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  1. Marco Rispondi

    Parole sacrosante quelle di Fausto Panunzi: E' pur vero che il Sig. Capello, soprannominato "Badoglio" per il suo proverbiale cuor di leone, sarebbe stato molto più credibile se quelle cose le avesse dette prma di emigrare in Gran Bretagna.

  2. Paolo Rispondi

    Tutte cose giuste quelle scritte dall'autore dell'articolo tranne la questione juventus-stadio di proprietà. Stadio di proprietà significherebbe per la società in questione sobbarcarsi tutti i costi che derivano dalla progettazione alla consegna prevista per il 2011 ma purtroppo, e lo dico da cittadino torinese preso in giro, così non sarà dato che la società bianconera pagherà i 105 milioni di euro mediante un finanziamento di 50 milioni di euro del Credito Sportivo. Il rimanente arriverà dalla cessione alla cooperativa Nordiconad delle aree commerciali (prese dal Comune di Torino insieme allo stadio Delle Alpi) e dalla società "Sportfive", alla quale i bianconeri hanno ceduto i diritti d'immagine del nuovo stadio (che devono ancora costruire). Soldi dello Stato, soldi del Comune, soldi su opere ancora da realizzare. Qualcuno le chiama "innovative strategie finanziarie" ma di innovativo c'è ben poco. Sono le solite operazioni dei "poteri forti", per cui certi privati si arricchiscono alle spalle della Comunità.

  3. Giulio Sacchi Rispondi

    Credo che chi compia atti vandalici non possa certo essere difeso, tuttavia non credo sia certo colpa dei tifosi del calcio se ad ogni notizia di cronaca nera allo stadio i vari governi varano provvedimenti che non solo non hanno niente a che vedere con la violenza negli stadi, ma bensì contribuiscono a renderli sempre più vuoti. Chi glielo va a spiegare ai fenomeni dei tornelli, del biglietto nominativo, dei biglietti in vendita solo in prevendita, delle trasferte vietate, che il 99% degli incidenti accadono fuori dallo stadio e non dentro? certo, per sapere queste cose bisogna anche andarci allo stadio, cosa che nessuno di quelli che parla troppo fa... l'articolo per me è finito già dal "treni speciali" (che, come già detto giustamente da qualcuno, non esistono più da un decennio circa), seguito dal tipico commento sui treni distrutti e i biglietti non pagati... ho sempre creduto che certi discorsi li facessero solo i giornalai per occupare qualche pagina in più, invece vedo che hanno contagiato anche altre categorie... resto sempre dell'idea che prima di parlare di qualcosa bisogna sapere di cosa si parla, evidentemente non è per tutti così.

  4. Vincenzo Placco Rispondi
    I treni speciali per le trasferte dei tifosi non sono piú permessi. D'accordo sul resto.
  5. Snake Rispondi

    E' così vero quanto affermato da Capello e da Panunzi che non ho sentito nessun giornalista di TG di prima serata affermarlo...e questo secondo me si collega con l'altro articolo sull'informazione pubblicato sul sito (Bastone e carota...). E che dire poi dell'altra risposta di Abete all'affermazione di Capello che non avrebbe fatto il Ct della Nazionale italiana: "Non mi risulta che gli sia stata proposta". Credo che bastino i risultati delle squadre allenate da Capello (non solo la nazionale inglese). Grazie a tutta la redazione e ai collaboratori per l'ottimo lavoro.

  6. Disperato Rispondi

    L'analisi di Capello è da condividere al 100% e il fatto che lui oggi lavori all'estero non la invalida assolutamente, offre solo ai colpevoli l'arma di denunciare l'aggressione esterna e la difesa dell'italianità e bubbole assortite. D'altronde, quelli che hanno ridotto il nostro calcio allo sfascio in cui si trova (lo dico da assiduo frequentatore non della tv, ma degli stadi) non possono dire altro che "taci tu". Gli stadi fatiscenti ridotti a carceri sporche e rugginolente, lo strapotere vanamente combattuto delle varie frange ultras, (vedasi ieri a Formello) sono davanti agli occhi di tutti. Solo chi non vive la vita reale ma quella artificiale del vertice (che evidentemente non deve fare la coda per i biglietti nominativi e non deve lasciare l'ombrello fuori se piove e non deve togliersi la cintura (!) il tutto anche se hai 80 anni e se stai entrando in un posto da 100 euro) non si rende conto del baratro di arretratezza in cui è il nostro calcio. Il calcio ha gli stessi problemi della politica: una classe dirigente immobile e incompetente.

  7. pier giorgio bertoni Rispondi
    Non è altro che solita storia all'italiana per cui, in presenza di critiche anche serie e costruttive, si reagisce negando e demonizzando, perdendo così occasioni su occasioni per rilanciare il paese. Purtroppo questo atteggiamento caratterizza la società italiana anche in altri campi ben più importanti del calcio.
  8. Luigi D. Sandon Rispondi
    In Italia gran parte degli stadi sono stati costruiti con soldi pubblici, e per questo appartengono ad enti statali. Vale lo stesso per l''Inghilterra? O gli stadi sono stati costruiti a spese delle società, o venduti ad esse a prezzi di mercato? Non vorremmo vedere le solite "regalie" italiane, ovviamente a spese del contribuente.
  9. luiugi zoppoli Rispondi
    La ragione delle osservazioni dei dirigenti dello sport italiano sta nel non voler contrariare gli ultras. Altrimenti non saremmo il felice paese di Italiettistan
  10. Andrea TOSI Rispondi

    Parole sante direi, anzichenò!