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  1. Ornella Rispondi

    Ogni tanto qua è là si trova qualcuno che ha il coraggio di dire le come stanno. la vita non si è certo allungata grazie agli screening, anzi si è abbraviata la vita "sana" di una persona. La vita sì è allungata grazie alle norme igieniche, ai cibi conservati (per quanto ora siano troppo conservati) al frigorifero, al riscladamento, alla maggior sicurezza sul lavoro e a qualche medicinale che somministrato in caso di urgenza funge appunto da salva vita. Tutto il resto, dagli screenig alle cure per le malattie croniche e degenerative, fa più danno che altro. Lo vedo ogni giorno.

  2. Sara Rispondi

    Sono perfettamente d'accordo con l'autore.Da un bel po' mi informo sui pericoli letali della sovradiagnosi e sul mercato che questa alimenta, non solo per il cancro ma per tutte le malattie vecchie e nuove che ormai vogliano trovarci a tutti i costi.Per quanto riguarda poi il fatto che non si parli degli screening utili, come la ricerca del sangue occulto nelle feci per la prevenzione del cancro del colon-retto, vorrei puntualizzare che quello è proprio uno degli screening più inutili in assoluto, dato confermato da moltissimi oncologi, in quanto dà un altissimo numero di falsi positivi e falsi negativi, creando spesso allarmismi e controlli, anche invasivi, ingiustificati. La mammografia come screening non allunga la vita alle donne che si sottopongono a questo controllo con regolarità, anzi al contrario, si trovano più tumori ma la mortalità resta invariata, inoltre una donna su 15 circa incappa in una diagnosi errata.C'è un libro molto educativo, che si intitola "L'amara medicina", scritto da uno statistico sanitario che si occupa da tutta la vita di studiare gli effetti, i pro e i contro degli screenign di massa. Io credo che tutti dovrebbero averlo in biblioteca.

  3. Fichera Santi Rispondi

    Come Medico di base con oltre trent'anni di lavoro, dico di aver letto finalmente un articolo "fuori dal coro", che mi trova pienamente d'accordo. Purtroppo, ritengo, che la macchina economica che ruota attorno al pianeta sanita' difficilmente imbocchera' la strada della "moralizzazione" (ne è un esempio il terrorismo sull'influenza N1H1). Ben vengano, quindi, queste voci di persone preparate, ben informate e, dopo quello che ho letto, pulite. Cordialità Fichera Santi.

  4. Giuseppe DI GIOVINE Rispondi

    Articolo scritto asetticamente. Da medico quale sono lo giudico un articolo "panoramico": com'è giusto in questi casi, ma abbastanza fuorviante. Molte delle storture denunciate infatti nascono dalla ormai dominante medicina difensiva, figlia a sua volta del grave fenomeno della denuncia del sanitario ritenuto. Colpevole di errore diagnostico o terapeutico: il cardiologo denunciato per la morte d'infarto di un suo paziente perchè non gli aveva proposto la terapia anticolesterolo. L'industria purtroppo fa il suo mestiere: è chi controlla che non fa il suo. E i medici stanno in mezzo insieme ai loro pazienti.

  5. Enrico Motta Rispondi

    A me l'articolo sembra piuttosto vago e tendenzioso. Sugli screening di massa cita quello per il carcinoma del pancreas, che non è consigliato da nessuna linea guida (e infatti anche in Italia non si fa). Sulla mammografia dice che le donne credono che riduca l'incidenza della malattia; forse questo è vero, ma allora è un problema di informazione, non di efficacia di questa metodica; una volta toccato l'argomento si dovrebbe dire se riduce la mortalità delle donne, e non solo che sono disinformate. Dato il tono dell'articolo, ovviamente non si parla degli screening utili, come la ricerca del sangue occulto nelle feci per la prevenzione del cancro del colon-retto. Argomenti del genere è meglio farli trattare da epidemiologi-oncologi.

  6. vincenzo carrieri Rispondi

    Articolo molto interessante. Sono molto d'accordo sul fatto che ci sia un'epidemia da diagnosi incoraggiata anche da molti siti internet che incentivano la somatizzazione di piccoli disturbi di natura fisiologica. E' certamente una questione di marketing, ma una regolamentazione appropriata del settore sanitario limiterebbe il fenomeno. Su tutto ciò credo influisca anche un certo attegiamento di molti medici di sovra-prescrizione allo scopo di assumersi meno responsabilità. Le troppe critiche alla sanità, specie al mezzogiorno peggiorano ulteriormente le cose. Il tutto genera anche effetti distributivi perversi: curare l'ipocondria dei più ricchi ed istruiti sottrae risorse ai veri malati, statisticamente appartenenti a classi socio-economiche più basse.

  7. Piero Rispondi

    100 anni fa la gente veniva lasciata morire.. e così accade spesso ancor oggi fuori dell'occidente.. ora siamo all'eccesso opposto dove si aumenta la percezione della malattia.. vedi la Suina.. speriamo almeno che non sia come per i computer dove i produttori di virus ed antivirus di fatto coincidono.. in Usa stanno attaccando Obama per non estendere la copertura sanitaria a chi non se la può permettere mentre d'altro lato quelli che gli fan la guerra son proprio quelli che poi magari usano il marketing legale illegale per "costruire" bisogni/paure da curare.. con danno per il portafoglio privato (Usa) o pubblico (Europa)... che tristezza.. anche il corpo umano è un oggetto di mercato.. tutto ha un prezzo.. ed è pure manipolabile...

  8. Giulio Rispondi

    Trovo l'articolo interessante e il titolo decisamente appropriato. Purtroppo anche la medicina concepisce il suo ambito di applicazione come un mercato e, come tale, cerca di estenderlo e di differenziarlo. E lo fa alterando la definizione di malato. E' un meccanismo spietatamente razionale ed economicamente comprensibile come molti altri orientati al controllo delle persone (con la paura) e delle loro scelte. E se i consumatori di medicina fossero più informati si dovrebbe solo trovare una nuova paura su cui far nascere un affare con un piccolo costo in fantasia; allora c'è da augurarsi che le persone indaghino di più il motore interiore delle proprie scelte (fa un po' strano scriverlo in un sito di economia) più che cercare tante informazioni su cui operare l'ennesima scelta manipolata: insomma la mia opinione è che spegnere la TV ogni tanto e a dosi di almeno 24 ore, per fare un esempio, avrebbe una ricca ricaduta di benefici sulla salute di tutti (e sempre a costo zero). Grazie.

  9. Antonio Frassini Rispondi

    Sono perfettamente d'accordo con Domenighetti! Tempo fa ebbi modo di conoscere il suo pensiero sulla "sovrastima dell'incidenza di morbilità inconsistenti", che io più semplicemente chiamo ipermedicalizzazione. Mi spiego meglio con l'esempio a me più confacente di ostetrico-ginecologo: la "patologizzazione" di un evento fisiologico (fino a prova contraria) come la gravidanza. La iperprevenzione (tutti gli eccessi, per intenderci il troppo sia in difetto che in eccesso è negativo) produce effetti nocivi alla salute nella sua accezione più ampia, creando degli stati di tensione e di ansia essi stessi malattia; sappiamo bene quanto lo stress intervenga nell'instaurarsi di varie patologie anche tumorali.

  10. massimo brunetti Rispondi

    Tutto questo fa male ai cittadini, al sistema e all'industria stessa. Fa mal pensare di pagare le tasse per cose inutili, fa male per chi lavora nelle aziende sanitarie, e in particolare gli operatori in prima linea a contatto con i malati, pensare di non avere risorse per cose importanti, per altre che come il vaccino sul HIV o quello sulla nuova influenza non convincono (e su questo abbiamo bisogno di chiarezza) fa male all'industria stessa perchè che di fatto favorisce una concorrenza sleare a favore di chi ha prodotti realmente innovativi. Come dicevano i nostri nonni "la coperta è corta".