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  1. Roberto A Rispondi

    Invece di entrare nelle polemiche, perché l'esimio studioso non ci fa una vera analisi del perché del malfunzionamento della giustizia italiana e del come mai ci sono uffici giudiziari che funzionano e sono organizzati bene e altri invece no...non credo che tutta la colpa sia della politica, ma anche di molti magistrati che non hanno capacità organizzative. Se non sbaglio, questo governo proponeva l'ìsitituzione negli uffici giudiziari di figure competenti, manager in organizzazione per migliorare l'efficienza. Forse non sarebbe una cattiva idea, ma ho come la sensazione che la casta autoreferenziale dei magistrati, non riconscendo mai le proprie debolezze, non ne sarebbe favorevole...

  2. Flavio Rispondi
    Domando, e vorrei una risposta: chi ha fatto la Legge del 2007? Ma possibile che allora non ci sia stata una protesta?
    • La redazione Rispondi

      La legge del 2007, modificativa dell'ordinamento giudiziario, voluta dal ministro della giustizia dell'epoca Mastella, fu approvata con voto unanime da maggioranza e opposizione. La magistratura non si dimostrò aprioristivamente contraria, ma poi, di fronte alle sopravvenute difficoltà, si è impegnata a proporre all'attuale governo alcuni correttivi e deroghe, che non hanno tuttavia avuto seguito, determinandosi così il blocco della situazione di criticità delle procure del sud

  3. un siciliano Rispondi

    Certamente la difesa della legalità non rientra tra le immediate priorità del governo Berlusconi, certamente la risposta del ministro Alfano risulta stonata sia rispetto alla sua carica istituzionale che alle reali esigenze della Procura di Enna. Tuttavia in Sicilia, in generale, investire “quantità di risorse” non si traduce direttamente in benefici per il cittadino comune. A titolo di esempio vorrei ricordare che l’enorme numero di dipendenti della Regione Sicilia (rispetto a regioni di pari popolazione), i cui stipendi gravano per circa il 90% sul bilancio regionale, non riesce ad assicurare un servizio al cittadino degno di questo nome. Da contribuente siciliano, dunque, il pensiero di aumentare le risorse per le inefficaci e sprecone istituzioni dello Stato nella mia regione non mi rallegra affatto.

  4. Oscar Rispondi

    Purtroppo da un Ministro come Alfano "sicialiano che ha a cuore la sua terra" cosa potete aspettarvi? Saluti.

  5. Luigi Calabrone Rispondi

    Le conclusioni del prof. Persico sono distanti anni luce dai veri problemi del servizio giudiziario italiano. Quantità di magistrati, stipendi degli stessi e spese pro capite per cittadino italiano sono paragonabili, se non superiori, a quelle di Germania, Francia e Gran Bretagna. Da decenni esiste un enorme spreco, in termini soprattutto organizzativi - come ben sanno coloro che hanno avuto la sorte di frequentare le sedi giudiziarie di tutta Italia. Personale eccedente dove non serve e viceversa, attrezzature inadeguate, nessun controllo sulle prestazioni, promozioni per anzianità e per motivi politico-sindacali, ecc., nessuna considerazione (a parte il Tribunale di Bolzano) del rapporto tra operato dei singoli, costi e risultati. Questo disordine anarchico è stato finora funzionale al sistema ed ha contribuito ad accrescere il potere di alcuni singoli politicizzati. La cogestione organizzativa tra Ministero della Giustizia e Consiglio superiore della Magistratura ha sempre avuto effetti disastrosi, come rilevava anche un testimone credibile come il Prof. Vassalli. Non un euro in più, ma riallocazione delle risorse attuali e controllo dei risultati!