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  1. tiberio damiani Rispondi

    Aumentare la diluizione o ridurre la purezza delle sostanze stupefacenti significa, in termini sanitari esporre il consumatore finale ad un maggior contatto con tutte le sostanze da taglio, con tutti i danni collaterali che ne derivano, come ampiamente descritto nella letteratura medica, ma soprattutto significa esporre il consumatore al maggior bisogno di sostanze, perchè la dipendenza fisica e psichica non è soddisfatta da una maggior diluizione.

  2. Federico Rispondi

    Mi sembra, però, che già la legge italiana funzioni come voi proponete. la tabella del ministero, infatti, fa riferimento al principio attivo delle sostanze stupefacenti. Per esempio, nel caso della cannabis, mi pare che il quantitativo oltre cui il reato non è penale sia 250mmg. Ma è il quantitativo di THC presente nella droga, non il totale del peso della marijuana. La fregatura per il consumatore in questo caso è che, a meno che non sia dotato di attrezzature molto sofisticate per controllare la purezza, non può sapere se un certo quantitativo di sostanza presenta principio attivo superiore a quello indicato nelle tabelle del ministero.