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  1. pietro gussio Rispondi

    Vorrei soffermarmi sulla valutazione di progetti relativi a ricerca. Chi in Italia (e non solo) valuta le imprese? Le banche. Bene, perchè non demandare alle banche la valutazione di progetti. Le banche non sono attrezzate? Bene, perchè lo Stato non le aiuta a creare quel 'department' attualmente mancante. Le banche ne beneficierebbero imparando un nuovo lavoro. Giovani laureati, magari in materie scientifiche, potrebbero trovare lavoro in banca e finalmente avremmo anche in Italia qualcuno in grado di valutare non solo finanziariamente le imprese.

  2. Roberto Camporesi Rispondi

    Visto che è difficile eliminare l'IRAP e/o ridurre significativamente le tasse per tutti, può essere molto interessante l'utilizzo della leva fiscale per sostenere quelli che si ritengono poter essere i comportamenti virtuosi delle imprese. Credo che ci si possa applicare in diverse direzioni: visto che quasi tutte le nostre aziende sono sotto-capitalizzate ed escono male da una valutazione con i criteri di Basilea2, perchè non detassare gli utili re-investiti per sostenere un processo di capitalizzazione delle imprese? Altro strumento può essere quello del credito di imposta sulla R&S e per sostenere i processi di innnovazione aziendali; l'idea elaborata ai tempi di Bersani/Prodi è stata poi ridimensionata negli stanziamenti e ridotta ad una lotteria con il click day senza che il mondo delle imprese abbia protestato significativamente. In relazione a quello che c'è da fare per uscire dalla crisi, ho verificato che uno strumento di questo tipo può essere di aiuto. Ben venga la valutazione degli effetti, ma mi pare che non ci sia stato il tempo di una attuazione compiuta; annoto che questo specifico tema va accompagnato da un forte sostegno culturale al come produrre innovazione.