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  1. Luciano Galbiati Rispondi

    Milioni di italiani approvano le caustiche osservazioni mosse dal ministro Tremonti agli economisti. La scarsa (o nulla) capacità di previsione è motivo di tanta perplessità. Mentre fragorosi segnali d'allarme annunciavano la crisi (il fallimento Northern Rock ad esempio) gli economisti si arrovellavano con il problema della micro-regolazione dei mercati. Questioni minute o irrilevanti quali la deregulation dei panifici,il numero dei taxi o l'apertura pomeridiana dei parrucchieri hanno monopolizzato tutte le risorse intellettuali. Questa è l'inevitabile deriva speculativa che caratterizza il dogma iper-liberista e il consumerismo intransigente-il tremontiano "mercatismo"-. In una battuta:i nostri scienziati studiando l'albero si sono persi nella foresta. Ancora si avverte l'eco mediatico generato dall'infinita discussione seguita al decreto Bersani (pura aggressione a danno delle categorie coinvolte) o del "tifo calcistico"a supporto della tanto citata,quanto inutile,commissione Attali. La crisi minaccia tante imprese e costringe tanti lavoratori a gesti estremi di lotta sindacale.Tale contesto rende difficile non percepire gli economisti come élite lontana ed autoreferenziale.

  2. Luigi Zoppoli Rispondi

    Se fosse solo il calcio ad essere lacunoso nel patrimonio culturale dell'insigne ministro, ci sarebbe da brindare. Da quello che ha scritto e da quello che dice in collegamento diretto 3 volte al giorno come una pillola, si capisce bene che non è così. Purtroppo. E peggio di lui sono i passanti che ieri sera a ballarò ciarlavano facezie spacciandole per discorsi di economia. Neppure da bar. E per giunta di una maleducazione verso Boeri davvero ignobile.

  3. pietro rende Rispondi

    Il Ministro Tremonti ha giudicato "incostituzionale" l'emendamento del Senato perchè i compensi dei manager finanziari non siano superiori a quelli dei parlamentari, poi ha aggiunto che il Parlamento non è la sede idonea per riformare le Regole del sistema bancario, diversamente da quanto praticato in USA, UK, Francia. Un atteggiamento "protettivo" che contrasta i rimproveri alle restrizioni creditizie alla pari della sig.a Marcegaglia e di altri de-regolatori che mal sopportano le perequazioni sociali che ogni Parlamento ha il dovere di perseguire, sulla base dei dati pubblicati da J.Hill della London School of Economics in "Anatomia della disuguaglianza", ossia di un divario dei redditi da uno a cento. Dopo avere "sparato" sull'invadenza della politica e sulle indennità parlamentari, la "casta" manageriale si protegge ora attraverso i giornali di comproprietà bancaria e le compiacenti dichiarazioni "protettive" di tipo elitistico-meritocratico, autoreferente, sottopatrimonializzato....