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  1. Aram Megighian Rispondi

    La credibilità di un giornale dipende dal modo con cui i fatti (cose reali) vengono esposti al lettore. Anche fuori dall'Italia esistono dei "padroni" dei giornali, che hanno le loro idee ed opinioni. Queste idee ed opinioni vengono pure espresse nei giornali stessi, dettandone la linea editoriale. Il punto è che l'esposizione, la narrazione, dei fatti ed eventi è tenuta nettamente separata dall'opinione editoriale. In tal modo il lettore può leggere il resoconto dei fatti, farsi la sua opinione ed eventualmente confrontarla con quella di un editorialista del giornale. Questa differenza risalta nettamente se leggiamo il resoconto online di un fatto nei vari giornali italiani e stranieri. Non mi è mai capitato, ad esempio, di leggere "sentito dire" o virgolettati di personaggi politici e non. Solo dichiarazioni rese interviste concesse. Altro aspetto che definisce la notevole attenzione al "fatto" è l'ossessione di mettere la fonte delle notizie; cosa spesso disattesa da noi. Il risultato sono articoli in cui l'opinione editoriale è mescolata alla notizia generando la sensazione di una notizia manipolata.

  2. Furetto Rispondi

    Oggi leggo questo articoletto sul Corriere: http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_13/treni_morra_1af9891e-57f3-11de-831b-00144f02aabc.shtml. Sembra legittimo, e probabilmente lo è. Ma non riesco a non pensare che azionisti del Corriere sono Della Valle, Intesa San Paolo, Generali che guarda caso sono pure azionisti in NTV, Nuovo Trasporto Viaggiatori, la società che andrà a fare diretta concorrenza alle Ferrovie dello Stato. Che credibilità può avere il Corriere quando parla di trasporto ferroviario? O meglio, probabilmente la maggior parte dei suoi lettori non lo so, quindi la credibilità percepita rimane intatta mentre quella reale è pari a zero. E' questo il vero problema in Italia, il gap tra credibilità percepita e reale. Questo, aggiunto ai sussidi statali (e privati, necessari per mantenere in vita la voce del padrone), fa si che la crisi dell'editoria in Italia sia attenuata rispetto agli altri paesi. Furetto.