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  1. Giuseppe Rispondi

    Per cominciare, perché non chiudere procure come, in Sicilia, Termini I, e, nella stessa provincia di Enna, Nicosia? Ha senso, nel 2010, avere queste piccole sedi di provincia, che non vengono chiuse soltanto perché equivalgono ad incarichi e danno sbocco alle aspirazioni di carriera? Anche l'art. 107 della Costituzione non dovrebbe essere un tabù, potendo essere riscritto consentendo che il trasferimento d'ufficio possa essere d'applicazione, per comprovate ragioni di funzionalità degli uffici. E perché non applicare l'altra - finora ignorata - disposizione costituzionale che prevede l'accesso di avvocati di grande esperienza e prestigio in magistratura, anche a gradi elevati? In Inghilterra e nel Galles, sono proprio i barristers (penalisti) della categoria QC (Queen's Counsel, titolo onorifico di consulente giuridico della Corona) a condurre l'accusa nei processi più importanti, sulla base di un rapporto contrattuale con il CPS (Crown Prosecution Service, che gestisce la pubblica accusa e non appartiene all'ordine giudiziario). E gli stessi QC sono, per legge, tenuti ad esercitare funzioni giudiziarie (giudicanti) per un certo numero di udienze all'anno.

  2. michele Rispondi

    E' impossibile che, dopo un tirocinio di 18 mesi, un giovane sia pronto ad indagare sulla mafia. I giovani escono dall'università impreparati e, oltretutto, mi si dice che all'esito dell'esame per divenire magistrato i migliori scelgono per primi le destinazioni. per questo, nelle procura disagiate, finivano i giovani meno bravi. E' questo un gravissimo e prioritario problema perchè il meridione ha estremo bisogno di legalità. questo Stato non può permettersi che un mafioso vada assolto per un errore dettato dall'inesperienza. E' infine preoccupante che la magistratura si sia opposta al divieto dei giudici ragazzini, non abbia promosso efficaci misure di ricopertura delle sedi in zone calde e l'inerzia del CSM che lascia queste sedi sguarnite

  3. dvd Rispondi

    Ritengo molto giusto che un magistrato di prima nomina non possa ricoprire un ruolo così delicato in procure c.d."calde". Mi meraviglio invece che altri magistrati "anziani" non "corrono" a ricoprire tali incarichi. Ovvio che reputo l'art. della Cost. da ripensare, perchè ritengo che l'apparato pubblico nel suo complesso sia al servizio di tutti i cittadini. Il rifiutare o non farsi avanti, per me è come disobbedire ad un preciso mandato che per altro si è assunto in totale libertà visto che nessuno impone a nessuno di diventare magistrati. Questo mi porta a dire che prima di "catechizzare" chiunque ed oramai da ogni pulpito con diritto anche allo sproloquio birsognerebbe avere prima la decenza di "servire" d'avvero lo stato e i cittadini. L'autore nell'intervento ricorda Livatino, morto forse anche perchè nessun "barone" ha voluto ricoprire il suo ruolo. Proprio Livatino forse andrebbe ricordato per quanto ha detto e scritto (si veda l'intervento al Lions, Caltanisetta) del suo ruolo e di come lui e i suoi colleghi si dovevano comportare nella società per il rispetto del proprio ruolo. Caro Ferrotti, la magistratura si delegittima da sola non ha bisogno di aiuti esterni.

    • La redazione Rispondi

      "La giusta esigenza di evitare ai magistrati di prima nomina le procure disagiate è salvaguardata dal fatto che essi non opererebbero da soli, ma per legge sarebbero coordinati dal capo dell'ufficio. Peraltro vengono da tempo proposti, in diverse sedi, correttivi normativi per temperare con buon senso quel divieto così rigido, quali: la co-assegnazione dei procedimenti più delicati con magistrati esperti o la limitazione iniziale, per quelli di prima nomina, alle sole attività dibattimentali, come consentito ai vice procuratori onorari, nominati senza concorso e con il solo titolo di laurea. Pretendere drasticamente che siano invece i magistrati più anziani a ricoprire volontariamente i posti di sostituto procuratore nelle sedi disagiate, sarebbe un discorso di alto profilo etico, ma difficilmente praticabile. I Livatino, e non solo in magistratura, oggi purtroppo non abbondano".

  4. Mattia Rispondi

    Capisco, ma non condivido le critiche dei commentatori precedenti: nessuno si sogna di esentare i magistrati da colpe e responsabilità per il malfunzionamento della macchina giustizia (correntismo esasperato, spartizione di poltrone, poca efficienza in diversi tribunali, etc) ma se vi sono percentuali di responsabilità, certamente le maggiori non sono le loro. In questi anni, non è stata approvata una, e dico una, legge efficace per abbattere la lentezza dei processi, modificare la geografia delle circoscrizioni giudiziarie, aumentare il personale amministrativo, riportare la prescrizione nel suo alveo naturale e non come scappatella da un possibile giudizio di colpevolezza. La separazione delle carriere non inciderà minimamente sui mali del nostro devastato sistema. Servono misure urgenti nel rispetto della costituzione, e la cancellazione di quella norma assurda sul divieto di esercitare la funzione di pm per i giovani magistrati, e non decreti legge con trasferimenti d'ufficio. Cordialmente, Mattia.

  5. Roberto Rispondi

    "I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso"Quindi dalla lettura di questo articolo si evince che il CSM può spostare i magistrati se ha dei validi motivi e la scopertura di posti non è un valido motivo?Come al solito i magistrati tendono ad essere autoreferenziali e a fare poca autocritica: come mai il sig. Calogero nel suo articolo non ha parlato anche delle colpe dei magistrati?Come mai non dice delle lotte e le spartizioni di posti nelle procure e quindi spesso delle lentezze nelle nomine a causa delle correnti nella magistratura? Perché non ci fa leggere qualche documento di Magistatura Democratica che sono veri e propri documenti politici e parziali che si occupano di cio di cui si deve occupare la politica e non la magistratura? Incarichi extragiudiziali? E come mai in certe procure il lavoro è piuùefficiente che in altre (vedasi Torino e Trento)? Avanzamenti automtici di carriere?

    • La redazione Rispondi

      Il bilanciamento tra il dettato costituzionale della inamovibilità dei magistrati e le concrete esigenze di funzionamento del servizio giustizia può trovare il suo giusto punto di equilibrio in una legge che garantisca il rispetto di principi "obiettivi e predeterminati" nei trasferimenti di ufficio. Il recente decreto governativo va in quella direzione e potrebbe costituire un primo utile banco di prova. Per il resto le colpe dei magistrati esistono e non sono poche. I cronici fenomeni della politicizzazione della magistratura, di divisione interna in correnti, di collaterale lottizzazione nelle nomine degli incarichi direttivi e quello settoriale della inefficienza, minano alla base il sistema, oltre la stessa credibilità dell'Istituzione.

  6. Alberto Ghermandi Rispondi

    Enna ..... leggo su wikipedia che ha 27500 abitanti ..... io abito a Castelfranco nell'Emilia (MO) e con la stessa popolazione non c'è la procura, non c'è la sede della provincia, non c'è la questura, c'è solo il comune, un ufficio distaccato dell'agenzia delle entrate e una caserma dei carabinieri. Che PIL ha Enna ? Come mai a Enna (ma credo in tutto il sud e particolarmente in Sicilia) sono così esosi di risorse pubbliche?

    • La redazione Rispondi

      Il Tribunale di Enna e la relativa Procura servono un bacino di utenza di 10 comuni con una popolazione di 100.000 abitanti, in un territorio di frontiera ad alta densità mafiosa. Il PIL è tra i più bassi di Italia. Ciò agevola l'attecchimento della illegalità ed impone la presenza forte e costante dello Stato. Il ripristino delle condizioni essenziali di sopravvivenza delle procure del sud non richiederebbe necessariamente ulteriori investimenti di risorse, come previsto invece dal recente decreto governativo, con l'elargizione ai magistrati di cospicui benefici economici, per il trasferimento nelle sedi dsagiate.

  7. lucio Rispondi

    A me sembra veramente molto strano che tutti siano responsabili della gravi carenze di organico e dei gravissimi malfunzionamenti della giustizia tranne i magistrati che pure godono di un'ampia autonomia. Se nella maggior parte dei paesi occidentali la giustizia funziona meglio che in Italia sia per la velocità in cui generalmente si arriva a un giudizio definitivo (essenziale soprattutto per i più deboli) che per l'equilibrio e l'equità delle sentenze e se negli stessi paesi c'è una netta separazione delle carriere tra i magistrati inquirenti e quelli giudicanti significa che la separazione delle carriere è un fatto positivo. Se i magistrati migliori non vengono premiati e quelli peggiori non vengono puniti la responsabilità è soltanto del CSM. Se le procure siciliane e quelle del sud rimangono vuote la responsabilità è soltanto del CSM e dell'ANM che non costringono i giudici, soprattutto quelli più esperti, a stare nelle sedi dove il bisogno è maggiore. E' vero il governo e il parlamento sono inadeguati nell'individuazione di soluzioni efficaci ma ho l'impressione che l'ostacolo maggiore stia nella autoreferenzialità e nella deresponsabilizzazione dei magistrati.

    • La redazione Rispondi

      Il problema del malfunzionamento della Giustizia in Italia è assai più complesso ed articolato di quanto possa sembrare e la magistratura non è certamente esente da colpe. La separazione delle carriere è una scelta riservata unicamente al legislatore. Come quella di introdurre possibili correttivi al divieto rigido di accesso in procura da parte dei magistrati di prima nomina, i quali in passato hanno assicurato la sopravvivenza delle procure del sud, oggi a rischio. Nè il CSM, nè tanto meno la ANM, che è una associazione di categoria, hanno alcun potere di spostare di ufficio i magistrati, fino a quando vigerà l'articolo 107 della Costituzione che li rende inamovibili.

  8. Guido Rapalo Rispondi

    Ebbene questa è una delle ragioni per cui i non mafiosi non lo amano.

  9. Bruno Stucchi Rispondi
    Diagnosi perfetta, vista la supposta autorevolezza dell'estensore. Ma siamo alla solita manfrina: dopo la diagnosi, chi suggerisce una cura? Che barba! Dite qualcosa di propositivo, non basta fare un'istantanea dell'adesso. Coraggio, dite qualcosa di nuovo, che non sia la solita richiesta di quattrini, come se tutti i problemi della giustizia fossero solubili in un bagno d'oro.
    • La redazione Rispondi

      La attuale situazione di grave criticità delle procure del sud viene a sommarsi ai mali cronici della Giustizia. Lo stato di vera emergenza del settore richiede terapie urgenti, che appaiono praticabili anche senza onere di spesa per le casse dello Stato. Il problema più generale della crisi della Giustizia impone invece l'adozione di un vasto piano di riforme, omogenee ed il più possibile condivise.