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  1. maria grazia grassi Rispondi

    L'articolo è pregevole per chiarezza e sintesi. Mi chiedo dove siano i politici, soprattutto quelli che si definiscono riformisti. Poco o nulla è comparso sui media a riguardo di questi argomenti che riguardano tutti i cittadini, uomini, donne, giovani, bimbi e anziani. Viene da pensare che vi sia un diffuso basso profilo culturale nella classe politica e/o un approccio superficiale ai problemi. Sta il fatto che una classe dirigente politica così "distratta" su temi così diffusi e concreti, non facilita una valutazione positiva del suo operato.

  2. Egidio Giordano Rispondi

    E' vero l'attuale modello di sanità si presta a numerose critiche prima di cambiarlo bisognerebbe avere le idee chiare sulla riforma. Allo stato attuale voglio solo segnalare uno svantaggio che ha il pubblico rispetto al privato: se una struttura privata si deve dotare di una attrezzatura ad alta tecnologia la compra senza burocrazia, mentre il sistema pubblico deve espletare procedure che non le consentono di offrire lo stesso servizio/prestazione all'utenza. Non sottovaluterei la strategia del libro bianco/verde, la vedrei legata alla determinazione dei costi standard nella prospettiva del federalismo cd. fiscale.

  3. Aram Megighian Rispondi

    Dio ci salvi da questi "riformatori" dell'ultima ora. Sacconi ha una storia alle spalle che da sola lo squalifica come "riformatore", avendo più volte "riformato" in modo radicale il suo modo di pensare e la sua opinione. Cambiare opinione è lecito, ma non crea certamente quello sfondo di integrità etica e morale su cui si basa (si deve basare) la credibilità di un vero riformatore. Credibilità che rappresenta la piattaforma essenziale per proporre la modifica di uno status quo. Nella fumosità delle idee proposte in modo generico e privo di chiare indicazioni, salta subito all'occhio il differente stile, la pragmaticità e, se volete, la dura severità delle indicazioni del libro bianco inglese, di cui ottimamente lavoce.info suggerisce la lettura. Non si tratta di Governi con differenti ideologie politiche. Si tratta di due modi di intendere la politica e le riforme: un modo italiano, fumoso ed incerto; un modo inglese, chiaro e preciso. Sarebbe bastato questo per dare incisività e chiarezza al libro bianco di Sacconi. Invece ci risiamo con le solite "riforme" all'italiana che spesso smantellano ciò che, pur con le sue pecche, sta funzionando, per sostituirlo con il vuoto.

  4. luciano fedi Rispondi

    La salute è un diritto che va scisso dalle possibilità economiche che il malato ha per potersi curare e la sanità deve perciò esssere prevalentemente pubblica e finanziata dalle tasse dei cittadini. Certo che l'efficienza può e deve essere migliorata ma questo, come in molti casi, non può avvenire con la privatizzazione del servizio poiché il privato non investe i suoi soldi per spirito filantropico, ma per massimizzare il profitto e non vorrei mai arrivare a dover andare in ospedale con la polizza di assicurazione in bocca come avviene negli USA.

  5. Sandro Broccia Rispondi

    L'articolo della Dirindin è di una chiarezza esemplare. Colpisce però il fatto che di queste cose non si parla e le conoscono in pochi. Ma le domande che vengono spontanee sono: dov'è il PD; dov'è il centrosinistra; dov'è l'opposizione. E ancora: le regioni italiane sono consapevoli degli obiettivi di questo governo sulle materie della sanità e del sociale?

  6. Luca Melindo Rispondi

    Che la Sanità pubblica possa essere migliorata è certamente vero ed è innegabile che sprechi e abusi siano spesso sotto gli occhi di tutti. Resta, pur tuttavia, un bene preziosissimo ed irrinunciabile, al pari della scuola pubblico, in quanto, né più né meno di quest'ultima, strumento imprescindibile per offrire a tutti pari opportunità e dignità. Sarebbe bene che noi tutti lo ricordassimo ogniqualvolta ci rechiamo alle urne.... Non per nulla reputo i ministri Sacconi e Gelmini di gran lunga i peggiori dell'Esecutivo. Come cantava il Saggio di Pavana, Libera nos Domine dai sacri sanfedisti e dal loro furore, da tutti gli imbecilli di ogni razza e colore....

  7. FABIO TONIOLI Rispondi
    Con questo Libro Bianco il governo italiano conferma la sua volontà di accreditarsi come l'ultimo degli epigoni dell'ideologia reganiana (e bushiana) in un'ottica di "darwinismo sociale" che é tanto più grave se si considera la crisi che sta interessando il nostro Paese e i costi umani e sociali che ha già prodotto e quelli che si preannunciano.
  8. Marco Espa Rispondi

    Puntuale come sempre la Prof. Dirindin ci fa aprire gli occhi anche davanti a considerazioni in apparenza condivisibili ma che alcune volte nascondono modelli residuali di stato sociale.

  9. raffaele principe Rispondi

    Mesi fa intervenendo ad un convegno dissi che la "riforma" della sanità pubblica, ovvero il suo smantellamento, sarebbe stata la "madre di tutte le battaglie" di questo governo contro "lo statalismo" per favorire l'individuo che con le sue scelte avrebbe orientato il mercato, migliorando la qualità dell'offerta sanitaria privata. Offerta che non decolla, nonostante il sistema sostanzialmente misto oggi esistente, grazie agli accreditamenti, proprio perchè c'è una sanità pubblica di eccellenza e ben articolata sul territorio, nonostante le furiose campagne di stampa prodotte in questi anni riassumibili in "malasanità" ovunque e comunque. Se questa "battaglia" non è stata ingaggiata veramente è per due motivi: lo scandalo della Clinica S. Rita di Milano e la crisi economica. Singolare l'affermazione che il FSP possa risolvere i problemi di efficienza sanitaria, quando piuttosto quelli di semplificazione amministrativa con anche conseguenze, eventuali, sanitarie. Pensiamo alle cure transfrontaliere, a casi estremi di incoscienza dei pazienti ecc. Appunto casi estremi.