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  1. Marco Di Marco Rispondi

    In uno dei commenti precedenti all'articolo di Giovannini si suppone (ma su quali dati di fatto?) che l'outsorcing, dal secondo anno in poi, si rivela necessariamente un flop, per un problema di tipo "principale-agente". Nel caso in esame, tuttavia, il controllo della qualità nel tempo è facilitato da due ragioni molto banali. La prima è il passaggio di competenze garantito dall'impiego preferenziale dei rilevatori già esperti e dal fatto che l'impianto metodologico della rilevazione è interamente a cura dell'Istat. La seconda ragione è che i risultati ottenuti da Ipsos saranno ovviamente confrontati con quelli ottenuti in passato (e questo avverrà con continuità nel tempo). Eventuali cadute di qualità (attendibilità, rappresentatività etc.) verrebbero immediatamente notate: 1) dagli statistici dell'Istat che li utilizzano per produrre indicatori sul mercato del lavoro, 2) dagli organismi internazionali che controllano la qualità delle indagini Istat (Eurostat), 3) dagli utenti qualificati dei dati (università e centri di ricerca. L'importanza pubblica della rilevazione è tale che eventuali cadute di qualità dei dati non passerebbero certo inosservate.

  2. Alessandra Rispondi

    Il discorso, per come è esposto, ha una sua logica, che però mi sembra cada su un punto preciso, i 317 dipendenti. mi chiedo come sia possibile, per una ditta esterna assumere dei lavoratori, con un contratto di due anni (di che natura? ancora di collaborazione, a tempo determinato? con uno stipendio adeguato: a cosa?) che a parole, sembra un miglioramento a vantaggio dei dipendenti rispetto alle condizioni precedenti. se allora l'ISTAT verrà a spendere di meno, come è possibile che la ditta privata mantenga tutti gli standard di qualità della raccolta dati e il trattamento contrattuale dei dipendenti ad un prezzo così concorrenziale? una seconda domanda: ma l'IPSOS non si occupava solo di ricerche di mercato? mi sembra che sia un campo completamente diverso rispetto al monitoraggio.

  3. Rino Rispondi

    Chi ha un minimo di dimestichezza con l'esternalizzazione sa che per qualche tempo le specifiche ed i capitolati possono essere chiari e controllabili da chi esternalizza. Dalla seconda tornata contrattuale, inevitabilmente la competenza dell'appaltante scende e la ricerca di efficienza dell'outsourcer porta allo scdimento del livello di servizio. Dato che in questo caso il valore dei risultati è di tutti noi e non di una azienda, è legittimo porsi alcune domande sul tipo di indipendenza della società affidataria, come avviene la certificazione del campione, e come è noto come si intende utilizzare il risultato della ricerca. Poi perchè partire proprio con una rilevazione di questa delicatezza?

  4. Giorgio Sirilli Rispondi
    L'articolo di Giovannini è un esempio di come vanno affrontati i problemi: mettendo sul tavolo i fatti e discutendoli pacatamente. Questo metodo dovrebbe essere adottato da tutti in un paese in cui troppo spesso si alimentano futuli polemiche invece di affrontare la dura e complessa realtà.
  5. Antonio Rispondi

    Il presidente ha giustamente precisato che non è stata esternalizzata l'indagine, bensì solo una fase di essa. Alcune domande su questa riorganizzazione: 1) la riorganizzazione che ha descritto implicherà un effettivo risparmio per la Pubblica Amministrazione sui costi complessivi dell'indagine rispetto all'attuale assetto organizzativo? Se sì, di quale entità sarà tale risparmio? Credo sia un'informazione importante vista la carenza di risorse. 2) Il costo per l'acquisto e la manutenzione dei computer necessari per la rilevazione continueranno ad essere a carico dell'ISTAT o di tale voce di spesa si occuperà IPSOS? 3) sembra quasi che la probabilità di una qualche inadempienza da parte della società vincitrice sia nulla. Sicuramente, l'ISTAT avrà a disposizione degli strumenti per sanzionare eventuali inadempienze. Tuttavia, si è riflettuto circa la gravi conseguenze che deriverebbero di queste? Se ci si dovesse accorgere ex-post che il servizio offerto non è affidabile e si creano le condizioni per rescindere il contratto, nel frattempo che si bandisce la nuova gara, chi svolgerà le interviste? La ringrazio in anticipo per le risposte.

  6. ciro daniele Rispondi

    Sarebbe molto più preoccupante se l'Istat avesse affidato la pulizia dei propri locali ad una impresa che non garantisca l'immediata distruzione dei dati e delle informazioni riservate che finiscono inevitabilmente nel cestino di qualsiasi funzionario.

  7. ciro daniele Rispondi

    Francamente il dibattito sulla esternalizzazione di alcune indagini dell'Istat mi sembra più di natura sindacale che scientifica. Non vedo nulla di male nell'affidare ad una società privata alcune fasi della produzione di un servizio di rilevanza pubblica, se questa scelta porta ad una maggiore efficienza ed a minori costi per la collettività. Quello che conta è che il controllo dell'indagine e la proprietà dei dati resti saldamente nelle mani di un organismo qualificato ed indipendente. In fondo, nessuno si scandalizza se la maggior parte dei componenti della propria auto, di marca X, sono costruiti o assemblati da altre ditte (che generalmente riforniscono contemporaneamente più marche concorrenti). L'importante è che progetto e controllo di qualità siano curati dalla casa automobilistica che abbiamo scelto. Sarebbe molto più preoccupante se l'Istat avesse affidato la pulizia dei propri locali ad una impresa che non garantisca l'immediata distruzione dei dati e delle informazioni riservate che finiscono inevitabilmente nel cestino di qualsiasi funzionario.