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  1. Condello Giuseppe Rispondi

    Riconoscere senza mezzi termini la lotta alla criminalità organizzata è importante e significativo e si pensava che dopo le stragi di Capaci e di Via D'Amelio fosse ormai patrimonio acquisito, ma le misure che si vogliono prendere dimostrano la fragilità politica e la mancanza di autorevolezza dello Stato. I dati sono allarmanti, ma processo breve, vendita all'asta dei beni confiscati alla mafia, intento di abolire il reato di associazione esterna di stampo mafioso ed altro ancora, dimostrano la problematica della coerenza e dell'efficacia delle politiche rispetto alla gravità del problema criminale. Non ci vuole la retorica delle parate e degli annunci e la superficialità dei mezzi di informazione, ma un piano serio, organico e di impronta decisiva nella lotta alla criminalità organizzata. Si pensi alla diversa incentivazione delle attività educative quale effetto positivo avrebbe e con misure adeguate per la lotta istituzionale alle mafie. Ma purtroppo in Italia si decide in modo contrario rispetto alla natura e alla gravità dei problemi.

  2. Federico Leidi Rispondi

    Gentile professore, per vendere all'asta i beni mafiosi, prima bisogna sequestrarglieli. E a quel che mi risulta, questo governo è più bravo degli altri al riguardo. La proposta di una corresponsione di salari differenziati a docenti che insegnano a Scampia o allo Zen è una provocazione? E' una battuta satirica? Per quanto riguarda L’attuale attività legislativa del governo sul tema della giustizia, sarebbe stato interessante ricevere da Lei delle proposte al riguardo. Gliene dico due io. A gratis.Iniziative legislative per combattere la criminalità organizzata. 1) legalizzazione della prostituzione 2) legalizzazione differenziata delle droghe Cordialmente, Federico

  3. franco SICILIA Rispondi

    Da 200 anni a questa parte molti destinatari di benefici pubblici (al meridione) sentono la necessità di dare soluzioni a problemi secolari con tesi di corto respiro così tutto rimane immobile per altri secoli.

  4. maria di falco Rispondi

    Gentile Autore, molto spesso dalle indagini giudiziarie condotte dalla magistratura in Calabria e in Sicilia ed anche in Campania si sente parlare di "spezzoni di massoneria" o addirittura di "massoneria deviata". Della massoneria deviata si sente parlare dagli anni '80, quando si scoprì l'esistenza della loggia P2 ! Sono passati quasi vent'anni ed ancora parliamo di massoneria deviata. Allora, se esiste una massoneria non deviata, cioè ufficiale si può sapere cosa pensa di questi "spezzoni deviati"? Perchè la cosiddetta massoneria ufficiale, ammesso che esista, non agisce e soprattutto non prende posizione contro gli "spezzoni deviati"? Se non lo fa, allora, si potrebbe sospettare una certa complicità, se non del tutto materiale, perlomeno a livello di consenso morale ed etico. Secondo, ma la massoneria ufficiale, ammesso che esista, cosa fa ? qual'è il suo programma ? Chi sono i suoi iscritti ? perchè non dice pubblicamente tramite congressi o convegni cosa vuole? Infine, ma le associazioni segrete, come sembra atteggiarsi la massoneria, anche quella ufficiale, non sono vietate dalla Costituzione?

    • La redazione Rispondi

      Sono pienamente d'accordo che la Massoneria ufficiale dovrebbe contribuire, attraverso politiche di trasparenza, ad individuare la Massoneria deviata. E' un tema deciso per la legalità ma non è inserito nell'agenda politica nè oggetto delle pur dovute riflessioni.

  5. Febo83 Rispondi

    Caro Prof., come sempre i suoi studi contribuiscono a chiarire realtà che tutti crediamo di conoscere ma pochi sanno descrivere ed analizzare. Essendo un suo ex allievo, ricordo che seguivo con interesse le sue lezioni e convegni sulla contraffazione o sulla "tassa occulta" del pizzo che disincentiva qualsiasi volontà di investimento nel meridione. Leggendo l'articolo, mi chiedo se non fosse il caso di: 1- premiare quei Comuni, sopratutto piccoli, che di fronte al bollettino nero delle statistiche non sono mai state coinvolte in situazioni legate allo scioglimento, commissariamento o reati di natura economica/amministrativa mafiosa rimodulando finanziamenti pubblici annuali sulla base di azioni che premino i virtuosi e penalizzino i "collusi". 2- Auspicare un ruolo più attivo e presente (garantendo ovviamente più risorse) delle Procure in aree maggiormente a rischio con un' attenzione particolare ai bandi per appalti pubblici. (Provengo dal territorio nebroideo e tutti conoscono il potere di alcune famiglie operanti nel settore edilizio nel barcellonese e nell'entroterra tortoriciano). Un saluto a tutto lo staff de LaVoce che col suo impegno mi fornisce un prezioso aiuto!

    • La redazione Rispondi

      Sono pienamente d'accordo con le sue proposte. Grazie per il bel ricordo.