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  1. Aram Megighian Rispondi

    Estremamente interessante il vostro articolo, perché ci rende evidente un atteggiamento molto negativo dei nostri politici: dare cifre a sproposito, o senza citare le fonti, oppure citare solo quello che interessa. Brutto modo di fare, soprattutto da parte di chi si spaccia per un tecnocrate, e quindi, dovrebbe essere più "scientifico" nel suo citare e dare i dati. Questo brutto atteggiamento sta prendendo piede anche nella nostra società, dove sempre più spesso mi capita di sentire numeri e cifre sbagliati o palesemente privi di alcuna fonte credibile. Di qui l'estrema importanza di giornali ed articoli come i vostri che rimettono le cose nel loro alveo naturale. A ognuno, poi, dopo aver letto dei dati completi e sicuri, farsi la propria opinione ed esprimerla eventualmente ad altri, magari in contraddittorio (su cifre vere, però !).

  2. aris blasetti Rispondi

    Secondo gli autori della critica sarebbe mancato federalismo fiscale l'aver bloccato le addizionali Irpef (era ora che si finisse con la pratica di far pagare sempre al solito Pantalone che dichiara tutto a scapito degli evasori) mentre sarebbe cosa iniqua mettere le regioni davanti alla loro responsabilita' imponendo a quelle in deficit di ricorrere allo strumento del ticket (sia pure salvaguardando quelli che hanno veramente bisogno). Saluti

  3. marco Rispondi

    I politici sono sempre alla ricerca di consensi, quindi non bisogna mai credere ai numeri e ai dati che forniscono, perchè queste informazioni tecniche sono distorte per il proprio tornaconto politico. E' chiaro che la sanità almeno nei prossimi 2 anni avrà poche risorse, visto che il gettito fiscale diminuisce. Il fatto grave è non si vede alcuna programmazione a medio termine che affronti la questione, si taglia le risorse (e si fa buchi di bilancio) senza programmazione sanitaria.