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  1. vincenzo d'andrea Rispondi

    Sono d'accordo sui pericoli dell'estensione di copyright, anzi sul fatto che siano già eccessivi ora. Nell'articolo si parla di un copyright di vent'anni nel settore farmaceutico. E' proprio così? Cioè, mi pare corretta l'affermazione che nel settore farmaceutico la tutela del diritto di sfruttamento economico di un invenzione sia inferiore a vent'anni. Però non credo usino il copyright ma uno strumento legale diverso, cioè il brevetto. Se usassero il copyright intanto proteggerebbero in modo diverso il lavoro ma i termini sarebbero gli stessi che per la musica o altro. Che poi i brevetti a loro volta creano problemi, in particolare sarebbero deleteri se applicati al software.

  2. Giacomo Dorigo Rispondi

    Personalmente ritengo, come già diceva Thomas Jefferson, che da un punto di vista morale le limitazioni sul diritto di copia siano una stupidaggine, in quanto l'eseguire una copia di un libro o di un brano musicale non elimina l'originale, quindi non vi si possono applicare le normali logiche della proprietà privata sviluppate per i beni materiali e assolutamente non le si può equiparare ad un furto. Ciò che deve essere tutelato è il diritto di attribuzione al fine di contrastare il plagio, che è davvero un caso di furto in quanto l'attribuzione della paternità di un'opera viene tolta ad uno per essere rubata da un altro. E se proprio si deve mantenere in piedi questa assurdità del diritto di copia e di distribuzione, allora che almeno sia commisurato agli investimenti effettuati per l'opera stessa, maggiore è stato l'investimento maggiore sarà la durata del copyright. Ovviamente immagino questo potrebbe andare benissimo alle imprese che producono film, molto meno a quelle che producono canzoni...