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  1. ALFERAZZI GIAMBATTISTA Rispondi

    Dopo lo svuotamento e la vanificazione della class action nel settore privato, eccoci di fronte all’introduzione di una class action beffa nel settore pubblico, poiché a fronte del tempo e soprattutto del denaro spesi per un’azione legale, non dà ai cittadini diritto al risarcimento del danno. Un meccanismo vuoto a costo zero, uno strumento di giustizia (si fa per dire) privo di deterrenza che, oltretutto, comportando tempi lunghi, procedure tutt’altro che snelle e dispendio di danaro, non contribuisce minimamente a riequilibrare, laddove necessario, la debolezza del cittadino utente rispetto alla Pubblica Amministrazione Si tratta, quindi, di un’azione collettiva fiction poiché per esser degna del suo nome non dovrebbe escludere l’aspetto risarcitorio, sul quale, al fine di consentire ai cittadini di intervenire in maniera incisiva, sono – invece - incentrati tutti gli altri modelli di questo istituto. Invece di una class action quella del Brunetta è fumo senza arrosto, apparenza camuffata da sostanza; insomma, alla faccia della tanto strillata trasparenza, un vero e proprio inganno nel solco della migliore tradizione italiota.