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  1. Italo Nobile Rispondi

    Si può dire che Samuelson sia quello che ha maggiormente integrato la propria scienza da un lato con il linguaggio formale della matematica, dall'altro con le esigenze della didattica. Quanto a von Hayek credo che sia più un grande filosofo dell'economia (assieme ad un altro grande dimenticato e cioè Gunnar Myrdal) che non un grande economista vero e proprio (della sua parrocchia politico-ideologica varrebbe appunto citare Friedman). Del resto non è stato fatto un bilancio condiviso di alcuni protagonisti dell'economia: Schumpeter, Sraffa, Robinson. Lo stesso Goodwin è pochissimo conosciuto

  2. ELIA Franco Rispondi

    Non mi esprimo, data la mia ignoranza, sulla superiorità dell'uno sull'altro. Anche perché, al di là del pensiero marxiano, non ritrovo, tra i moderni economisti, pensieri liberi non condizionati dal riferimento al modello capitalistico e, molte volte,se non sempre, in appoggio a politiche governative e, quindi, in spregio alla libertà della scienza. A mio parere questa caduta della scienza, lungi dall'essere, come fu quella marxiana, un'analisi critica dell'esistente, non apre spazi di pensiero e porta la società su una deriva economicista a scapito dell'umanesimo e del progresso umano. Un esempio viene dall'attuale disintegrazione degli agglomerati umani nazionali sotto la spinta di esigenze accorpative privatistiche internazionali, rispondenti cioè a logiche di accumulo ancorate al profitto e a bisogni indotti. In Italia non trovo economicisti che prendano in conto l'affermazione costituzionale del fondamento della Repubblica. Eppure quella è una perentoria direzione economica. Uno stato che si regge sul lavoro ne deve studiare le strutture e le capacità di risposta ai bisogni con ogni indicazione e correzione necessaria. Mi date una mano al lavoro di studio?

  3. cinianto Rispondi
    Mi piace ricordare questo. Quando fu instituito per la prima volta il premio Nobel per l'economia questo fù assegnato a P. Samuelson. Solo sul suo libro ho compreso i meccanismi econimici che si interfaciano con la vita degli individui. Antonello Cini
  4. Giuseppe Rispondi

    Ottimo articolo in ricordo di un grande uomo e un grande economista. Con un solo difetto:accostarlo a Keynes, l'economista più sopravvalutato della storia. Nell'introduzione tedesca alla sua "teoria generale "scrisse: La teoria complessiva della produzione che questo libro si propone di offrire,si adatta assai più facilmente alle condizioni di uno Stato totalitario, di quanto lo sia la teoria della produzione in condizioni di libera concorrenza.Il suo contributo alla soluzione della grande depressione è stato marginale,come il grande Professor Alesina ha avuto modo di spiegare sul Sole24ore. Si è molto arricchito speculando in borsa mentre in America dilagava la miseria, usufruendo della sua posizione privilegiata.

  5. Dan Ferrato Rispondi

    Sì Paul Samuelson è stato un grande riformatore dell'economia. Tuttavia mi sembra di ricordare che fu un consulente del governo Reagan, proprio per il suo modello di economia internazionale. Grande conservatore... Se mi sbaglio o ricordo male, qualcuno mi corregga per favore. Grazie.

    • La redazione Rispondi

      Non mi risulta affatto che Samuelson sia mai stato consulente dell'amministrazione Reagan. Me ne stupirei moltissimo, perché ha criticato in modo serrato e duro molte delle politiche di quell'amministrazione. E' stato invece consulente dell'amministrazione Kennedy.

  6. Tommaso Aquilante Rispondi

    Concordo su tutto, belli anche i ricordi personali ma ha dimenticato che un economista da annoverare tra i più grandi del'900: Milton Friedman (stesso Samuelson lo ha detto in molte circostanze) molto più di Keynes, ma capisco che per un Boston guy (Keynesiano) elogiare un Chicago guy (Friedman è stato l'anti - Keynes) è quasi impossibile.

  7. Fabio Ranchetti Rispondi

    L'articolo di Marco Pagano è bello e informato, e da un'immagine veritiera di un grande protagonista del pensiero economico del secolo scorso. Non me ne voglia, tuttavia, l'amico e collega Marco, se ricordo che ci sono e ci sono stati nel Novecento altri economisti senza dubbio di pari livello. I primi nomi che mi vengono in mente: Hayek, Coase, Friedman e soprattutto Arrow, l'ampiezza dei cui interessi sopravvanza di gran lunga quelli di Samuelson. Meglio astenersi a dare la patente di "massimo" a qualcuno: come si fa a dire che che Adam Smith sia più geniale di François Quesnay, o Marshall di Edgeworth? O, per cambiare campo disciplinare, Heidegger sarebbe meglio di Wittgenstein? Sono domande un po' insensate, che conducono a risposte fuorvianti: qui, meglio che altrove, vale la teoria economica delle preferenze.

    • La redazione Rispondi

      Sono perfettamente d'accordo che Milton Friedman, Kenneth Arrow e Friedrich von Hayek sono tra i massimi economisti del novecento, ma nessuno tra loro ha dato contributi fondamentali in ogni settore dell'economia al pari di Samuelson. Lo stesso Arrow, pur essendo un teorico formidabile, a mio parere non ha avuto l'impressionante capacità di spaziare e di lasciare un segno indelebile in tutti i settori che è stata tipica di Samuelson. La sola ragione per cui mi pare giusto mettere solo Keynes allo stesso livello di Samuelson è che, pur non avendo la stessa versatilità e lo stesso rigore, ha rivoluzionato la prospettiva con cui analizziamo l'economia, come Samuelson e per certi aspetti ancor più di lui. Non mi pare che si possa dire lo stesso di Milton Friedman, al di là di qualunque divisione ideologica.

  8. Riccardo Cecchini Rispondi

    Una domanda semplice semplice: è stato il massimo economista o il massimo divulgatore di economia?

    • La redazione Rispondi

      Anche se Samuelson è stato un grande divulgatore di economia (davvero non saprei se il massimo oppure no), non è certo quello il maggiore dei suoi meriti. La lista e il calibro dei suoi contributi di ricerca, della quale ho provato a dare una lista (certamente incompleta) nel mio articolo dovrebbe bastare a mostrarlo in modo lampante.