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  1. CP Rispondi

    Ciò che spetta a Gavio (pace all'anima sua) da sempre spetta anche a Benetton e viceversa. Ma ha ragione il lettore che dice che è impossibile che i piani siano secretati e invece dall'articolo sembrerebbe di capire che ne hanno negato l'accesso anche ai parlamentari. Evidentemente i nostri parlamentari sono un po' sprovveduti se si fanno mettere i piedi in testa in questo modo (ma del resto l'attuale presidente dell'Anas è stato confermato da Berlusconi dopo essere stato nominato da Prodi e Di Pietro prendendolo dalla Stretto di Messina dove lo aveva nominato Berlusconi che lo aveva preso dall'IRI dove lo aveva allevato Prodi). Per accedere agli atti e fare una battaglia di civilità per il nostro paese propongo questo: laVoce faccia una richiesta formale di accesso agli atti (ai sensi della legge 241/90) all'Anas e alla Segreteria del Cipe. Se non ha risposta in 30 giorni, termine di legge, impugni innanzi al Tar il silenzio rifiuto. Tra Tar e Consiglio di Stato forse la risposta giusta verrà in mente a qualcuno. Non c'è altra strada.

  2. gianmario nava Rispondi

    Che l'autore non abbia avuto accesso ai documenti è un conto ma che siano "secretati" è impossibile ma a chi ha chiesto? si tratta di una concessione pubblica e i termini di concessione e tariffa devono essere pubblici la cosa grave è quella che è stata fatta nel modo più pubblico possibile (e meno trasparente) ovvero la proroga delle concessioni ope legis....

  3. Francesco Rispondi

    Ottimo articolo, ancora una volta. Vorrei invitare l'autore (in realtà è una mai richiesta di aiuto) a pubblicare gli aumenti tariffari degli ultimi 3-4 anni: ogni capodanno, puntualmente, vengono infatti "aggiornate" le tariffe autostradali, con i conseguenti strascichi polemici (giustificativi, ovviamente). Ho iniziato questa mia personale ricerca, ma con qualche difficioltà ammetto... Questa vera e propria escalation, aiuterebbe tutti noi a rendrecene conto davvero, senza alcuna polemica (superflua).

  4. Hans Suter Rispondi

    Non sono un esperto del ramo ma un cliente frequente della ToMi. Tre corsie c'erano sempre, anche se molto strette (non a norma, immagino), ma mancava la corsia di emergenza; penso anche che le entrate/uscite non erano a norma (si entrava quasi da fermo, fatto che è costato la vita a qualcuno). I "miglioramenti" ne hanno fatto un autostrada vera. In queste circostanze diventa difficile valutare il "giusto" rendimento che comunque non dovrebbe superare quello dei Bot visto il rischio che il gestore corre. Se poi gestore e prenditore dell'appalto per i lavori sono la stessa entità... Mi viene da ridere, mi fermo qua.

  5. Matteo Rispondi
    Una possibile soluzione a questo problema, può essere la creazione di un' authority indipendente dei trasporti che miri ad accertare investimenti e qualità dei servizi offerti.
  6. f.zadra Rispondi
    Il costo del pedaggio sull' autostrada in riferimento è quasi raddoppiato nel giro di due-tre anni. La gestione delle autostrade è veramente un buon business! Succederà la stessa cosa per i servizi idrici quando saranno privatizzati?
  7. amadeus Rispondi

    Per chi ha percorso l'autostrada TO-MI una cosa che è balzata all'occhio è che in diversi tratti i lavori sono stati rifatti a distanza di poco tempo, segno evidente che vi sono stati problemi di progettazione/esecuzione. Sembra che a pagare dovranno essere gli utenti. Un altra "anomalia" è rappresentata dai nuovi caselli: laddove l'autostrada corre parallela con la TAV i caselli si trovano da un lato soltanto. Questo ha richiesto la costruzione di costosissimi (immagino) collegamenti sopraelevati. Chi deve sostenere il costo di questi lavori addizionali? Il concessionario, che poi li scarica sugli utenti o la TAV? Nel secondo caso vengono ugualmente conteggiati tra gli investimenti su cui calcolare l'incremento tariffario?

  8. Ale S Rispondi

    Aggiungo all'approfondita analisi dell'Autore un ulteriore considerazione: parte dei lavori di ammodernamento effettuati sulla To-Mi (realizzazione nuove uscite e relative rampe di accesso) sono stati realizzati quali opere complementari all'Alta Velocità ferroviaria. A pensar male non è che questi aumenti tariffari vanno a finanziare opere già pagate da terzi?

  9. Alfredo Ardia Rispondi

    Queste cose indignano. Ma malgrado le denunce e l'indignazione, non cambiano. Arroganza e disprezzo nei confronti dei cittadini sembrano essere gli aspetti fondamentali del comportamento di chi rappresenta il pubblico. Cosa possiamo fare?