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LETTERA DEL MAGO DI OZ AGLI ECONOMISTI

Cari colleghi,

so che nelle vostre terre agli economisti, equiparati alla categoria dei maghi di cui faccio indegnamente parte, è stata imposta la consegna del silenzio. Ma io posso battere le proibizioni, come voleva chi mi ha ideato, Frank Baum, più di 100 anni fa. Infatti sono ventriloquo e quindi posso parlare anche tenendo la bocca chiusa. Come racconta il mio libro, io non sono altri che un vecchio pallonista (non necessariamente nel senso di contapalle; guidatore di mongolfiera si direbbe oggi) di Omaha, atterrato su terre sconosciute dopo una lunga traversata del deserto. Gli abitanti di quelle terre mi hanno preso per un mago e non ho fatto nulla per dissuaderli da questa loro convinzione. Ci sono tanti particolari nella mia storia che vi possono servire a capire meglio perché il vostro Ministro dell’Economia mi chiama talvolta in causa, citandomi quando parla di economia, cosa che per la verità avviene abbastanza raramente. Vi svelo un segreto: vorrebbe essere lui il Mago di Oz. E sta cercando in tutti i modi di farlo credere ai suoi sudditi. E’ lui il Mago, il grande visionario, che, contravvenendo a qualsiasi metodo scientifico, capisce tutto e decide le sorti di noi tutti. Si comporta proprio come un apprendista stregone. La mia storia lo insegna. Lasciatemi ricordare alcuni episodi narrati nel mio libro.
Nel mio Regno ho fatto mettere gli occhiali colorati a tutti i sudditi per far loro apparire la realtà più bella di quanto sia. Nella Città del Mago, in particolare, gli abitanti sono costretti a portare gli occhiali verdi. Si sono così convinti di vivere nella Città degli Smeraldi. Anche da voi, mi risulta, si chiede ai giornali e alle televisioni di riportare solo buone notizie, sbattere solo i verdi germogli in prima pagina.
A proposito di corvi che forniscono informazioni disfattiste al pubblico, nella mia Città ho chiesto ad uno spaventapasseri di fare il Governatore. Da voi i governatori non vengono ancora nominati dai maghi. Forse per questo il vostro Ministro è così inquieto: vorrebbe anche lui un Governatore che spargesse a piene mani solo messaggi rassicuranti al pubblico. Il vostro Governatore poi ha la sfortuna di evocare, col suo nome, figure minacciose!
Per arrivare alla mia Città, che tutti credono costellata di diamanti e pietre preziose, bisogna seguire la “strada dei mattoni”. Può tirar fuori dalla depressione in cui sono caduti Dorothy e gli altri protagonisti della mia storia. Anche da voi, mi sembra, si sia pensato che l’unico modo per far ripartire l’economia fosse costruire e far costruire. Se capisco bene, dei vostri quattro “piani casa” ne è rimasto solo uno. Ma la filosofia è la stessa: il mattone come via d’uscita. Bene comunque che lo sappiate sin d’ora: alla fine della strada non troverete nessuna pietra preziosa.
Tra gli eroi della mia storia c’è un boscaiolo di stagno. Taglia con l’accetta tutti gli alberi che gli capitano sotto tiro. Ma spesso si emoziona. E’ un problema, perché quando piange gli si arrugginiscono le giunture. Voi sapete bene cosa sia la stagnazione e quanta ruggine inserisca nei vostri ingranaggi. Quanto agli alberi, so che al vostro Ministro piace molto girare per la foresta di Nottingham tirando frecce a casaccio. Ma deve sapere che gli alberi feriti si vendicano. Chiedete ai protagonisti della mia storia quanto temibili siano gli alberi viventi!
Ne mio Regno tutti gli errori vengono condonati. Anche le streghe in punto di morte si redimono. Sui condoni ho davvero poco da insegnare al vostro Ministro che ne ha varati di tutti i tipi. E anche di scudi se ne intende più degli stagnini Martufi della mia storia. Tanto di cappello, dorato!
C’è anche una Città di porcellana nel regno di Oz, i cui abitanti vivono su tanti scalini: guai a cambiarli di posto. Potrebbero andare in mille pezzi! Chi lo ha fatto ha dovuto poi vedersela cogli agguerriti proprietari delle mucche di porcellana. Il vostro Ministro mi sembra abbia una certa familiarità con gli scalini e gli scaloni: nel riformare la previdenza sembra essersi mosso proprio come un elefante in un negozio di porcellane. E sta anche rimborsando gli agricoltori che hanno sforato le quote latte. Solo coincidenze?
A proposito, ce n’è ancora una. Nella mia storia la persona più buona, quella che interrompe il grande ciclo, detto anche ciclone, è la Strega del Nord. Se Tremonti si crede Oz chi sarà mai, mi chiedo, la vostra Strega del Nord? Lo ha baciato qualcuno sulla fronte negli ultimi tempi?

Il Mago di Oz

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Il COMMENTO DELLL’AGCOM ALL’ARTICOLO DI MICHELE POLO

  1. luigi zoppoli

    Molto carino questo mago di Oz. Ma le profonde elucubrazioni dell’insigne ministro pronunciate con toni tipici della disneiana Clarabella, mi suggeriscono anche un qualche riferimento alla favoletta de La volpe e l’uva. Poi a rifletterci mi rendo conto che è un pensiero poco confacente. L’insigne infatti è lui stesso una favoletta e favolette racconta da monocolo dinanzi ad un pubblico di sudditi rigorosamente ciechi. E muti. luigi zoppoli

  2. luca maria colonna

    Assolutamente gradevole e apprezzabile, ahimè c’è quel "tantino di cultura magica" (l’economia) che lo rende poco comprensibile ai non addetti alla materia. Ma mi domando: è colpa dei maghi o è colpa di chi l’economia non la insegna, non la spiega, non ne discute con la serietà e i dubbi sempre necessari in questo campo, ma si limita (forse) a parlarne in televisione con l’assertività insita nel mezzo?

  3. carlo giulio lorenzetti

    Riporto di seguito la lettera inviata ieri al Corriere della Sera (e non pubblicata). "Al meeting di Rimini Giulio Tremonti ha ironizzato sulla incapacità degli economisti di prevedere la crisi che ha investito il mondo intero, criticando il fatto che nessuno di loro abbia sentito il bisogno di riconoscere i propri limiti e le proprie responsabilità. A dire il vero, una presa di coscienza autocritica vi è stata a Trento, durante il Festival dell’economia di giugno, dove, alla presenza di alcuni premi Nobel e di una folta schiera di economisti italiani e stranieri, è stato celebrato un vero e proprio "processo", con tanto di dibattimento tra accusa e difesa, al termine del quale la giuria ha pronunciato una sentenza di severa condanna nei confronti della categoria, non soltanto per non aver saputo prevedere quel che si andava preparando, ma anche per le responsabilità dirette di molti economisti nelle infauste scelte compiute da molte istituzioni finanziarie internazionali e nella colpevole inerzia delle autorità di controllo."

  4. antonio cianci

    Ottima ironia sui due più intelligenti statisti italiani, che si credono e si autodefiniscono, lo hanno fatto anche di recente, uno Superman e l’altro L’uomo Ragno. "O insensata cura dei mortali, quanto son difettivi sillogismi quei che ti fanno in basso batter l’ali" – avrebbe detto Dante del modo di fare dei nostri Soloni. Cordiali saluti. Antonio Cianci

  5. Elia Brusa

    Mentre Prodi e Ciampi lottavano per far entrare l’Italia nell’euro, Tremonti profetizzava che questo non sarebbe mai avvenuto. Poi, quando ormai la cosa era fatta altra profezia: tanto l’Italia non rimarrà nell’euro. Diventato ministro non si stancava mai di parlar male dell’euro, il suo capo si lamentava del cambio lira/euro: avrebbe dovuto essere 500 lire per un euro. Adesso dice che l’Italia sta meglio delle altre nazioni. Il guaio è che molti gli credono.

  6. Agostino De Zulian

    In Italia mi sto rendendo conto come verso veri valori di vita si tenda con una consuetudine ormai generalizzata da molti anni a "banalizzarli". Tutto vuole essere presentato come "teatro", "gioco". Non dico il mio stato d’animo nel momento che ho sentito alla tv come si voleva fare capire alla gente comune di strada che un "ciarlatano" può essere sinonimo di studioso e professionista che passa molto del suo tempo su dati matematici e libri volti a dimostrare eventi economici passati e a prevedere eventi futuri. Esprimo piena solidarietà a chi ha visto la sua vita dedita a studi e ricerche equiparata ad una specie di "nullità" secondo le parole del Ministro. Giusta la risposta sotto forma di fiaba.

  7. elisabetta addis

    Sono la Strega del Nord. Io uno brutto come Tremonti non lo bacio neanche per sogno. Non capisco proprio perchè proprio lui, che era un vero mago a far risparmiare sul fisco i suoi clienti, ora chiami maghi noi economisti. Noi, è vero, la dobbiamo smettere con questa storia dell’agente razionale massimizzante l’utilità. E’ dimostrato che agli italiani questa metafora non si adatta, infatti votano Berlusconi. Ma lui, però, Tremonti, credevo che stesse là perchè sa di Economia. Invece, in grazia di che ci sta? Ce lo dica, o ceda il posto a Brunetta!!!

  8. matteo meroni

    Ho sentito l’intervento del ministro sui maghi. Ha sciorinato un elenco lungo mezz’ora. Mi è parso un delirio da allucinazioni. Ma come si fa ad applaudire? Anche il pubblico avrà abusato.
    Complimenti per l’articolo…

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