logo


  1. Marco Tartaggia Rispondi

    Certo Panunzi, e la diagnosi del problema è di facile analisi. Prendiamo calciopoli ad esempio, una super bomba che poi ha avuto l'effetto di un petardo. Tutti indagati ma colpevole solo una squadra. E la colpa? Chi se non di questa FIGC assurda! Carraro e Abete responsabili del calcio che fallisce e loro nemmeno sfiorati dalle indagini, come può essere? E' che con calciopoli ci hanno preso in giro. I soliti giochi di potere fra quattro manager incapaci che giocano sulle fedi e nei portafogli dei tifosi! Risultato: Carraro rappresenta Roma, Capitalia e le banche (vedesi salvataggio Lazio), Moratti e Berlusconi l'imprenditoria milanese, e queste forme di potere gestiscono un bussiness miliardario dove alla fine a pagare siamo sempre noi. Le politiche di scelta in questi deccenni passati, come stadi costruiti con non so quali parametri, regole inesistenti nella gestione delle società, e un calcio sprecone al limite della sopportazione. Non è che viene da chiedersi che forse forse Moggi era l'unico che rappresentasse quella classe dirigente priva di potere forte? Moggi è colui che ha creato Lippi e il suo staff, Cannavaro, Zambrotta, Del Piero, Camoranesi e Buffon.

  2. Disperato Rispondi

    Ha ovviamente ragione da vendere Prof. Panunzi, il problema del calcio italiano è in sedicesimo lo stesso della società economica italiana: facciamo i capitalisti senza capitali. Peggio, nel calcio abbiamo dovuto importare per questioni di sopravvivenza il modello anglosassone, basato sui più tradizionali meccanismi dello show-biz (magagne comprese, si vedano i conti del Manchester U), peccato che essendo noi senza una classe dirigente decente (e nel nel calcio più che mai...) abbiamo fatto un altro record: le imprese senza imprenditori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: campionati senza senso (la Serie B interminabile con 22 squadre), stadi indecenti e di conseguenza vuoti, calendari stilati secondo il moderno criterio di business della famigghia ("natale con i tuoi"), società con bilanci falsi ecc.. bravi, avanti così.