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  1. Fabrizio Bercelli Rispondi

    Caro Marotta, purtroppo nè io nè altri genitori siamo riusciti a capire concretamente: - se, a quali condizioni, in che misura e con che probabilità il contributo 'volontario' dei genitori avrebbe una destinazione diversa da quella per cui i genitori hanno offerto il contributo stesso, a seguito del recente intervento ministeriale; - se i genitori possano lecitamente astenersi da tale contributo - quali conseguenze avrebbe per la scuola il mancato versamento o la riduzione di tale contributo. Sul forum Genitori e figli del Corriere della Sera vi è stata una discussione al riguardo (che può rintracciare cercando i contributi di 'ora nonno' e 'uli63', mediante la funzione Cerca) e scorrendola vedrà che il suo articolo è più volte menzionato, ma ritenuto di non facile comprensione. Speriamo dunque in un chiarimento utile per i genitori interessati. Spero in un chiarimento.

  2. fernanda toffolon Rispondi

    Sono un'insegnante di scuola primaria, credo anch'io che i genitori andrebbero informati sulla situazione della scuola che sta ulteriormente peggiorando, anche a seguito di questa nota sul bilancio 2010 con prospettive di vincoli, decurtazioni e incertezze. Questa sarebbe la risposta al taglio degli organici (giustificato con la promessa di maggiori fondi in cambio). Bella falsità! L'informazione, però, la fanno solo pochi dirigenti scolastici coraggiosi, e gruppi di insegnanti uniti e convinti, tutti tacciati di fare politica. Il sindacato si è diviso da un anno. I mass-media non ne parlano. Nella realtà di tutti i giorni si continua a tamponare situazioni su situazioni, noi insegnanti siamo stati educati a trovare continue soluzioni ai problemi di gestione anche se non sono nostri, io penso però che tutto ciò non potrà reggere a lungo, assisteremo ad un arretramento spaventoso della scuola pubblica con gravi conseguenze per il futuro del nostro paese.

  3. Giampaolo Sbarra Rispondi

    Ritengo giusto il coinvolgimento economico delle famiglie nel miglioramento della qualità del servizo offerto dalle istituzioni scolastiche, se non altro per una maggiore responsabilizzazione. E premetto che sono d'accordo con il taglio degli sprechi (a partire dal personale sottoutilizzato). Ma i risparmi devono essere reinvestiti nella scuola, e oggi ciò non avviene. Relativamente al taglio dei trasferimenti dal governo alle scuole, poiché il governo immagina che le scuole autonome possano arrangiarsi con il contributo volontario delle famiglie (e molte scuole pensano già di aumentarlo) credo che dovrebbe nascere un movimento nazionale per boicottare il versamento del contributo volontario. Infatti, io ritengo che le famiglie abbiano diritto al servizio scolastico di base in virtù delle tasse pagate. Se per avere il servizio di base le famiglie devono contribuire ulteriormente, allora questa diventa una tassa, non un contributo volontario, e come tale deve essere progressiva, e perciò deve essere il governo ad aumentare le tasse, con un provvedimento trasparente. Ma c'è un sindacato che si farà carico di un'iniziativa simile, o i sindacati sono interessati solo alle assunzioni?