logo


Rispondi a Bombelli Annulla risposta

1500

  1. Federico Rispondi

    Concentrerei l'attenzione sul Principio dell'Offensività. L’illecito penale offensivo deve andare al di là della violazione di legge, concretizzandosi in una fattispecie tipica (come la lesione personale). Ma il principio del nullum crimen sine iniuria non è pacificamente sostenuto dalla dottrina e ciò spiega il motivo per cui il Legislatore abbia spesso operato extra codicem nel produrre norme giuridiche svincolate dal principio di offensività del fatto tipico, ricorrendo alla tecnica del pericolo presunto, come in questo caso, sebbene l’orientamento della Consulta sia da anni favorevole alla concezione Realistica dell’illecito penale ed all’accoglimento dell’Offensività quale valore di rango costituzionale.Così la Corte Costituzionale ha affermato che “il canone legislativo (ed interpretativo) dell’offensività impedisce al legislatore di considerare illecito penale una condotta commessa da un soggetto caratterizzato da un particolare status personale, nell’ipotesi in cui un’analoga condotta, realizzata da un soggetto qualunque sarebbe priva di rilevanza penale.

  2. Riccardo Rispondi

    Mi trovo d'accordo con la linea del governo, ciò che invece mi sembra essere grave è il fatto che l'aggravante si riferisca nello specifico allo status della persona e dunque.. un reato per nulla attinente all'ambito della clandestinità venga sanzionato con pena maggiore rispetto allo stesso tipo di reato commesso però da un cittadino italiano. Se ciò fosse il caso, quest'ultimo punto è senz'altro da dibattare, credo però fermamente che il problema sia da affrontare ad uno stadio piu teorico, stile filosofia del diritto come prima cosa..ma nel frattempo agire e risolvere in modo pratico un problema che assilla l'Italia ormai da tempo..nonostante tale tipo di problema si mostri come effettivo sin da subito.

  3. Vince Rispondi

    E' interessante osservare come molti commenti riflettano l'ipocrisia storica del nostro paese, e la politica rozza che ci accompagna da decenni. Qui il problema è l'identificazione della nozione 'discriminazione'. Se a me dicessero "se entri in Stati Uniti illegalmente e non parli neanche l'inglese, non riuscirai ad integrarti, non potrai lavorare se non in nero, sarai presumibilmente fruttatto, odierai chi lo farà, odierai il loro simili, perderai la tua identità, ti scontrerai e avrai una probabilità maggiore di commettere un crimine", io lo capirei. Dove sta la discriminazione? Molti ipocriti confondono uguaglianza con discriminazione. Esistono buchi enormi nella politica di ingresso nel nostro paese, molti dei quali penalizzano chi, disperato, non ha scelta che quella di affrontare il rischio dell'illegalità. Ma tappare quei buchi è una cosa, dire che la condizione di illegalità non debba essere aggravante è un'altra, del tutto senza senso. Che il livello rozzo della politica odierna si rifletta nei commenti è comprensibile. Si spera solo che ciò non offuschi del tutto anche l'intelletto dei pochi che cercano di sopravvivere. La politica non è appartenenza. Non lo è più.

  4. Marco Rispondi

    Larius scrive: "Principio di uguaglianza è quando una persona si comporta come tutte le altre, rispettando ed ubbidendo alle regole." Se in Italia non avessimo un presidente del Consiglio pluri-indagato, parlamentari e ministri pregiudicati, tre/quattro regioni in mano alla criminalità organizzata, nepotismo e familismo diffusi come piaghe, abusivismo edilizio in ogni dove, un generale menefreghismo nei confronti di qualunque regola forse potremmo chiedere il rispetto delle leggi agli stranieri con credibilità superiore allo zero. Se sputo sul pavimento di casa mia lo faranno anche gli altri.

  5. Disperato Rispondi

    Come ci siamo arrivati facciamo finta di non saperlo, sta di fatto che oggi il fenomeno della immigrazione in Italia è completamente fuori controllo (per standard accettabili di un paese occidentale), chi non lo capisce non vive con la gggente normale ma in torri d'avorio. Le iniziative dei governo di colore verde-azzuro (bossifini più questo ddl cosiddetto "sicurezza") sono mal costruite perchè frutto di classe politica inadeguata al compito, ma espressione di una indubbia necessità popolare di ri-ordino della materia. Da sinistra non si può continuare a sbandierare concetti e riferimenti solidaristici che non hanno alcun legame con la situazione concreta del mondo reale. O ce ne accorgiamo o siamo destinati a soccombere seppelliti da una marea di provvedimenti raffazzonati, spesso inapplicabili, ma d'effetto come questo.

  6. DarioT Rispondi

    "L'uguaglianza è l'ideale che dà ad ogni uomo, indipendentemente dalla sua posizione sociale e dalla sua provenienza, la possibilità di essere considerato alla pari di tutti gli altri uomini in ogni contesto. Si tratta di un ideale presente in tutti i paesi civilizzati per il quale gli uomini si sono battuti moltissimo in passato". E in fondo cosa importa a chi fugge dalle persecuzioni, dalla fame e dalla guerra, di rinunciare ad un'uguaglianza che non ha mai avuto? Meglio essere diseguali che morti, non credi Larius?

  7. Larius Rispondi
    Principio di uguaglianza è quando una persona si comporta come tutte le altre, rispettando ed ubbidendo alle regole. Entrare in un Paese per vie illegali, già comporta la perdita del diritto di uguaglianza.
  8. stefano monni Rispondi

    Rilevo con preoccupazione una certa demagogia nella lotta all'immigrazione clandestina proposta da questo Governo. Ritengo inoltre l'inefficacia delle iniziative prese per tale finalità. Nello specifico vorrei evidenziare come l'aggravante prevista per i reati commessi dai clandestini se da un lato non freneranno minimamente i rei più incalliti, dall'altra produranno solo effetti negativi a quei poveri immigrati che, per disperazione soprattutto legata alle politiche restrittive della libertà adottate dai Paesi d'origine, sono costretti alla clandestinità. Questi non saranno certo disincentivati da tale norma primo perchè forse neanche la conosceranno e poi perchè questa dovrà essere valutata in relazione ai maggiori costi connessi a rimanere nei Paesi d'origine. L'unico effetto consisterà in un inasprimento della spesa richiesta a questi poveri immigrati per poter emigrare da noi. Voto della riforma: più che negativa.

  9. Guerriero Rispondi

    A mio parere, la questione immigrati, ha senz'altro bisogno di una regolamentazione. Il nostro paese, non offre molte opportunità quindi, ben vengano deterrenti per i non regolari.

  10. teniamoduro Rispondi

    Non ci si indigna più, la vergogna non esiste più. Ieri sera nella mia città ho sentito parlare molti immigrati tra gli altri presenti alla fiaccolata contro il ddl sicurezza. Qualcuno si stupirà di sapere che tutti chiedevano certezza della pena per chi sbaglia e una maggiore sicurezza e risorse per le forze dell'ordine. Io non voglio identificare nello straniero un nemico cari signori, voglio scaricare paura rabbia e frustrazione come pare a me, non voglio essere imboccato da chi mi governa; del Governo, qualunque esso sia, voglio controllare cosa fa, se mi racconta la verità, se rispetta la Costituzione. Un signore pubblicato qui sopra dice che vorrebbe "mantenere per sempre i regolari entro certi limiti ben prefissati, diciamo il 5% degli Italiani". La bestialità non è in quello che dice ma nel fatto che nessuno si vergogna. Se qualcuno si vergognasse proverebbe a spiegarli che gli immigrati statisticamente si riproducono + velocemente di noi italiani. Con i soli regolari di adesso, per tenere l'immigrazione al 5% tra 2-3 anni, saremo costretti ad abbatterne qualcuno o a deportali. Altrimenti si potrebbe cominciare a sterilizzarli come i gay. Da non credere

  11. marco Rispondi

    Da ieri l'art 61 n:° 11 bis - precisa che l'aggravante di clandestinità non "La disposizione di cui all’articolo 61,numero 11-bis), del codice penale si intende riferita ai cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea e agli apolidi.. quindi non è più corretto dire che si applica anche ai cittadini UE.

  12. giacomo Rispondi

    strano modo di ragionare di noi europei. Prima creiamo una formidabile riccheza sfociata ormai nello spreco, a scapito di innumerevoli popolazioni del mondo. La fame esiste ', le guerre per le materie prime esistono? Muoiono migliaia di bimbi al giorno per denutrizione? Sono sicuro di sì. Considerato che l'argomento immigrazione ( basta vedere Mexico USA) è molto complesso e difficile, almeno comportiamoci ( parlo soprattutto per me) in modo umano con persone , la cui stragande maggioranza , è priva di tutto.

  13. Antonio Primaldo Rispondi

    Credo che ogni volta che si affronta il problema dell'immigrazione clandestina nel nostro Paese occorra fare una premessa: la legge Bossi-Fini non consente di entrare in Italia legalmente per motivi di lavoro dato che prevede che il datore di lavoro chiami nominalmente il lavoratore dal paese di origine. Non ci sono alternative all'immigrazione clandestina. (che come tutti sanno è solo in minima parte rappresentata dai disperati che attraversano il mare). Questa semplice osservazione rende evidente il carattere pretestuoso di tutti gli argomenti a favore delle misure che stanno per essere approvate.

  14. Vince Rispondi

    Ora, a me da questo articolo non tornano i conti. Se un soggetto ubriaco si mette al volante e investe qualcuno, l'incidente commesso deve essere valutato secondo un'aggravante di pericolosità, o no? Sembrerebbe di no, perché, per analogia, se una persona entra in un paese in condizioni di irregolarità, con ridotte possibilità di integrazione, con maggiori probabilità di scontro sociale e disordini derivanti dalla sua stessa condizione, senza strumenti idonei al proprio sostentamento, ecc.. e poi commette un reato, allora non dovrebbe esserci l'aggravante di pericolosità perché discriminatoria. E' chiaro che sia l'ubriaco sia il clandestino possono benissimo non commettere il fatto illecito, ma a me sembra una maggiore pericolosità ci sia proprio, e dovrebbe essere anche stata determinata probabilisticamente. Gradirei una delucidazione in merito più approfondita che pochi riferimenti ad alcune sentenze, visto tra l'altro che non siamo in un paese common law.

  15. Erio da Rimini Rispondi

    Pensare, descrivere le proprie opinioni fa parte di una normale dialettica in un paese democratico e moderato, ed è giusto che ognuno di noi la pensi diversamente dall'altro, così vale per il Sig. Gian Luigi Gatta. Io la penso ben diversamente, dico la mia opinione che certamente avrà ben minor risalto rispetto alla sua (Lei scrive da una postazione preminente), quindi.... penso e scrivo che uno Stato per esistere dalla sua posizione preminente assoggetta pur con il loro beneplacito i cittadini residenti a cui impone tasse, imposte e deve concedere quella sicurezza a cui almeno il 75% di loro ambisce e richiede. E sicurezza vuol dire non avere impedimenti di alcun genere nelle normali attività: la presenza di clandestini nel nostro paese, oltre un certo livello di guardia provoca invece vari impedimenti e danni di ogni genere. Naturalmente non sono per regolarizzare tutti.......quel che occorre è di minimizzare verso lo 0% la percentuale degli irregolari e di mantenere per sempre i regolari entro certi limiti ben prefissati, diciamo il 5% degli Italiani.

  16. Bruno Stucchi Rispondi
    Ragionando cosi' tutte le aggravanti/attenuanti previste dai codici sono incostituzionali. A proposito, a ben vedere, anche l'etichetta dei pelati potrebbe essere anticostituzionale.
  17. Bombelli Rispondi

    Sono totalmente d'accordo col il decreto Maroni. Chi non lo condivide dica cosa fare concretamente: fatti non parole. l'Europa ci ha lasciati soli. Allotra che l'europa e L'Onu accolcano loro i clandestini. l'Italia ammetta tutto e tutti, poi con un ponte aereo giornaliero, uno per ogni nazione europea siano le stesse a verificare tutto quello che i parolai dicono. Io ho un palmare di tutto rispetto tar scippi, furti, violenze e tentativi di omicidio. Non solo è un mio diritto parlare, il dovere di parlare, ma l'obbligo di denunciare a chi usa le parole per farsi pubblicità, ma non è mai stato toccato da fatti gravissimi.

  18. ormaistanco Rispondi

    Diceva un saggio: "Preferisco aver a che fare con un uomo cattivo piuttosto che con uno stupido, al cattivo la pietà può toccare il cuore, ma al cervello dello stupido non vi è rimedio".

  19. Alessandro Costanzo Rispondi

    Non è la prima volta in cui l'esecutivo vara norme la cui costituzionalità è in origine assai dubbia. Non sarà l’ultima. Il Governo agisce convinto di varare misure sorrette dal gradimento popolare, facendosi portatore di una visione della democrazia che al sistema dei pesi e contrappesi, in Italia rappresentato dagli organi di garanzia costituzionale quali il Capo dello Stato e la Corte Costituzionale, contrappone una democrazia mediatica fondata sul sondaggio e sulla popolarità personale del leader. Alla cornice costituzionale, con il suo insieme di valori e principi ed i limiti che il loro rispetto impone, si viene così a sostituire un sistema di governo "umorale", in cui il consenso viene alimentato con provvedimenti che parlano alla pancia profonda dell’elettorato, di cui assecondano pregiudizi e difetti. Vi è di più. Tali provvedimenti sono adottati nella consapevolezza della loro incostituzionalità e nella convinzione che saranno censurati. Lo scopo ulteriore è infatti quello di poter attaccare la Corte Costituzionale, rea di non comprendere la volontà popolare e di chiederne la riforma, limitandone i poteri. La spada di Damocle non pende sulla legge, ma sulla Costituzione.