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  1. BOLLI PASQUALE Rispondi

    Il Ministro Tremonti,che tanto accusa gli economisti per non saper prevedere il futuro, dovrebbe spiegare il suo ondivago comportamento in merito alla provvigione sul massimo scoperto sui conti correnti bancari.A fine anno 2008,per aiutare le imprese per la ripresa economica,la provvigione fu eliminata con regolare normativa. Tanto era già stato,più volte, sollecitato dal Governatore Draghi per la trasparenza dei rapporti bancari. Le Banche,solo per pochi mesi,hanno eliminato la provvigione sul massimo scoperto,e, immediatamente, hanno avuto la geniale idea della commissione sulla disponibilità dei fondi. Questa idea è piaciuta anche al Ministro che ha emesso il provvedimento legislativo. Allo,stato,questa nuova commissione è stata stabilita nella misura di 0,50% trimestrale su tutti gli accordati bancari:la vecchia commissione sul massimo scoperto si calcolava solo sugli utilizzi degli affidamenti.Il Ministro,che come Diego vede e stravede,aveva immaginato che questo provvvedimento è dirompente per le fragili economie delle imprese? Le imprese,in questa nuova situazione,pagano oneri alle banche anche senza utilizzare gli affidamenti:bravo,bel provvedimento!

  2. Maurilio Menegaldo Rispondi

    Ma questo Giulio Tremonti non è lo stesso che qualche anno fa (mi pare nel 2005), a Davos, invitava il prof. Roubini a "tornarsene" in Turchia dopo che lo stesso Roubini aveva affermato che ci sarebbe stata una grave crisi entro due o tre anni? Se è lo stesso, magari dovrebbe fare una cura di rinforzo alla memoria: ci sono stati economisti che avevano previsto, e come, la crisi attuale e proprio per le ragioni per cui è avvenuta. Tanto per restare in casa nostra, ricordo gli articoli su Repubblica del prof. De Cecco intorno al 2003-2004, quando si era diffusa l'euforia per il mercato immobiliare e i derivati, e si era delineata la costruzione di quel castello di carte americano che è poi miseramente crollato. Certo, quando le cose sembrano andare a gonfie vele è difficile ascoltare chi mette sull'avviso: però, quando i fatti spiacevoli accadono, sarebbe bello e onesto dare il merito a chi l'aveva previsto, magari scusandosi per averlo offeso.

  3. Francesco G. Rispondi

    M'associo ai due signori che hanno scritto prima di me. Colpevolizzare una categoria per proteggerne altre fornisce non è un segno di elevato "spessore". Ma ormai siamo alla battaglia mentale e non mi meraviglio. Speriamo di costruire un domani migliore partendo da persone migliori. PS: apprezzato l'accostamento. Non vi facevo anche allegri umoristi. Bravi :-)

  4. vincesc Rispondi

    Dare la colpa della crisi agli economisti solo perchè non l'hanno prevista, non incolpare gli operatori finanziari, probabilmente i veri responsabili, e assolvere i politici che hanno ceduto sulle norme, da ragione al commento del Signore che ha scritto il primo commento.

  5. calisio Rispondi

    Vediamo: il fratello di Dio è il capo di Tremonti. Lo ha fatto capire più volte e lo ha confermato demolendo come poteva i capisaldi della civiltà precedente a lui. Un flagello. Il quaraqua a fianco di Diego può essere uno dei due portavoce, quelli che spiegano cosa ha detto il Grande Comunicatore e che noi non siamo stati capaci di capire. Ma allora l'asino chi è?

  6. luigi zoppoli Rispondi

    Mi pare che spariate sulla crocerossa. E per giunta nel momento in cui si è trovato compar sacconi a lodare il troppo compreso genio per aver teorizzato il profit sharing che ben altri hanno immaginato e tanto tempo fa. Bagonghi di cotal risma non meritano il soffio di un respiro. luigi zoppoli

  7. gilpisa Rispondi

    Se la smettessimo di avere per ministri dell'economia avvocati tributaristi che di economia sanno poco o niente, o per ministri della giustizia ingegneri che non hanno mai aperto un codice, o altri ministri e deputati catapultati a Montecitorio direttamente dai calendari sexy o dalle televendite di materassi!! Se la smettessimo con questi orrendi eventi politico-mondani, meeting contenitori del nulla, esibizione di potenza di spietate consorterie che macinano affari in nome della religione. Saremmo un paese (un po'') normale.