logo


  1. Armando Barone Rispondi

    Come direbbe Cip l'Arcipoliziotto di Jacovitti, lo supponevo. Provocazioncina: dunque, se un direttore responsabile decidesse di esporsi pubblicando intercettazioni proibite dal Governo, potrebbe incontrare stravendite? A quel punto, dinanzi alla probabile sanzione, e alla vicenda giudiziaria che inevitabilmente manterrebbe alta la tensione e quindi le vendite, come si comporterebbero gli investitori? Da pubblicitario, poi, vien da dire: attenzione, il giro degli investitori è ristretto, e molto, in Italia. I big spender sono pochi, e sempre gli stessi. Dunque influenzare un numero così ristretto è, per il Governo come per l'opposizione, relativamente facile.

  2. giovannitalleri Rispondi

    Dovrebbe osservare quel fondamentale principio costituzionale, che stabilisce il diritto di ogni cittadino ad essere informato sulle vicende della propria collettività, consuma invece fiumi d’inchiostro, di parole, d’immagini intorno i più squallidi pettegolezzi. In uno stato liberale in cui si afferma che bisogna basare la vita della società sulla meritocrazia, dove si intende privatizzare tutto, ogni servizio, è veramente assurdo che si continui a sovvenzionare la stampa, giornali di 60 pagine molti dei quali finiscono al macero. Lo Stato li sovvenziona, in nome del totale diritto alla libertà d’ informazione. Mentre se non si vende, specie se di partito, dovrebbe chiudere poiché i pochi che lo leggono perché rappresenta le loro idee nemmeno lo aiutano a sopravvivere.Un debito a carico della collettività, Mentre dovrebbero essere sovvenzionati dai propri sostenitori; e dovrebbero, sia pure aumentando il prezzo del giornale, coprire tutte le spese.

  3. Giuseppe Piazza Rispondi

    Condivido l'ultima affermazione dell'autore: i giornali che assolvono alla loro funzione informativa meglio degli altri venderanno più copie e accoglieranno più pubblicità. Avendo lavorato molti anni per un grande gruppo editoriale, mi è capitato più volte che alcuni investitori abbiano deciso di non confermare prenotazioni pubblicitarie su una testata perché irritati da copertine, articoli critici o solo non adulatori. Sopratutto nel settore della moda la suscettibilità è molto alta. Ma queste fumantine decisioni durano lo spazio di un mattino. Solitamente dopo qualche numero della testata la pubblicità torna ad affluire perché le aziende non possono mancare di raggiungere il loro target di riferimento, pena un minore risultato per i loro prodotti. E lo sappiamo che per gli imprenditori business is business. Il problema, pertanto, non è sapere resistere alle pressioni, ma saper confezionare un giornale interessante per i lettori e non autoreferenziale. In Italia se non fosse per geniali trovate di marketing e per la generosa distribuzione gratuita di copie, le vendite sarebbero molto al di sotto della media europea.