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  1. Luca Rispondi

    per Marco La Colla : certamente pakistani, marocchini e senegalesi possono adattarsi a fare lavori domestici, tanto più che non è che adesso facciano i direttori di banca.. Tra l'altro, prendendo proprio il caso della comunità senegalese, che in Italia è molto sbilanciata nella ripartizione tra maschi e femmine, con i maschi che sono di gran lunga più rappresentati, vorrei far notare che ad esempio in Francia avviene un pò il contrario (ci sono più femmine che maschi). E dove sono impiegate queste donne senegalesi in Francia? lavoro domestico. Un altro esempio è quello della comunità polacca, che nel resto d'Europa è conosciuta soprattutto per le qualità dei suoi muratori (un pò la nomea che avevano i bergamaschi una volta)... Faccio però notare che difficilmente così tanti lavoratori con così poco preavviso e per di più in tempo di crisi, potrebbero organizzarsi per trovare un nuovo lavoro in un settore che fino a prima non era il loro. Capisci dov'è l'anomalia? Ci si può inoltre chiedere perchè non hanno fatto la stessa cosa filippini, peruviani e ecuadoriani, che tra l'altro già lavorano nel settore domestico (ma come colf e quindi tagliati fuori dal limite delle 20 ore)?

  2. giovannitalleri Rispondi

    Come al solito nel nostro mondo pluralistico e sofistico, non intervenendo subito, pragmaticamente, sugli eventi che si verificano giorno dopo giorno, viene il momento che ci troviamo immersi in un mare di problemi causati, o perlomeno aumentati, peggiorati dal nostro chiacchierare inconcludente. Così succede per l’immigrazione, per la quale avremmo dovuto fissare delle regole ben precise già al tempo del governo Craxi, quando per tv trasmettevano l’immagine di un negro in croce e invitavano gli Italiani, popolo ricco, a non essere razzisti ed accogliere gli Albanesi, popolo povero e tartassato. Incredibile. E tutto ciò senza prima stabilire delle precise regole, almeno seguendo l’esempio degli USA. Così ora, in merito agli immigrati, dobbiamo adattarci alle conseguenze che tutti conoscono.

  3. MARIAROSARIAROMANO Rispondi

    La disoccupazione è il più grave problema del nostro paese,penso che non ci possiamo permettere di pensare al problema degli immigrati, i posti di lavoro servono agli Italiani, nonché lo stato sociale.

  4. Marco La Colla Rispondi

    E' vero: la maggior parte delle badanti sono dell' Europa dell'est e moltisssime (Rumene, Polacche ecc. sono comunitarie a tutti gli effetti. Ma ciò non toglie che Egiziani, Pakistani o Magrebini si possano adattare a tale ingrato lavoro; infatti, chi fa il/la badante, oltre a percepire un compenso da 600 a 800 euro, gode di vitto e alloggio, non paga affitti, bollette, condominio, manutenzioni e spesso nemmeno le tasse. In tal modo è come se raddoppiasse il suo compenso ed è in grado spesso di mettere da parte tutto ciò che guadagna per programmare il suo futuro in Italia, ma molto più spesso in patria, dove spesso conta di tornare dopo qualche anno. La badante di mia suocera è riuscita a comprarsi la casa con solo tre anni di lavoro in Italia e adesso è tornata in Romania presso la sua famiglia. Certo ci saranno stati tentativi di truffa, ma, a mio parere, non sempre le nazionalità sopra indicate sono finte/i badanti.