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  1. lettore romano-milanese Rispondi

    La presenza di vari livelli di decentramento istituzionale comporta delle frizioni nel controllo e nella definizione di strategie assistenziali ottimali, ponendo anche dei dubbi di coerenza con lo spirito del nuovo testo della Costituzione. Il ruolo dell’INPS potrebbe quindi essere diffuso tra gli enti locali, generando tramite la differenziazione del livello di sostegno, indiretti ma potenzialmente rilevanti effetti sulla politica di diffusione sul territorio dei flussi migratori. Esiste peraltro un trade-off per cui più basso è il livello di governo e migliore è la capacità di ottimizzare “da vicino” costi e qualità, con perdita però di una visione strategica sistemica recuperabile solo a livello regionale (le risorse sono raccolte su base regionale), dove però la cascata a valle può essere inficiata da logiche sub-ottimali. Utile e urgente anche l’interfaccia unica. A patto di mantenere una possibilità di scelta (non più costretta ma facoltativa) che permetta alla domanda, ove possibile, di selezionare l’offerta migliore. Altrimenti si perderebbe uno dei pochi strumenti di espressione della persona assistita, che preferisce scegliere strutture e risorse umane ritenute migliori.

  2. Lettore romano-milanese Rispondi

    La presenza di vari livelli di decentramento istituzionale comporta delle frizioni nel controllo e nella definizione di strategie assistenziali ottimali, ponendo anche dei dubbi di coerenza con lo spirito del nuovo testo della Costituzione. Il ruolo dell’INPS potrebbe quindi essere diffuso tra gli enti locali, generando tramite la differenziazione del livello di sostegno, indiretti ma potenzialmente rilevanti effetti sulla politica di diffusione sul territorio dei flussi migratori. Esiste peraltro un trade-off per cui più basso è il livello di governo e migliore è la capacità di ottimizzare “da vicino” costi e qualità, con perdita però di una visione strategica sistemica recuperabile solo a livello regionale (le risorse sono raccolte su base regionale), dove però la cascata a valle può essere inficiata da logiche sub-ottimali. Utile e urgente anche l’interfaccia unica. A patto di mantenere una possibilità di scelta (non più costretta ma facoltativa) che permetta alla domanda, ove possibile, di selezionare l’offerta migliore. Altrimenti si perderebbe uno dei pochi strumenti di espressione della persona assistita, ossia la scelta di strutture e risorse umane ritenute migliori.

  3. Gaspare Jean Rispondi

    Ogni Stato ha il suo sistema sanitario; la spesa sanitaria è incontrollabile indipendentemente dalla organizzazione del welfare. Penso che le politiche sanitarie abbiano incentrato la loro attenzione sulla organizzazione dei servizi, e nulla sulla produzione delle prestazioni sanitarie, affidate alla autonomia professionale ed alla aureferenzialità dei medici. Si sono così dilatate le indicazioni per interventi chirurgici (con quali vantaggi?) fino ai casi più clamorosi di modificare i parametri di normalità della PA, del colesterolo, della glicemia o inventare malattie (vedi in primis disturbi della menopausa ad es.)La frammentazione fordistica dell'atto medico porta poi a spese incontrollate ed incontrollabili. Nessuno sforzo è fatto dai medici per una integrazione sociosanitaria che non è solo legislativa (e le buone leggi non mancano) ma organizzativa (scarso l'impegno di ASL e Comuni) e professionale (nullo l'impegno dell' Ordine dei Medici). In conclusione un SSN che voglia essere universale ed esigibile non può avere prestazioni sanitarie simili a quelle della sanità privata.

  4. Sara Guerra Rispondi

    Gli organi di governo spingono all'utilizzo ed allo sviluppo delle industrie di sanita' privata; in Italia cio' non creera' come negli USA grandi centri di eccellenza ma piccoli frammentati laboratori dove sara' difficilissimo e dispendiosissimo controllare la qualita' dei servizi erogati. Del resto la piccola industria e' tipica dell'Italia degli scarsi capitali investiti e favorisce l'evasione fiscale che pare piu' redditizia delle economie di scala. Un efficiente servizio pubblico -che costa meno se non altro perche' non deve produrre reddito e pagarci le tasse sopra- e' sempre la soluzione ideale.

  5. Riccardo Rispondi

    Come sempre, quando non sembra esserci soluzione ad un problema (e non sembra esserci in alcuna parte del globo terrestre) non rimane che fare un cambio di paradigma (Thomas Kuhn). Sgombrare il campo dalle posizione propagandistiche scientiste dell'establishment tecnocratico, riconsiderare l'argomento partendo da zero. Chiedersi cosa sia veramente utile e sopratutto, nel rispetto dei veri principi liberali, lasciare massima libertà di scelta in ambito medico sanitario. Iniziando col restiture il ruolo e la responsabiltà che spetta ai medici generici, il sistema sanitario degli ultimi trentanni ha prodotto solo maggiori spese.

  6. Stella Alpina Rispondi

    La Toscana fa o prova a fare integrazione? Io direi invece, decisamente, che ci prova, ma non ci riesce. Perché l'integrazione non si fa solo componendo in organismi 'misti' le figure di appartenenza politica, ma si fa con una solida integrazione anche sul piano tecnico, affidando la realizzazione dei 'piani' a dirigenti e team capaci di elaborare, condurre e valutare progetti. Ma sappiamo bene che in Italia, anche nell'Italia di sinistra, queste figure sono sgradite sia ai politici sia agli amministrativi. L'integrazione non si accontenta di essere nominata e deliberata, ma deve essere voluta, accompagnata e tradotta in azioni tecniche e professionali definite, scandite nel tempo, misurabili e documentabili.

  7. Giorgio Simon Rispondi

    Quello che molti, con fatica stanno tentando di fare è di definire strumenti di governance su due livelli: a - quello della pianificazione, ovvero, quali sono gli strumenti per mettere insieme in maniera coerente risorse e interventi in senso generale? b - quali sono gli strumenti operativi per poter attuare, con tutte le fonti di risorsa disponibili, veri progetti sulla persona? E' evidente che il federalismo è indispensabile ma non basta perché bisogna scendere al livello più vicino al "luogo del bisogno". E' altrettanto vero che non basta il socio-sanitario, ma spesso va aggiunto anche il sociale (interventi sul lavoro, sull'educazione, sulla casa, ecc.) il che rende ancora più complesso il modello di governance da adottare.

  8. Patrizio Rispondi

    Che in qualche caso - toscana - si fa o si prova a fare, vedasi alla voce società della salute.