Lavoce.info

COME USIAMO I VOSTRI SOLDI

Lavoce.info non è un blog, ma un sito di informazione complesso e strutturato. Si basa sull’impegno volontario di redattori e collaboratori. Ma per assicurare quella qualità complessiva dei contenuti e della loro presentazione che tutti ci riconoscono, è necessario un desk che si occupi della “cucina” del sito. La nostra struttura redazionale costa circa 140mila euro all’anno, coperti per metà dai redattori che versano compensi per partecipazioni a eventi e collaborazioni. Per coprire l’altra metà, senza rinunciare alla nostra indipendenza, serve però il contributo dei lettori.

Al nostro appello per l’aiuto finanziario a lavoce.info numerosi lettori hanno risposto prontamente e con generosità: nel giro di tre giorni 144 amici ci hanno inviato 9.500 euro e siamo certi che molti seguiranno nei prossimi giorni e mesi. (1)
Alcuni lettori, tuttavia, sollevano una questione che merita un chiarimento: “Che bisogno avete di raccogliere denaro”, ci chiedono, “quando un sito web è praticamente a costo zero? È sufficiente postare gli articoli e il gioco è fatto”. È un’obiezione che si basa su un’informazione distorta ma largamente diffusa. Perché, in effetti, internet dà la possibilità a gruppi di persone di aprire senza spese dei blog e pubblicarvi testi e commenti senza filtri e controlli. Ma non è il caso dei siti d’informazione complessi e strutturati come lavoce.info.

COME FUNZIONA LAVOCE.INFO

Lavoce.info ha una redazione di 25 accademici che a titolo gratuito (anzi, devolvendo sovente al sito i compensi di loro attività collaterali) discutono i temi su cui intervenire, scrivono articoli, se li leggono e rileggono tra di loro, sollecitano contributi da parte dei collaboratori, leggono gli articoli giunti in redazione (molti più di quanti vengono pubblicati) effettuando un referaggio, cioè una valutazione di quanto scritto che nella maggior parte dei casi comporta una richiesta all’autore di arricchimento o di sfoltimento del testo, precisazioni, correzioni, aggiunta di dati eccetera. Soltanto così si può ottenere un buon livello qualitativo. Ma non basta.

LA “CUCINA” DEL SITO

A stretto contatto con i redattori – e sotto la direzione di quattro di essi che costituiscono il comitato esecutivo – lavora a tempo pieno un desk di quattro persone (due delle quali giornalisti professionisti) che effettua ricerche di supporto agli articoli, coordina gli scambi di materiale dei 25 redattori e dei collaboratori (ad oggi oltre mille hanno scritto sul sito, sempre senza compenso), edita i testi (correzioni, conformità alle regole di scrittura, brevi abstract, titoli, grafici, tabelle, fotografie, didascalie, traduzioni…), compie il lavoro tecnico necessario alla pubblicazione della newsletter e all’aggiornamento completo della homepage, coordina rubriche come Vero o falso, scarica e fa il montaggio dei contenuti video e audio, controlla che il sito venga citato in modo adeguato, manda ai collaboratori i ritagli dei giornali che li riguardano. A ciò si aggiunge la gestione dei commenti (in media ne vengono pubblicati 160 alla settimana), delle lettere, delle numerose richieste che giungono quotidianamente da giornali e tv per interviste o interventi dei redattori, della promozione dei contenuti del sito presso i media. Insieme a tutto questo, redattori e desk sono anche coinvolti nell’organizzazione di eventi quali il Festival dell’Economia di Trento.
Da questa incompleta descrizione si capisce bene che lavoce.info è un "piccolo ente non-profit" con un certo grado di complessità che si basa sull’impegno volontario di redattori e collaboratori, ma non può fare a meno di una struttura (peraltro ridotta all’osso) che contribuisce ad assicurare la qualità complessiva dei contenuti e della loro presentazione che i lettori ci riconoscono.

COSTI E RICAVI

Questa struttura redazionale si è sviluppata nel corso di quasi sette anni e mezzo di vita del sito e oggi costa circa 140mila euro all’anno. Questa cifra viene coperta per una metà dai redattori che versano compensi per partecipazioni a eventi e collaborazioni a testate diverse e, per l’altra metà, dai nostri lettori che ci hanno dato contributi crescenti nel tempo fino a raggiungere, nel 2008, la cifra di 65mila euro. Nel 2009 i contributi sono scesi a 21mila a fine settembre 2009 con un sostanziale azzeramento da aprile 2009 – più o meno in coincidenza con il terremoto in Abruzzo. Nonostante abbiano continuato a visitare il sito come e più di prima. Si sono insomma un po’ dimenticati di noi in un momento di difficoltà dell’economia e di alcune zone del nostro paese. Di qui il nostro appello … e la vostra straordinaria risposta. Di cui vi siamo molto, molto grati.

 

(1) Prossimamente apriremo nella sezione “Contribuisci” una pagina dedicata ai lettori che scelgono di inviarci 10 euro con cadenza mensile. Coloro che nel frattempo hanno già optato per questa formula, risultano comunque iscritti in questo programma.

Lavoce è di tutti: sostienila!

Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molte altre testate, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

Leggi anche:  Piattaforme digitali e libertà di espressione: l’ora zero

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NON TUTTI I QUANT VENGONO PER NUOCERE

16 commenti

  1. Paolo Flori

    Forse non sarebbe male se venisse pubblicato sul sito il bilancio della ONLUS. Esercito la professione di Dottore Commercialista e forse trattasi di "deformazione professionale". Penso però che sarebbe un contributo alla trasparenza (che non metto assolutamente in dubbio). Sono stato nel passato uno dei vostri contributori e verso da alcuni contributi anche ad emergency: quest’ultima invia ogni anno per posta il proprio bilancio ai propri sostenitori.

  2. Disperato

    A beneficio di chi tra il lettori continuasse ad avere il dubbio (legittimo) che mantenere -oltretutto ai livelli qualitativi cui siamo abituati- un sito del genere costi "zero", confermo (sono del "mestiere") che i 140mila euro/anno indicati costituiscono un costo assolutamente ragionevole. Col copia-incolla ci campa chi scrive ricette di cucina per la nonna, non chi intende proporre contenuti organizzati, indicizzati, scremati, ragionati, correttamente impaginati ecc.. quindi niente di strano.

  3. Iacopo Leardini

    Sono iscritto alla vostra newsletter da tempo e ho letto il vostro appello anche su "il Fatto". Vi incito ad andare avanti per il servizio di indubbia utilità che svolgete anche verso chi, come me, non mastica di economia. Potreste collaborare come testata con "il fatto". Il desiderio di un’informazione indipendente vi unisce e magari attingereste anche a coloro che non possono fare grandi donazioni ma comprerebbero volentieri un vostro inserto o leggerebbero volentieri dei vostri articoli sul giornale..

  4. renzo

    Sono uno dei 144; saluto gli altri 143 congratulandomi con loro e saluto soprattutto i prossimi che presto si uniranno; la libertà di informazione val bene un piccolo sforzo. Anzi, avanzo una proposta: perché non adottare un lettore che non si può permettere di contribuire con una cifra adeguata al servizio (ad esempio uno studente, un cassintegrato, ecc.) e magari dare anche a lui la possibilità di comparire nell’elenco? Spero di aver dato alla redazione una buona idea.

  5. Mario

    Escludete la presenza di banner pubblicitari su lavoce.info per assicurarvi più indipendenza?
    Come lettore a me non darebbe fastidio la presenza di qualche (non troppi!) banner.
    Che ne pensano gli altri lettori?

  6. Lukas Plattner

    Un suggerimento: perché non rendere tutto più semplice attraverso Paypal, che permette con pochi click di effettuare donazioni?

  7. luigi zoppoli

    Mi pare davvero difficile scambiare questo sito con un blog. Oltre alle prestigiose firme in calce agli articoli è ovvio che dietro c’è ricerca, studio, analisi, controllo, documentazione che richiede tempo, peersone che se ne occupino e quindi danaro. Mi permetto riproporre un’idea già avanzata tempo fa. Raggruppare gli articoli inerenti la stessa area tematica e pubblicati nell’anno in un volume da porre in vendita. Il volume relativo alla crisi economica è un felice esempio da prendere a riferimento. Grazie a voi tutti e buon lavoro luigi zoppoli

  8. Andrea

    Non avete parlato di tutti quelli che vi hanno suggerito, nei commenti al vostro appello, di utilizzare qualche banner pubblicitario…. Non si tratta di vendersi l’anima al diavolo! Soprattutto se si selezionano un po i clienti: puo risultare difficile criticare, ad esempio, il piano di incentivi alla rottamazione se tra i vostri inserzionisti ci sonoproprio le case automobilistiche. Un altro consiglio: cercate di coinvolgere piu attivamente i vostri lettori facendogli partecipare a sondaggi, chiedendo (in alcuni casi) direttamente le loro opinioni senza relegarle ai commenti finali dei vostri articoli. Alcuni tecnicismi che usate vi relegano alla figura "del professore alla lavagna" che spiega ai scolari dell’ altra parte della cattedra. Un livello piu paritario (di dialogo) genererebbe una empatia che in fase cotributiva potrebbe farsi sentire…. PS Rinnovero molto presto il mio sostegno.

  9. Francesco Laccetti

    Da qualche anno invio 50€ all’anno, credevo di essere il più piccolo dei sostenitori di "Lavoce..". Evidentemente non vi sono 14.000 sostenitori che versano 50€. Mi meraviglio molto Spero che risolviate i vostri/nostri problemi finanziari.

  10. Alessandro

    Grazie per i vostri chiarimenti in merito all’utilizzo dei contributi dei lettori. Un dubbio nasce spontaneo: perché non aprite il vostro sito al mercato pubblicitario? Io credo che potrebbero essere inserite inserzioni, legate al mondo accademico ed economico, che non snaturerebbero il sito. Credo inoltre che, nell’utilizzare i ricavi pubblicitari esclusivamente per la copertura dei costi, potreste conservare la vostra natura di ente non-profit. Da grandi economisti quali siete, immagino che ci avrete già pensato da tempo, visto il successo che il sito riscuote; la mia osservazione non vuole essere dunque un consiglio ma mi piacerebbe capire i motivi della vostra scelta di non inserire pubblicità nel sito. Grazie per tutto quello che fate.

  11. Raul Wittenberg

    Il vostro è un servizio indispensabile e quindi va pagato. Io cerco di farlo, ma a volte ci sono situazioni un po’ complicate che spingono a rinviare il contributo. Voi citate la congiuntura pesante che ha avuto conseguenze sui vostri conti. Questa congiuntura pesa anche su noi lettori, persino la spesa di qualche decina di euro diventa un problema.

  12. guagnano vito

    Complimenti per il sito e per la qualità degli articoli, anche sè alcune volte sono scritti in maniera molto tecnica e non riesco a capire tanto.

  13. Furetto

    Concordo con la richiesta di mettere a disposizione dei lettori il bilancio di lavoce.info, un gesto di trasparenza che sarebbe molto apprezzato. Concordo anche con la richiesta di mettere qualche banner pubblicitario, non risolverà la questione ma di certo aiuterebbe. Non ritengo poi che vada ad inficiare l’indipendenza della testata, se questo è il vostro timore. Furetto.

  14. Domenico

    Io sarei pronto a dare il mio piccolo contributo, quale studente universitario, però, non sono dotato di carte di credito o cc bancari… però un account paypal si può sempre trovare anche tramite qualche amico che frequenta siti quali ebay o altri di acquisto online… Certo, forse noi studenti non saremo in grado di contribuire in maniera importantissima alle spese che sostenete per mantenere libera la vostra (e direi anche nostra) voce, ma meglio una goccia in più no? Intanto mando un sentito ringraziamento a tutta la redazione che garantisce sempre una voce critica ed autorevole nel nullaa della politica ed informazione italiana.

  15. Francesco

    Non avete mai pensato alla possibilità di utilizzare strumenti "neutri" come Google AdSense? Il software di google propone infatti dei links che "hanno a che fare" con il tema trattato nella pagina (almeno ciò che il software percepisce) e propone dei collegamenti, spesso anche interessanti per il lettore – soprattutto quando inseriti in un sito non generalista. Non riesco ad immaginare alcun problema di "indipendenza" collegato a questo strumento. Può essere esteticamente meno gradevole rispsetto all’attuale pagina elegante e immacolata, ma è un trade-off di cui può valere la pena discutere.

  16. Benedetto Mazzurco

    Mi unisco al resto dei commentatori nel ribadire che i banner di Google garantiscono la vostra indipendenza (l’importante che non li mettiate in posti mimetici per non far cadere "nella trappola" l’utente, pratica molto odiosa perpretata da siti di dubbia professionalità). Come diceva qualcuno non risolvono ma unito alle altre gocce fanno un bel fiume. So che riorganizzare gli articoli per farne un prodotto editoriale da distribuire in libreria comporta moltissimi sacrifici e un investimento iniziale non indifferente. Ma ci sono case editrici che non sto qui a nominarvi che son sicuro prenderebbero molto sul serio la scrittura di un libro scritto a più mani dai componenti della redazione sui temi economici di maggior impatto in questo periodo storico. E vista la vostra reputazione riscuoterebbe di sicuro un gran successo. Pensateci, anche perchè mi piacerebbe leggervi comodamente seduto sul divano :-). In fine mi associo alla richiesta di molti di noi per l’aumento dei canali di donazione. Per il resto continuerò a leggervi (seppur molto di rado ultimamente) e quanto prima contribuirò pure io con un piccolo dono. Un saluto a tutti

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