente esiste: andiamo tutti in auto o con lo scooter. In fondo è quello che accade oggi, evidentemente a agli autori sta bene così.

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