Grazie per gli interessanti commenti. Rispondo brevemente.

Alcuni lettori argomentano che il problema dell’alcol per i giovani è reale, non fittizio. Sono ben disposto ad accettare questo fatto. Mi sono limitato a osservare che la comune interpretazione della statistica citata dalla Moratti sembrava implausibile, e forse infatti lo era. Se al sindaco sembrava necessario citare una statistica, ne avrei preferito una più documentabile. Ha ragione il lettore che osserva che la relazione da me citata conteneva alcune statistiche a supporto della tesi che i giovani bevono in maniera diversa, e maggiore, che in passato. Però essa contiene anche altre statistiche di tendenza opposta. Per esempio, una delle tabelle in quella relazione dice che solo l’un per cento della fascia di età 11-15 anni beve fuori pasto.
Alcuni lettori sottolineano che sotto i vent’anni l’alcol procura danni cerebrali. Avevo sentito anch’io simili affermazioni, che per quel che ne so sono attendibili. Mi piacerebbe sapere quanto alcol ci vuole per produrre un danno quantificabile e significativo. In assenza di indicazioni precise, sono contento di avere passato una gioventù astemia! Poi, ho proseguito per eccesso di cautela.
Molti lettori sottolineano il ruolo che i genitori dovrebbero svolgere nell’educazione (in senso lato) dei figli, e che forse non svolgono più. Mi trovo d’accordo, e rispettosamente aggiungo il mio brontolio a quelli di centinaia di generazioni passate.O tempora, o mores!
Un lettore suggerisce di obbligare i proprietari dei locali a indennizzare i residenti del vicinato. Idea lodevole in teoria, ma poco pratica; sia per la difficoltà di stabilire un insieme di parti interessate, sia per la difficoltà di stabilire un indennizzo equo. Chi fosse esperto di Law and Economics riconoscerà nella proposta del lettore un sapore di Coase Theorem.

Grazie ancora per i commenti.

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