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  1. gian carlo lo bianco Rispondi

    E' bello leggere che in altri paesi europei si cerca di moralizzare le nomine ad alcuni incarichi pubblici. Nel nostro...ho promosso, quale dirigente generale della presidenza del consiglio e rappresentante di una sigla sindacale di soli dirigenti, durante il governo Prodi, un accordo con l'allora segretario generale Carlo Malinconico con il quale si adottavano taluni criteri meritocratici per il passaggio dalla seconda fascia dirigenziale alla prima, cioè alla direzione generale. Il Presidente Prodi aveva anche emanato un proprio decreto, registrato alla Corte dei Conti, che disciplinava tale buona pratica. Forse è apparsa troppo buona al nuovo governo che, con il nuovo segretario generale Mauro Masi, ha emanato un decreto Berlusconi che ha annullato i contenuti del precedente e ripristinato lo spoil system all'italiana. E' pendente un giudizio dinnanzi al T.A.R. di impugnazione da parte del medesimo sindacato (CIDA-UNADIS). E questa è l'esperienza italiana. Saluti. Gian Carlo Lo Bianco (ex d.g. P.C.M.)

  2. antoniop Rispondi

    Quando mai in italia varrà lo spirito di squadra a vincere. Ognuno pensa al proprio orticello.

  3. Franco ELIA Rispondi

    Il termine "merito" è stato invocato da più parti, anche avverse, proprio perchè ha una ambiguità di fondo che si presta alle più disparate e pericolose applicazioni. Con il risultato che un'applicazione seria del principio non può non passare che da una scrupolosa burocratizzazione delle procedure di scelta e il conseguente appesantimento di spese in denaro e in tempi. L'ambiguità deriva dall'errata convinzione che il merito possa sposarsi con l'efficienza e, ancor peggio, con la prontezza decisionale. A che mirano i vari spoils sistem se non a smantellare e ricattare le professionalità e competenze raggiunte nel ...tempo, assoggettandole al fini propagandati in campagne elettorali dei vari governi in carica o in ombra? Quindi basta con l'allodola del merito!, Esso va dopo professionalità, competenza e probità: va da sè che questi requisiti vanno cercati nella società civile e in un rapporto di lavoro a tempo...indeterminato. E' in ballo l'interesse pubblico, di tutti cioè, e non di una singola parte che ormai non ha più nemmeno il pudore di nascondere che lo stato è un'azienda, una s.p.a. in cui il pacchetto azionario passa di mano a seconda delle convenienze.